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Alberto Trentini, chi è l’italiano detenuto in Venezuela da 400 giorni appena liberato

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Il cooperante veneziano era stato arrestato il 15 novembre 2024 con l’accusa di terrorismo e corpirazione ai danni dello Stato Venezuelano governato da Nicolas Maduro. Dopo la caduta del regime, il governo ad interim di Delcy Rodríguez ha annunciato la liberazione di diversi detenuti politici internazionali, tra cui anche Alberto Trentini.

Nelle ore successive all’operazione militare degli Stati Uniti in Venezuela e alla nuova fase di crisi politica apertasi a Caracas, il regime guidato dalla leader ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato la liberazione di una serie di detenuti politici stranieri, e confermato il ritorno a casa di Alberto Trentini, prigioniero nelle carceri della capitale da oltre 400 giorni senza un capo d’imputazione ufficiale. Tra le persone rilasciate figurano anche altri italiani, come l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico Biagio Pilieri. Resta invece attesa per il commercialista piemontese Mario Burlò.

Un segnale di apertura, quello di Rodríguez, con la speranza di una legittimazione internazionale al suo governo.

Ma chi è Alberto Trentini, il cui volto è apparso spesso nell'ultimo anno e mezzo sulle testate nazionali? La sua detenzione in Venezuela è iniziata il 15 novembre 2024.

Trentini, operatore umanitario veneziano di 46 anni, era nel Paese da poco meno di un mese (dal 17 ottobre, per la precisione), e collaborava con la ONG "Humanity & Inclusion", che si occupa nell'assistenza alle persone con disabilità.

L'uomo è stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito per portare aiuti alle comunità locali, e proprio in quell'occasione è stato arrestato dall'esercito venezuelano con l'accusa di "terrorismo e cospirazione anti-Maduro". In realtà, non è mai stato formulato alcun capo d’imputazione ufficiale nei suoi confronti.

Trentini è stato rinchiuso nel carcere di massima sicurezza, "El Rodeo I" (a circa 30 chilometri a Est di Caracas). Un carcere dove i detenuti hanno solamente 45 minuti d’aria tre volte a settimana, e i pochi che sono riusciti ad uscirne raccontano di torture fisiche e psicologiche volte ad estorcere confessioni false. Per molte settimane non si è saputo nulla della sua sorte, poi, dopo lunghe settimane di interlocuzioni diplomatiche tra il governo italiano e quello venezuelano, a maggio dello scorso anno Trentini ha potuto chiamare la sua famiglia e tranquillizzarla, rassicurando di essere in buone condizioni.

Lunedì 12 gennaio è stato annunciato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani il rilascio di Trentini, e confermato anche quello di Burlò.

Notizia in aggiornamento

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Veronica Miglio
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Laureata in Lingue Straniere, qui a Geopop lavoro come autrice editoriale, raccontando storie e curiosità. Alle spalle ho un background lavorativo diviso tra insegnamento, uffici stampa e giornalismo locale, anche se il mio percorso nel mondo della comunicazione è partito tra i microfoni della radio universitaria, dove mi occupavo di politiche europee. Fuori dall'ufficio mi divido tra fotografia e scrittura, ma quando posso ritaglio un angolo di tempo per dipingere con i pastelli a cera.
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