0 risultati
video suggerito
video suggerito
27 Giugno 2026
10:41

Nuova scossa di terremoto in Venezuela di magnitudo 4.9 avvertita a Maracay nella notte italiana

Nuova scossa di 4.9 in Venezuela dopo il devastante doppio sisma. Il bilancio sale ad almeno 920 morti e oltre 50.000 dispersi. Tra le vittime anche alcuni connazionali italo-venezuelani. Mentre si continua a scavare alla ricerca dei dispersi, si intensificano i soccorsi internazionali sul posto, inclusa una missione inviata dall'Italia.

Ti piace questo contenuto?
Nuova scossa di terremoto in Venezuela di magnitudo 4.9 avvertita a Maracay nella notte italiana
terremoto-venezuela
Nuova scossa di magnitudo 4.9 in Venezuela.

A pochi giorni dal devastante doppio sisma di magnitudo 7.2 e 7.5 che ha colpito il Venezuela, una nuova scossa di magnitudo 4.9 è stata registrata nel centro del Paese. Come confermato dall'Istituto Venezuelano Funvisis, l'epicentro è stato localizzato a circa 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, ad una profondità di appena 4,6 chilometri. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, è salito ad almeno 920 morti, con oltre 50.000 persone che risultano ancora disperse e la cui ricerca prosegue da parte dei soccorsi e anche grazie al sito Desaparecidos Terremoto Venezuela.

Tra le vittime ci sono anche tre cittadini italo-venezuelani, tra cui una donna siciliana che risultava dispersa fino a stamattina alle 9.30, ore italiane. Le operazioni di soccorso proseguono in condizioni critiche, mentre la comunità internazionale intensifica gli aiuti, con l'Italia che ha già inviato una prima squadra di soccorso, composta da vigili del fuoco, membri dell'Unità di crisi e della Protezione civile.

La nuova scossa di magnitudo 4.9 nel centro del Venezuela

La Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis) ha registrato nella notte tra il 26 e il 27 giugno un nuovo terremoto di magnitudo 4.9 con epicentro localizzato a circa 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, ad una profondità di appena 4,6 chilometri. Il sisma è stato confermato anche dall'Istituto geologico degli Stati Uniti (USGS).

La scossa, proprio per la sua superficialità, è stata avvertita distintamente dalla popolazione in un'ampia area del Paese, coinvolgendo gli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda e La Guaira, oltre al Distretto Capitale dove si trova Caracas. Si tratta dell'evento più significativo di una sequenza sismica ancora in corso: in precedenza Funvisis aveva registrato almeno 13 scosse di intensità da debole a moderata nelle aree di La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe, tutte zone già interessate dalla sequenza iniziata dopo il forte terremoto del 24 giugno.

A Caraballeda, nello Stato di La Guaira, la nuova scossa ha provocato il crollo di un ponte, aggravando ulteriormente la situazione delle infrastrutture già pesantemente compromesse.

Il bilancio aggiornato: 920 morti e oltre 50.000 dispersi

Il bilancio ufficiale delle vittime, ancora destinato a salire, è di almeno 920 morti. Il dato più preoccupante riguarda il numero dei dispersi, che supera le 50.000 unità. Tra le vittime confermate ci sono tre cittadini italo-venezuelani, mentre secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani circa 42 connazionali risultano ancora irreperibili, su una comunità di circa 150.000 italiani registrati nel Paese.

Tra le ultime vittime identificate c'è Francesca Mannina, donna di origini siciliane originaria di Balestrate, in provincia di Palermo, il cui decesso è stato confermato nella mattinata del 27 giugno. La notizia è stata data dallo zio attraverso i social media. Il suo compagno era stato ritrovato vivo il giorno precedente.

Un'altra notizia che ha scosso il Paese è il ritrovamento del corpo senza vita di Yimvert Berroterán, centrocampista diciottenne della nazionale Under 20 venezuelana. Il giovane calciatore era disperso dalla sera del terremoto nel settore di Los Corales, a La Guaira, una delle zone più devastate dal sisma.

I soccorsi internazionali: arrivata la missione italiana

Le operazioni di ricerca e soccorso sono in pieno svolgimento, ma la situazione sul campo resta estremamente critica. In molte zone della regione di La Guaira, la più colpita, i residenti continuano a scavare a mani nude tra le macerie per la mancanza di attrezzature pesanti. Le opposizioni politiche hanno denunciato ritardi nei soccorsi e carenze nella fornitura di macchinari adeguati.

Alle 3:30 ora italiana del 27 giugno è atterrato all'aeroporto militare di El Libertador, a Maracay, il volo con la missione italiana. Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile, è composto da 97 persone tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell'Unità di crisi della Farnesina. Un secondo volo con ulteriore personale specializzato in recupero da aree sismiche è previsto in giornata.

Gli Stati Uniti hanno intanto annunciato l'invio di una squadra di soccorso composta da oltre 250 persone, che include tre unità speciali di ricerca e salvataggio con 18 cani addestrati a localizzare persone sotto le macerie e oltre 90 tonnellate di attrezzature. Washington ha stanziato 150 milioni di dollari in aiuti e ha disposto lo schieramento di due navi da guerra, aerei da trasporto ed elicotteri.

Nel frattempo, il governo di Caracas ha limitato l'accesso allo Stato di La Guaira a partire dalle 20:00 ora locale, per facilitare le operazioni di emergenza.

Il contesto sismologico: perché il Venezuela continua a tremare

Le scosse di assestamento che continuano a colpire il Venezuela rientrano nella normale dinamica post-sismica che segue un terremoto di forte intensità. Dopo un evento di magnitudo 7.5 come quello del 24 giugno, la crosta terrestre attraversa un periodo di riassestamento in cui le tensioni accumulate lungo la faglia si rilasciano gradualmente attraverso una serie di scosse secondarie, che possono protrarsi per settimane o mesi.

Come già approfondito su Geopop, i terremoti del 24 giugno sono stati generati dall'interazione tra la Placca Caraibica e la Placca Sudamericana, lungo un sistema di faglie trascorrenti che attraversa il Venezuela settentrionale. La doppia scossa originaria, con ipocentro estremamente superficiale (tra 3 e 10 km di profondità), ha rappresentato il sisma più potente registrato in quest'area negli ultimi 126 anni. La superficialità degli ipocentri, una caratteristica anche dell'ultima scossa di magnitudo 4.9, avvenuta a soli 4,6 km di profondità, amplifica notevolmente l'intensità dello scuotimento percepito in superficie, contribuendo ai gravi danni alle strutture.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views