Alluvione in Emilia-Romagna, quali sono le cause e che legame c’è con il maltempo

L'alluvione in Emilia-Romagna ha causato vittime e sfollati ma quali sono le sue cause? E qual è il collegamento con la presenza degli Appennini nella zona?

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4 Maggio 2023
12:48
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Alluvione in Emilia-Romagna, quali sono le cause e che legame c’è con il maltempo
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In questi ultimi giorni il maltempo sta duramente colpendo l'Emilia-Romagna, in particolare l'Appennino bolognese e romagnolo, causando importanti frane e alluvioni – come quelle dei fiumi Montone, Lamone, Senio e Santerno. Queste sono state causate dall'unione di più fattori, come l'importante fronte occluso che imperversa sull'area e la fusione dei ghiacci dell'ultimo periodo. I Vigili del Fuoco nelle ultime ore hanno compiuto più di 1000 interventi ma, purtroppo, al momento si contano due vittime e oltre 500 persone sfollate, soprattutto nei pressi della città di Faenza e nel ravennate. La Protezione Civile ha dichiarato l'allerta meteo e la situazione è tale da aver spinto il presidente della Regione Stefano Bonaccini a voler richiedere lo stato di emergenza.

Le cause dell'alluvione

L'origine dell'alluvione in Emilia-Romagna è legata a molteplici cause ma certamente il fattore principale è quello legato alle abbondanti piogge: pensate che in 48 ore sono caduti in media tra i 150 e i 200 millimetri di pioggia, come evidenziato dalle zone colorate di rosso/viola nell'immagine sottostante. Questa è la quantità di pioggia che normalmente cade in 3 mesi.

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Credit: Allerta Meteo Emilia–Romagna.

Ma cosa causa queste piogge così intense? Tutto parte da un cosiddetto "vortice depressionario stazionario", cioè un'area di bassa pressione che ruota in senso antiorario e che richiama a sé aria calda e umida dal Tirreno e aria fredda e più secca dal nord-est. Quando queste due masse d'aria si scontrano si forma un fronte occluso, cioè la massa d'aria fredda resta più vicina al suolo mentre quella calda la "scavalca". Questo scavalcamento fa sì che la massa calda si raffreddi, facendo condensare l'umidità presente al suo interno, e causando abbondanti precipitazioni.

L'effetto Stau

Questo è un fenomeno normale in meteorologia, niente di straordinario. La cosa "rara" è il fatto che questo vortice sia durato per oltre due giorni, attirando grandi quantità di aria e, quindi, causando abbondanti piogge. A questo va aggiunto un secondo fenomeno, quello dell' "effetto Stau". Il vortice infatti ha interessato la catena appenninica e quindi questo ostacolo naturale ha spinto il fronte occluso ancora più alto in quota, facendolo raffreddare ancora di più e accentuando un fenomeno piovoso già di per sé intenso.

Un altro grande aspetto è quello legato alla fusione dei ghiacci: le alte temperature degli ultimi mesi hanno causato la formazione di una grande quantità di acqua che ha riempito i corsi d'acqua, sommandosi poi alle forti piogge degli ultimi giorni. La somma di tutte queste cause ha portato ad un rapido ingrossamento dei corsi d'acqua che hanno aumentato il proprio livello anche di 10 metri, rompendo in alcuni casi gli argini in terra.

Per approfondire, ecco un video che abbiamo realizzato in merito all'allerta meteo:

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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