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3 Maggio 2026
7:00

Batterie a gravità nel mondo, la mappa con i principali progetti: da Energy Vault in Cina all’Italia

Le batterie a gravità stanno diventando una soluzione promettente per l’accumulo energetico di lunga durata. Ecco dove si trovano i progetti più avanzati tra Cina, Sardegna e USA.

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Batterie a gravità nel mondo, la mappa con i principali progetti: da Energy Vault in Cina all’Italia
mappa batterie gravità mondo

Le batterie a gravità, anche chiamate Gravity Energy Storage System (GESS), sono sistemi di accumulo che sfruttano un principio semplicissimo: usare energia in eccesso per sollevare un peso e recuperarla quando quel peso scende. Un’idea antica, oggi resa competitiva grazie ad automazione, nuovi materiali e software avanzati. L’obiettivo è risolvere uno dei problemi più urgenti della transizione energetica: immagazzinare energia in modo affidabile e su larga scala.

Batterie a gravità nel mondo

Asia

In Asia si trovano alcuni degli impianti più grandi e avanzati dal punto di vista commerciale. In Cina, Energy Vault ha realizzato a Rudong un sistema chiamato EVx da 25 MW e 100 MWh: il primo impianto commerciale di accumulo gravitazionale non idroelettrico, interconnesso alla rete statale nel 2023 e commissionato nel 2024, installato vicino a un grande parco eolico. La Cina ha iniziato anche la costruzione dell’impianto di Zhangye, con una potenza di 17 MW e una capacità di 68 MWh: una torre gravitazionale alta circa 175 metri che, una volta completata, utilizzerà blocchi modulari sollevati e abbassati da sistemi automatizzati per stabilizzare una rete elettrica in rapida espansione.

batterie a gravità
La batteria a gravità Energy Vault a Sanghai.

Europa

In Europa la situazione è più variegata e caratterizzata da progetti pilota e dimostrativi. In Italia, Energy Vault sta sviluppando Miniera d’Energia presso la ex miniera di carbone Carbosulcis, a Nuraxi Figus in Sardegna: un progetto ibrido che combina un sistema gravitazionale modulare con batterie agli ioni di litio, per una potenza di picco prevista di 100 MW, sfruttando pozzi profondi circa 500 metri e riconvertendo il sito in un polo tecnologico a zero emissioni di carbonio.

Nel Regno Unito, la scozzese Gravitricity ha realizzato un dimostratore da 250 kW al porto di Leith, a Edimburgo, basato sul sollevamento e la discesa controllata di due pesi da 25 tonnellate. La stessa azienda sta sviluppando progetti in miniere profonde nella Repubblica Ceca e studi di fattibilità in altri paesi, con l’obiettivo di utilizzare pozzi esistenti per sistemi di accumulo di lunga durata.

Immagine

In Germania, Heindl Energy sta sviluppando il concetto di Gravity Storage, che utilizza un enorme cilindro di roccia sollevato idraulicamente: una variante idro‑gravitazionale pensata per capacità dell’ordine dei GWh.

Parallelamente, gruppi di ricerca internazionali coordinati da IIASA hanno proposto la tecnologia UGES (Underground Gravity Energy Storage), che prevede l’uso di sabbia o materiali granulari movimentati in pozzi profondi di miniere dismesse per fornire accumulo stagionale.

Oceania

In Oceania, l’Australia è diventata un laboratorio naturale per questa tecnologia grazie alle migliaia di miniere dismesse presenti nel Paese. Qui opera Green Gravity, che nel 2023 ha avviato il Gravity Lab, un impianto pilota sopra‑suolo a Port Kembla che utilizza una struttura di 12 metri e pesi modulari per testare cicli di carica e scarica e i sistemi di controllo. In parallelo, l’azienda sta preparando prove in un pozzo nella miniera di Russell Vale, per dimostrare che le miniere abbandonate possono diventare infrastrutture ideali per sistemi di accumulo gravitazionale.

America

Anche il continente americano ha avuto un ruolo nella storia di questa tecnologia. Negli Stati Uniti, Gravity Power con sede in California sviluppa un sistema basato su un pistone roccioso immerso in un pozzo idraulico chiuso, concettualmente simile alla soluzione tedesca di Heindl, pensato per grandi capacità e lunga durata. Ogni impianto può immagazzinare migliaia di MWh, usando una turbina‑pompa per sollevare il pistone in fase di carica e farlo scendere in fase di scarica.

Africa

In Africa, diverse aziende e gruppi industriali stanno conducendo studi di fattibilità in alcune delle miniere più profonde del mondo, dove la grande profondità dei pozzi potrebbe offrire un vantaggio naturale per sistemi di accumulo ad alta capacità e lunga durata.

Panorama globale

Nel complesso, il panorama globale mostra un settore in rapida evoluzione: l’Asia guida con impianti commerciali imponenti, l’Europa sperimenta soluzioni in miniere e prototipi avanzati, l’Australia punta sulla riconversione delle sue infrastrutture minerarie, mentre Stati Uniti e Africa rappresentano aree di ricerca, sviluppo e dimostrazione. Pur con approcci diversi, tutti questi progetti condividono la stessa idea: sfruttare la gravità per creare sistemi di accumulo robusti, longevi e privi di materiali critici, capaci di affiancare le batterie chimiche nella transizione energetica.

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