15 Marzo 2023
13:09

Case “green” e classi energetiche: cosa dice la direttiva approvata dal Parlamento europeo per ridurre le emissioni

Le nuove direttive europee puntano alla classe energetica E per tutti gli edifici residenziali entro il 2030. L'obiettivo è quello di ridurre l'impatto ambientale dell'edilizia. L'Italia è pronta al "no".

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Case “green” e classi energetiche: cosa dice la direttiva approvata dal Parlamento europeo per ridurre le emissioni
classe energetica case green.jpg

Entro il 2030 tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E, la classe energetica D entro il 2033 ed emissioni zero entro il 2050: è questa la nuova direttiva case "green", approvata dal Parlamento europeo con 343 voti favorevoli, 216 voti contrari e 78 astenuti con lo scopo di ridurre le emissioni di gas serra degli edifici più inquinanti ed energivori. Attenzione: la forma definitiva della normativa deve ancora essere concordata con i governi dell'Unione europea, per cui sono previsti dei negoziati. In questo articolo vediamo nel dettaglio cosa significa "case green", quali sono le direttive europee per la riqualifica e decarbonizzazione dell'edilizia e la posizione italiana.

Cosa sono le case "green"

Prima di entrare nel dettaglio delle direttive e delle tempistiche, vediamo cosa si intende per "case green".

In generale, un'edificio si può definire "green" se è stato progettato e costruito secondo alcuni principali requisiti di sostenibilità, come ad esempio la scelta dei materiali, l'isolamento termico e l'efficienza energetica.

casa green efficienza energetica

Le classi energetiche

Dal punto di vista prettamente energetico, invece, la classe energetica indica l'efficienza di un edificio per riscaldarsi, raffreddarsi, per alimentare gli elettrodomestici e in generale i vari apparecchi elettrici. Questa classificazione va dalla lettera A4, la classe meno energivora, alla lettera G, la categoria meno efficiente. Per semplificazione, spesso viene attribuito un punteggio da 1 a 10 in ordine decrescente di efficienza.: 10 per A4 e 1 per G, passando per A3, A2, A1, B, C, D, E, F e G. Per poter salire di classe energetica, quindi, sono necessari lavori di miglioramento delle prestazioni energetiche come ad esempio l'ottimizzazione dell'isolamento termico (cappotto termico), l'installazione di pannelli solari, il rinnovo degli impianti i riscaldamento e l'utilizzo di elettrodomestici efficienti. Inoltre, se un edificio utilizza solo fonti di energia rinnovabile (come quella solare, geotermica, eolica) si può considerare a "zero emissioni" di gas serra.

Essendo il reparto energia di un edificio quello più impattante dal punto di vista ambientale, l'abitazione con una classe energetica più elevata sarà automaticamente più "green".

Le direttive europee in punti

Vediamo ora quali sono le quattro principali direttive europee e le loro tempistiche che puntano alla decarbonizzazione e alla riqualifica dell'edilizia. Ripetiamo che ci saranno dei negoziati con i governi dell'UE per poter definire il testo finale della direttiva.

  1. entro il 2030, tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E; entro il 2033 la classe energetica D, e a "zero emissioni" entro il 2050;
  2. entro il 2027, tutti gli edifici residenziali dovranno raggiungere almeno la classe energetica E; entro il 2030 la classe energetica D;
  3. tutti i nuovi edifici pubblici costruiti a partire dal 2026 dovranno essere a "zero emissioni";
  4. tutti i nuovi edifici privati costruiti a partire dal 2028 dovranno essere a "zero emissioni".

L'obiettivo della direttiva sarebbe quello di effettuare lavori di miglioramento dell'efficienza energetica sul 15% degli edifici, in particolare su quelli meno efficienti e più energivori. In Italia si parlerebbe quindi di 1,8 milioni di edifici da ottimizzare.

case edifici efficienza energetica

La posizione dell'Italia

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin non mette in discussione gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione e di riqualificazione del patrimonio edilizio, che restano fondamentali. Ad ogni modo, ritiene che il testo delle nuove direttive europee risulta insoddisfacente per l'Italia in quanto "non tiene in considerazione del contesto italiano, diverso da quello di altri Paesi europei per questioni storiche, di conformazione geografica, oltre che di una radicata visione della casa come ‘bene rifugio' delle famiglie italiane". Aggiunge inoltre che gli obiettivi temporali prefissati dall'Europa non sono raggiungibili dall'Italia.

In conclusione, il governo Italiano è intenzionato a opporsi alle nuove direttive perché ritiene che, quelle richieste dal parlamento Europeo, siano cifre astronomiche che non possono permettersi né lo Stato né le famiglie italiane.

Sono un appassionato del mondo microscopico, a partire dalle molecole fino agli artropodi. La laurea magistrale in chimica mi ha permesso di avere gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento del mondo, ma soprattutto ha saziato la mia fame di risposte. Curioso, creativo e con idee folli: date una videocamera, un drone o una chitarra al DeNa e lo renderete felice.
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