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31 Luglio 2026
11:33

Perché Ceuta e Melilla sono spagnole pur trovandosi in Marocco: le due exclavi e la questione migranti

Secondo le ultime stime, circa 49.000 migranti hanno varcato in meno di 24 ore la frontiera di Ceuta, un'exclave spagnola ma situata geograficamente in Marocco. Insieme a Melilla, la città è sotto il controllo spagnolo, nonostante il Marocco non abbia mai riconosciuto a pieno la sovranità di Madrid. Per far fronte all'emergenza, Madrid ha schiera l'esercito, con i primi rimpatri già iniziati.

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Perché Ceuta e Melilla sono spagnole pur trovandosi in Marocco: le due exclavi e la questione migranti
ceuta e melilla cartina
Una mappa con le città di Ceuta e Melilla evidenziate in giallo.

Circa 49.000 migranti hanno varcato in circa 24 ore la frontiera di Ceuta, una delle due città autonome di sovranità spagnola (insieme a Melilla) fisicamente situate in Marocco. Ma perché Ceuta e Melilla sono considerate territorio spagnolo, pur trovandosi in Nord Africa? La risposta mette insieme secoli di storia, una disputa diplomatica mai davvero chiusa con il Marocco e, negli ultimi anni, una delle questioni migratorie più delicate d'Europa.

Va detto subito che dietro a questo ultimo episodio migratorio ci sono molto probabilmente anche organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani: il momento in cui è avvenuto, però, non sembra casuale.

Appena tre settimane fa, infatti, il Tribunale Supremo spagnolo (l'equivalente della nostra Corte Suprema di Cassazione) ha stabilito che le cosiddette “devoluciones en caliente” (letteralmente “rimpatri a caldo”) non possono essere applicate nel caso di migranti che cercando di raggiungere Ceuta o Melilla a nuoto. Si tratta di respingimenti diretti alla frontiera che avvengono immediatamente, senza che i migranti possano nemmeno entrare nel territorio: la legge spagnola permette questi tipi di rimpatri, ma secondo l'interpretazione della Corte, sono leciti solo nel caso in cui le persone cerchino di varcare la frontiera terreste che separa le due città dal Marocco. Ecco perché i primi migranti sono arrivati via mare, con la barriera fisica che è pian piano collassata nelle ore successive a causa dell'ingente quantità di persone.

Per la Spagna si tratta dell'emergenza più grave degli ultimi 5 anni, da quando nel 2021 il Marocco allentò i controlli alla frontiera e circa 8.000 persone entrarono nel territorio spagnolo. Nel frattempo, il Governo italiano ha detto di stare valutando la possibilità di sospendere temporaneamente il trattato di Schengen con la Spagna, ossia l'accordo che permette la libera circolazione di persone nei Paesi UE che l'hanno sottoscritto. Per intenderci, questo tipo di sospensione è stata applicata dai Paesi dell'area Schengen durante la pandemia da COVID-19: se il governo italiano dovesse effettivamente procedere in questo senso, verrebbero ristabiliti i controlli alla frontiera per le persone in arrivo dalla Spagna.

Due città spagnole in Africa: la storia e le tensioni con il Marocco

Partiamo dal dato di fatto: Ceuta e Melilla sono a tutti gli effetti considerate territorio spagnolo, pur trovandosi lungo la costa nordafricana. Più nello specifico, Melilla appartiene alla Spagna dal XV secolo, mentre Ceuta ha una storia leggermente diversa: fu conquistata dal Portogallo nel 1415 e passò sotto sovranità spagnola con l'Unione delle corone iberiche del 1580. In entrambi i casi le due città furono sottratte a dinastie musulmane, nel quadro del dominio arabo che aveva controllato buona parte della penisola iberica per oltre 700 anni (dal 711 al 1492).

Per Madrid, quindi, si tratta di exclavi (o enclavi se si considera il punto di vista del Marocco), ossia una porzione di territorio appartenente a uno Stato, ma geograficamente situata all'interno di un altro Paese. Chiaramente, il controllo di questi territori era (e continua ad essere) strategico per la Spagna non solo per la loro vicinanza alla penisola iberica, ma anche e soprattutto per la posizione privilegiata sullo Stretto di Gibilterra.

mappa ceuta melilla
Una cartina che mostra la posizione di Ceuta e Melilla.

Il loro status, comunque, ha delle particolarità che raccontano molto della loro natura anomala. Un esempio fra tutti: pur essendo la Spagna membro della NATO, l'Alleanza atlantica non include le città autonome di Ceuta e Melilla. Il motivo è innanzitutto geografico: il Trattato di Washington istitutivo del Patto Atlantico prevede la difesa collettiva solo per i territori situati in Europa, in Nord America o nelle isole dell'Atlantico a nord del Tropico del Cancro (per questo le isole Canarie sono coperte, mentre le due città africane no).

Quando la Spagna è entrata nella NATO, nel 1982, non è stata prevista alcuna modifica per includere queste due exclavi spagnole e, in circa quarant'anni di appartenenza all'Alleanza, il governo spagnolo non l'ha mai richiesto.

Ceuta e Melilla, comunque, sono considerate parte dello Spazio Schengen – il cui accordo garantisce la libera circolazione di persone all'interno di 29 Paesi europei, di cui 25 membri dell'Unione Europea e 4 membri esterni, ossia Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Tuttavia, anche in questo caso, si applicano delle norme speciali, secondo cui devono essere effettuati controlli dei documenti al momento della partenza da Ceuta e Melilla verso la Spagna peninsulare o verso altri Paesi dell'area Schengen.

Il punto più spinoso, però, è un altro: questa sovranità, che per Madrid è scontata, non è mai stata riconosciuta apertamente dal Marocco, che anzi le rivendica come proprie da quando ha ottenuto l'indipendenza, nel 1956.

Negli anni sono riesplose le tensioni tra i due Paesi a causa delle rivendicazioni marocchine sul territorio, dopo tre anni di relativa calma: la questione è stata parzialmente risolta nel 2022 (e arrivata in seno alle Nazioni Unite nel 2025) dopo che il governo socialista di Pedro Sánchez accettò la proposta del Marocco per l'autonomia del Sahara Occidentale, un'altra disputa territoriale che per anni aveva alimentato questo complesso rapporto.

La questione dei migranti e lo stop del Tribunal Supremo alle “devoluciones en caliente”

Trattandosi delle uniche frontiere terrestri tra l'Unione Europea e l'Africa, Ceuta e Melilla sono da anni un punto di arrivo per i migranti che tentano di raggiungere il suolo europeo. Come anticipato, dietro al traffico di migranti ci sono anche organizzazioni criminali dedite al traffico di esseri umani: l'ingresso di quasi 49.000 migranti (secondo le stime più recenti) potrebbe però essere avvenuto proprio in questo periodo dopo una pronuncia del Tribunale Supremo spagnolo dello scorso 8 luglio.

La Corte, infatti, ha confermato che la legge spagnola non permette le cosiddette “devoluciones en caliente”–  cioè il respingimento immediato alla frontiera – per i migranti intercettati in mare mentre tentano di entrare a nuoto a Ceuta e Melilla. 

La legge spagnola sui diritti e le libertà degli stranieri prevede infatti che chi viene individuato sulla linea di confine terrestre mentre tenta di superare gli “elementi di contenimento della frontiera” (come recinzioni o altre barriere fisiche) con l'obiettivo di entrare in modo irregolare, può essere respinto immediatamente sul posto. Di conseguenza, chi arriva dal mare a nuoto non supera alcun elemento di contenimento fisico e quindi non può essere respinto sommariamente: nei suoi confronti va applicata la procedura di rimpatrio ordinaria prevista dall'articolo 58 della legge organica 4/2000, con le relative garanzie.

Al momento, comunque, il governo spagnolo ha annunciato la chiusura del confine tra il Marocco e Melilla, dove, secondo le autorità locali, nelle ore precedenti si erano introdotti illegalmente circa 300 o 400 migranti. Nel frattempo, per rafforzare la sicurezza Madrid ha dispiegato l'esercito: il governo ha poi assicurato che i migranti entrati in territorio spagnolo saranno rimpatriati in Marocco, con centinaia di persone (per lo più giovani ragazzi) che hanno già fatto ritorno nel proprio Paese.

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Sara Brugnoni
Junior News Editor
Lavoro come giornalista per la sezione news di Geopop: mi occupo principalmente delle notizie di attualità e di tutto ciò che avviene sul Pianeta Terra, dalla geopolitica allo spazio, fino alla società nel suo complesso. Ho lavorato per un quotidiano economico e ho una laurea magistrale in Scienze Politiche, grazie alla quale ho capito quanto gli eventi del mondo siano profondamente connessi tra di loro.
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