
Un uomo vissuto nell'Inghilterra dell'XI secolo torna idealmente a guardarci attraverso una ricostruzione facciale digitale. L'ente culturale English Heritage ha presentato il volto del cosiddetto “Conquest Man”, "l'uomo della conquista", un individuo sepolto nella chiesa di St Peter a Barton-upon-Humber, nel Lincolnshire, allora di proprietà di uno dei cavalieri di Guglielmo il Conquistatore (1028-1087). Il nome deriva da come in Inghilterra è noto questo periodo storico molto importante per la storia del paese, che ha visto la vittoria dei Normanni sugli Anglosassoni. Le sembianze dell'individuo sono state ricostruite attraverso il cosiddetto metodo di Manchester, una tecnica forense che ricostruisce i tratti del volto a partire dalle posizioni dei muscoli sul cranio e delle loro inserzioni.
Nel 1066, Guglielmo, duca di Normandia, sbarcò sull'isola e sconfisse nella battaglia di Hastings il re anglosassone Aroldo (1022/1023-1066). Da questo momento in poi cominciò la conquista normanna dell'Inghilterra, che ne cambiò per sempre il volto, dando inizio al processo storico che avrebbe portato alla formazione del regno d'Inghilterra per come lo conosciamo.

L'uomo ritrovato a Barton-upon-Humber aveva una corporatura robusta e muscolosa, era alto poco più di un metro e mezzo e morì tra i 50 e i 60 anni. Lo scheletro mostra i segni di diverse fratture guarite. Il volto ricostruito, per scelta di English Heritage, è stato rappresentato con i capelli brizzolati e le rughe, per indicare come potesse apparire questa persona all'età della morte, piuttosto avanzata per l'epoca. Il colore degli occhi è stato scelto perché il più comune nella zona di provenienza dell'uomo, l'Inghilterra centrorientale.
Fu deposto in una bara ricavata da una quercia abbattuta intorno al 1079, con le braccia piegate, la testa appoggiata su un cuscino d'erba e sostenuta lateralmente da due pezzi di gesso di provenienza locale. Accanto al corpo furono collocati tre bastoni di legno di melo, oggetti che vengono associati a una tradizione funeraria scandinava. La sepoltura, quindi, presenta elementi riconducibili a un contesto ormai profondamente influenzato dalla conquista normanna, ma anche a tradizioni di origine scandinava. Non bisogna confondere i normanni con i norreni. I normanni di Normandia infatti non erano altre che i discendenti di quei norreni che si erano stanziati secoli prima nel nord della Francia. Si trattava sostanzialmente di una élite guerriera già da tempo francesizzata e convertita al cristianesimo, che ben poco aveva da condividere con i cugini scandinavi.

La ricerca sui resti umani ha combinato analisi osteologica, DNA antico e analisi isotopiche, prima di arrivare alla ricostruzione digitale del volto realizzata dal Face Lab della John Moores University di Liverpool. I risultati indicano una storia caratterizzata da influenze diverse. Il DNA mostra una consistente componente di ascendenza proveniente dall'Europa continentale; i valori dell'ossigeno rilevati in un dente sono compatibili con un periodo trascorso durante l'adolescenza in un ambiente freddo, mentre quelli dello stronzio risultano più compatibili con l'area di Barton-on-Humber.
I dati non consentono dunque di classificare semplicemente l'uomo come “sassone” o “normanno”. Secondo English Heritage, potrebbe essere stato originario della regione oppure esservi arrivato dopo aver trascorso parte della vita altrove. La sua sepoltura testimonia comunque la presenza, nella comunità locale, di tradizioni e influenze diverse, in un contesto dinamico e mutevole come l'Inghilterra medievale.
In un contesto in cui le origine etniche effettive contavano meno della maniera in cui ci si voleva far percepire dagli altri, la storia di un uomo di origine sassone ma vissuto per un certo tempo in Scandinavia e sepolto con tradizioni scandinave risulta molto affascinante. La ricostruzione facciale offre così un'immagine individuale di una fase di profonde trasformazioni politiche e culturali: non quella di un sovrano o di un protagonista delle cronache, ma di una persona comune vissuta attraverso la conquista del 1066 e sepolta, pochi anni dopo, all'interno del nuovo mondo normanno.