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Che differenza c’è tra onda e tsunami: origine geologica, altezza e masse d’acqua a 1000 km/h

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Tsunami e onde marine sembrano simili, ma sono fenomeni profondamente diversi. Le onde comuni sono generate dal vento e muovono solo l’acqua in superficie. Gli tsunami nascono da terremoti sottomarini o frane e spostano l’intera colonna d’acqua a velocità spaventose (fino a 1000 km/h).

Tsunami e onde, all'apparenza, potrebbero sembrare due fenomeni simili: entrambi coinvolgono masse d'acqua in movimento e possono causare danni lungo la costa. Come ora vedremo, però, non solo sono molti diversi da un punto di vista fisico ma anche la loro pericolosità varia enormemente. È un esempio il terremoto del 26 dicembre 2004 al largo di Sumatra, di magnitudo 9.1, che ha generato uno tsunami con onde fino a 30 metri causando la morte di circa 230.000 vittime e 22.000 dispersi. A testimoniare ulteriormente questa potenza estrema c'è anche il caso del 1958 nella baia di Lituya, in Alaska, dove si è abbattuto lo tsunami più alto della storia, generando un'onda record di ben 524 metri. Prima di entrare nel dettaglio, però, ecco una breve tabella dove riassumiamo tutte le principali differenze tra questi due fenomeni:

Caratteristica Onde Marine Tsunami
Origine Vento che soffia sulla superficie dell'acqua Eventi geologici (terremoti, frane, vulcani)
Massa d'acqua coinvolta Solo lo strato superficiale L'intera colonna d'acqua
Lunghezza d'onda Fino a 200 metri Da 100 a oltre 600 chilometri
Periodo (tempo tra le creste) Pochi secondi Da 5 minuti a oltre 1 ora
Velocità in oceano aperto Tra 8 e 100 km/h Fino a 500 – 1000 km/h
Comportamento alla costa Si arricciano, si frangono e si ritirano subito Rallentano, si sollevano e inondano

Le caratteristiche delle onde marine: origine e pericolosità di inondazione

Le classiche onde a cui siamo abituati nascono dall'interazione tra l'atmosfera e la superficie dell'oceano: quando il vento soffia sull'acqua, la sua energia cinetica viene trasferita allo strato superficiale del mare per attrito. Va da sé che più il vento è forte e prolungato, più le onde possono diventare energetiche e alte, pur mantenendo una lunghezza d'onda (cioè la distanza tra due creste successive) solitamente entro i 200 metri. Per quanto riguarda la colonna d'acqua, questa è interessata solo nella sua parte superficiale, fino a una profondità pari alla metà della lunghezza d'onda. Il periodo delle onde (cioè il tempo che passa tra una cresta e la successiva) è spesso di pochi secondi, con velocità che possono oscillare in media tra gli 8 e i 100 km/h. Per quanto riguarda l'altezza, varia in base alle condizioni meteo ma le onde più alte mai registrate hanno superato i 25 metri.

L'ultimo aspetto da considerare è la pericolosità: in mare aperto o vicino alla riva, le onde comuni possono creare forti mareggiate, correnti di risacca o cavalloni imponenti durante le tempeste. Tuttavia, la loro capacità di inondazione è limitata: quando raggiungono la spiaggia, incontrano il basso fondale, diventano troppo ripide e si frangono arricciandosi su se stesse. Una volta rotta la cresta, l'energia si dissipa velocemente e l'acqua si ritira in pochi secondi.

Le caratteristiche degli tsunami: hanno cause geologiche e sono molto veloci

A differenza delle onde causate dal vento, lo tsunami è solitamente innescato da cause geologiche – in primis terremoti sottomarini, ma anche eruzioni vulcaniche, frane o, molto più raramente, caduta di meteoriti. In ognuno di questi casi si innesca un'onda d'urto nel volume d'acqua che coinvolge tutta la colonna d'acqua, dal fondale marino fino al pelo dell'acqua. L'aspetto insidioso di questo fenomeno è che nell'oceano uno tsunami ha una lunghezza d'onda enorme (tra 100 e 600 km) ma un'altezza ridottissima, spesso inferiore a 1 metro. Quindi una nave che naviga in alto mare durante il passaggio di uno tsunami avverte solo un lieve e impercettibile sollevamento. Tuttavia, la velocità di questa massa è enorme: parliamo di valori compresi mediamente tra i 500 e i 1000 km/h. Inoltre, perdendo poca energia durante il tragitto verso la costa, possono attraversare interi oceani e colpire coste distanti anche migliaia di chilometri.

Quando l'onda si avvicina al litorale il fondale diventa sempre più basso: qui l'energia si comprime, la lunghezza d'onda si accorcia e l'altezza dell'onda si impenna spaventosamente. Non dobbiamo immaginare questo fenomeno come una gigantesca "onda da surf": assomiglia piuttosto ad un aumento di marea rapidissimo e inarrestabile. Spesso è preceduto da un forte ritiro del mare che lascia scoperti i fondali in prossimità della costa. Gli tsunami arrivano sempre sotto forma di un treno di più onde distanziate da 5 a 60 minuti, e la prima onda non è quasi mai la più grande.

Per tutti questi motivi gli tsunami non solo sono molto più pericolosi delle onde normali, ma sono forse tra i fenomeni naturali più devastanti in assoluto. La loro pericolosità non è legata solamente all'altezza dell'onda ma anche, e soprattutto, dall'enorme massa d'acqua in rapido movimento. Considerate che l'acqua può penetrare nell'entroterra addirittura per chilometri, spazzando via tutto ciò che trova sul proprio cammino. Anche uno tsunami apparentemente "piccolo", con un'altezza di soli 30 o 40 centimetri alla riva, è estremamente pericoloso: muovendosi a circa 40 km/h, ha una spinta tale da far cadere un adulto e trascinare automobili pesanti per decine di metri.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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