Il fiume più antico del mondo è considerato il Finke o Larapinta (nella lingua indigena locale) che scorre nell’Australia centrale. Gli esperti ritengono che la sua età possa aggirarsi intorno ai 400 milioni di anni, un’età che precede di molto la comparsa dei primi dinosauri sul pianeta. Ma com’è possibile che sia così antico? Come ha resistito agli sconvolgimenti climatici e tettonici attraverso le varie epoche geologiche? E, soprattutto, come fanno i geologi a determinare l’età di un fiume?
Qual è il fiume più antico del mondo?
Nella visione comune, il Nilo è spesso considerato il fiume più antico conosciuto dall’uomo. Si tratta di un’associazione piuttosto normale, in quanto, quando pensiamo al fiume Nilo, pensiamo anche a una delle civiltà più antiche al mondo, cioè quella degli Egizi. Dal punto di vista geologico, tuttavia, il Nilo è un fiume relativamente giovane. Diverse evidenze indicano che i rami più antichi del Nilo hanno un'età compresa tra 30 e 60 milioni di anni. Quest'età è circa cinque volte inferiore a quella del presunto fiume più antico del mondo, il Finke, la cui età stimata è di circa 400 milioni di anni.
Qui è necessario aprire una parentesi: dire che il fiume Finke ha un’età di circa 400 milioni di anni non equivale a dire che scorre immutato da oltre 400 milioni di anni. I fiumi sono elementi geomorfologici molto dinamici. Il loro percorso, la portata, l’ampiezza dell’alveo e le altre caratteristiche idrauliche cambiano continuamente, soprattutto per effetto dei cambiamenti climatici e dei processi geologici, tra cui quelli orogenetici all’origine del sollevamento delle catene montuose. Piuttosto, i geologi intendono che l’area in cui scorre oggi il fiume Finke era già attraversata da un corso d’acqua circa 400 milioni di anni fa, di cui restano tracce preservate all’interno delle rocce sedimentarie. In altre parole, si tratta di individuare le prove che in quella regione esista una sorta di corridoio di drenaggio preferenziale, sopravvissuto agli sconvolgimenti geologici, al riassetto dei continenti e ai mutamenti climatici, e che ha continuato a convogliare acqua attraverso lo stesso territorio.

e caratteristiche del Finke in Australia centrale
Il fiume Finke scorre attraverso l’Australia centrale, estendendosi per oltre 750 km dai Monti McDonnell fino al Lago Eyre, a sud. Si tratta di un fiume a regime stagionale. Per gran parte dell’anno appare secco e spezzato in pozze d’acqua, ma si ingrossa notevolmente durante la stagione delle piogge. Gli esperti lo definiscono un fiume antecedente, in quanto esisteva già prima che le catene montuose nell’area si sollevassero per effetto delle forze tettoniche. E mentre queste si innalzavano, il fiume continuava a scavare ed erodere, mantenendo il proprio tracciato. Le rocce sedimentarie della regione conservano tracce di conoidi alluvionali risalenti al Devoniano, a dimostrazione del fatto che alcuni tratti del fiume erano già attivi tra 412 e 359 milioni di anni fa. All'epoca la Terra aveva una conformazione ben differente e, in particolare, le terre emerse stavano gradualmente convergendo, in un processo che avrebbe portato alla formazione del supercontinente Pangea.

La classifica degli altri corsi d’acqua più antichi
Il fiume Finke non è l’unico a contendersi il primato di fiume più antico del mondo. Al secondo posto tra i presunti fiumi più antichi vi è la Mosa, che scorre dalla Francia fino al Mare del Nord attraversando il Belgio e i Paesi Bassi, e si ipotizza possa avere un’età fino a 320 milioni di anni. Alla base di quest’ipotesi vi è il fatto che il fiume taglia direttamente il massiccio delle Ardenne, aprendo la possibilità che anch’esso sia un fiume antecedente. Tuttavia, numerosi studiosi non gli attribuiscono un’età superiore a 6 milioni di anni. A seguire, i fiumi nordamericani French Broad, New River e Susquehanna hanno anche età stimate fino a 320 milioni di anni.
Anche il Reno è considerato piuttosto antico, con un’età prossima a 260 milioni di anni. L’evoluzione di questo corridoio idrologico è stata profondamente influenzata dalla complessa storia geologica che ha caratterizzato l’Europa centrale dal Permiano in poi. Oggi il Reno scorre dalle Alpi svizzere al Mare del Nord. Il suo predecessore del periodo Permiano-Triassico, tuttavia, scorreva dal Massiccio francese verso il Mare del Nord, in quanto le Alpi non esistevano ancora. In tempi più recenti, la direzione di scorrimento potrebbe anche essersi invertita. In diversi periodi la regione è stata completamente sommersa dal mare, come nel Triassico Medio (247 – 237 Ma), e in vari momenti del Giurassico e dell’Oligocene. Ciononostante, il corso d’acqua è tornato a scorrere nella stessa regione.
Nella lista dei fiumi più antichi rientrano poi il Save, che scorre tra lo Zimbabwe e il Mozambico e ha un’età stimata di circa 205 milioni di anni; il Narmada, in India, con un’età prossima a 160 milioni di anni; e l'Amur, tra Russia e Cina, con un’età di circa 125 milioni di anni.
Ma come facciamo a determinarne l’età
Determinare l’età di un fiume nel record geologico è un compito piuttosto arduo. In realtà, non esiste un metodo per conoscere direttamente l’età esatta di un paleo-corso d’acqua. Gli esperti devono quindi integrare numerose tecniche di laboratorio e decifrare quanti più segnali possibili tra quelli preservati nelle rocce sedimentarie.
Alla macroscala, i geologi e i sedimentologi analizzano le strutture sedimentarie, ovvero geometrie e morfologie particolari che si formano al momento della deposizione dei sedimenti. Sono vere e proprie impronte digitali dei processi che hanno modellato la superficie del pianeta nel corso delle ere geologiche. Decifrandole, è possibile stabilire se siano state prodotte dall’azione di un fiume e ricostruire anche la direzione in cui scorreva l’acqua. Le analisi stratigrafiche, tra cui quelle isotopiche, quelle magnetostratigrafiche (basate sulle inversioni di polarità del campo magnetico terrestre) e quelle biostratigrafiche (basate sulla distribuzione temporale dei fossili), permettono poi di collocare le rocce in esame all’interno di un determinato intervallo di tempo.

Analizzando i minerali contenuti nei sedimenti, come zirconi e apatiti, e applicando datazioni radiometriche (per esempio U-Pb sugli zirconi) insieme ad analisi granulometriche e tessiturali, i geologi possono ricostruire la provenienza dei sedimenti trasportati dal fiume, individuandone le aree sorgente e l’età delle rocce da cui derivano. Questo approccio, detto studio di provenienza, in alcuni casi permette di ricostruire nel dettaglio l’evoluzione del bacino idrografico. Per i corsi d’acqua più recenti si impiegano inoltre le datazioni con isotopi cosmogenici e la luminescenza stimolata otticamente, una tecnica che stima il tempo trascorso dall’ultima esposizione alla luce di minerali come il quarzo, prima della loro sepoltura nei sedimenti.
Nessuna di queste metodologie permette di determinare direttamente l’età assoluta di un corso d’acqua, ma tutte forniscono indizi per ricostruirne la storia. In particolare, consentono di stabilire quando sedimenti di una certa età sono stati trasportati e depositati da un fiume che drenava la stessa area dei fiumi attuali, offrendo vincoli temporali utili a ricostruirne l’evoluzione.
