
Non è per niente scontato che il Capodanno, cioè il primo giorno dell'anno, cada il 1° gennaio: in fondo è una scelta totalmente arbitraria. E infatti non è sempre stato così, e in tante parti del mondo non è così nemmeno oggi. Chi lo ha deciso, e come?
La storia comincia nell'antica Roma. Prima di Cesare, il calendario in uso (il calendario di Romolo o calendario romano) prevedeva che l'anno iniziasse iniziasse a marzo, che è il mese in cui comincia la primavera in quanto contiene l'equinozio di primavera. È proprio da questa antica convenzione che derivano i nomi degli ultimi mesi dell'anno: settembre, ottobre, novembre e dicembre indicano infatti rispettivamente il settimo, ottavo, nono e decimo mese considerando marzo come il primo. All'epoca il calendario contava 355 giorni, con uno scarto di circa 10 giorni tra l'anno civile e l'anno solare che col tempo si accomularono fino a “disallineare” il calendario in uso con il ciclo delle stagioni.
Per risolvere questo problema venne introdotto nel 46 d.C. il calendario giuliano, chiamato così in onore del suo promulgatore Giulio Cesare. Elaborato dall'astronomo Sosigene, questo calendario portò la durata dell'anno a 365 giorni e introdusse gli anni bisestili, ma oltre a questo stabilì l'inizio dell'anno proprio il 1° gennaio.
La scelta fu puramente simbolica, nel senso che il 1° gennaio non è associato a un evento astronomico significativo come possono essere solstizi ed equinozi o afelio e perielio. Cesare scelse gennaio perché era il mese dedicato a Giano, il dio degli inizi, delle porte e dei passaggi. Giano ha due facce: una che guarda al passato (l'anno vecchio) e una che guarda al futuro (l'anno nuovo).
La data del 1° gennaio non attecchì però ovunque. Zone diverse festeggiavano l'inizio dell'anno in date diverse, come Natale o Pasqua. Questa situazione andò avanti per secoli, anche oltre il Medioevo. Tanto per fare un esempio, nella Firenze dell'epoca di Dante l'anno cominciava il 25 marzo (e infatti è questa la data in cui, secondo gli studiosi, sarebbe cominciato il viaggio immaginario della Divina Commedia).
Venne messo ordine con la nuova grande riforma del calendario occidentale, nel 1582, quando Papa Gregorio XIII introdusse il calendario gregoriano, che usiamo ancora oggi. Questa riforma serviva a correggere il piccolo disallineamento che si era accumulato nei secoli tra calendario giuliano e anno solare. Uno scarto di circa 12 minuti all'anno, ma che nell'arco di circa 1600 anni era cresciuto fino a diventare di 10 giorni. La riforma di Papa Gregorio vide quindi la cancellazione di 10 giorni dal calendario (questo è il motivo per cui si dice – anche se non è vero – che “Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia”) e la riduzione degli anni bisestili. Qui viene ristabilito il 1° gennaio come data di inizio dell'anno, ma l'adozione universale e definitiva avvenne solo nel 1691 grazie a un emendamento di Papa Innocenzo XII.
Insomma, il primo a proporre il 1° gennaio come data del Capodanno fu Giulio Cesare prima della nascita di Cristo, ma affinché tutto l'Occidente si adeguasse occorsero oltre 17 secoli!