
Anche quest'anno il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato i nuovi Cavalieri del Lavoro. Questa onorificenza, che viene conferita dal 1901, rappresenta il massimo riconoscimento per l'imprenditoria italiana, celebrando le personalità ritenute alla guida della crescita, l'innovazione e lo sviluppo sociale ed economico del Paese. Le nomine sono state proposte da Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con Francesco Lollobrigida, Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Nella storia ci sono nomi illustri, come quelli di Guglielmo Marconi, Enzo Ferrari, Adriano Olivetti e diversi componenti della famiglia Barilla, e anche casi in cui il riconoscimento è stato ritirato, come accaduto con Calisto Tanzi o Silvio Berlusconi.
Le 25 nomine del 2026 del Presidente Sergio Mattarella: l’elenco degli insigniti
L'elenco dei Cavalieri del Lavoro 2026 include donne e uomini alla guida di pilastri del terziario, dell'industria e dell'agricoltura. Tra le eccellenze italiane all'estero Vincenzo Andronaco, originario di Messina ed emigrato diciottenne in Germania, che ha fondato il "Gruppo Andronaco", leader in territorio tedesco per la commercializzazione di oltre 9.000 specialità enogastronomiche italiane con 300 dipendenti e una fitta rete di supermercati e bistrot.
Tra le donne ci sono Marina Cvetic per l'agricoltura vitivinicola in Abruzzo (con la storica cantina abruzzese Masciarelli, famosa a livello internazionale per i suoi vini come il Montepulciano d'Abruzzo), Katia Da Ros nell'industria dei prodotti refrigeranti in Veneto, con Irinox, Giuseppa Vitale nel commercio al dettaglio siciliano (ad di Prezzemolo & Vitale) e Micaela Pallini, presidente e CEO di Pallini, storica distilleria romana celebre nel mondo soprattutto per il suo Limoncello Pallini e per il Mistrà.
Gli altri insigniti sono:
- Roberto Coin, artigianato orafo, Veneto – fondatore dell'omonimo marchio di alta gioielleria, famoso a livello globale.
- Sabato D’Amico, industria produzione alimentare, Campania – amministratore delegato di D&D Italia.
- Lorenzo Delladio, industria abbigliamento sportivo, Trentino-Alto Adige – presidente di La Sportiva, marchio di scarpe da arrampicata, scarponi da montagna e abbigliamento per il trail running.
- Matterino Dogliani, industria costruzione infrastrutture, Piemonte – fondatore del Gruppo Fininc, attivo nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture.
- Giuseppe Fontana, industria metalmeccanica, Lombardia – presidente di Fontana Gruppo, che produce di viti e bulloni.
- Sergio Fontana, industria farmaceutica e cosmetica, Puglia – fondatore di Farmalabor, azienda specializzata nella produzione e distribuzione di materie prime ad uso farmaceutico, cosmetico e alimentare.
- Giorgio Girondi, industria tecnologie di filtrazione, Veneto – presidente di Ufi Filters, azienda che produce filtri destinati al settore automotive.
- Antonio Gozzi, industria siderurgica, Liguria – presidente di Duferco Travi e Profilati (colosso della siderurgia ed energia) ed ex presidente di Federacciai.
- Gioconda Gritti, terziario ristorazione, Lombardia, della famiglia Cerea – proprietaria del celeberrimo ristorante "Da Vittorio" a Brusaporto (Bergamo), uno dei tre stelle Michelin più famosi e rinomati al mondo.
- Giangiacomo Ibba, terziario grande distribuzione, Sardegna – presidente di F.lli Ibba, azienda attiva nella distribuzione all’ingrosso di generi alimentari.
- Ambrogio Invernizzi, agricoltura produzione lattiero casearia, Piemonte – presidente di Inalpi, azienda leader per i formaggi, i formaggini e il latte in polvere.
- Carlo Lastrucci, industria elettronica, Toscana – dal 1998 presidente di Powersoft, azienda specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di amplificazione audio e trattamento del segnale.
- Giorgio Marsiaj, industria componenti auto e spazio, Piemonte – presidente di Sabelt, azienda produttrice di cinture di sicurezza, e delegato all'Eurospazio di Confindustria.
- Elisabetta Moro, industria macchine dosatura, Veneto – presidente di PFM, produzione di semilavorati per il confezionamento.
- Giancarlo Negro, terziario servizi informatici, Puglia – manager e amministratore delegato di Links Management and Technology.
- Bruno Piraccini, industria ortofrutta, Emilia-Romagna – presidente di Orogel, il colosso italiano dei prodotti surgelati, ortofrutticoli e vegetali.
- Giacomo Ponti, industria alimentare, Piemonte – presidente e rappresentante alla nona generazione dell'azienda Aceto Ponti.
- Alberto Sorbini, industria produzione integratori alimentari, Lombardia – presidente di Enervit, società di integrazione alimentare sportiva.
- Marco Trombetti, terziario informatica, Lazio – fondatore di Translated (uno dei servizi di traduzione online pionieri dell'AI più usati al mondo) e di Pi Campus.
- Patrizia Zucchi, industria distribuzione energia, Emilia-Romagna – presidente e ad di Socogas Group.
Cosa vuol dire essere Cavalieri del Lavoro e come si viene eletti
I Cavalieri del Lavoro sono imprenditrici e imprenditori o manager italiani insigniti dell'Ordine al Merito del Lavoro – diverso dal titolo di Cavaliere della Repubblica, onorificenza generale che premia meriti in vari campi. Questo Ordine cavalleresco nazionale fu istituito il 9 maggio 1901, da Vittorio Emanuele III su proposta dell'allora Presidente del Consiglio Giuseppe Zanardelli. Derivava dal Regio decreto del 1898 in cui il re Umberto I di Savoia istituì una "Decorazione del merito agrario e industriale" rivolta agli imprenditori, e una medaglia d'onore per i loro dipendenti. Prima del 1923 l'Ordine era destinato ai cittadini (compresi i dipendenti operai); da quell'anno fu ristretto ai soli imprenditori, anche residenti all'estero, mentre per i lavoratori fu istituita la "Stella al merito del lavoro". Nel 1921 le nomine scesero a 60 (e la dicitura cambiò ufficialmente in "Al Merito del Lavoro"); nel 1934 venne definitivamente stabilito il numero fisso di 25 onorificenze all'anno.
Cavaliere della Repubblica è un'onorificenza generale che premia meriti in vari campi (pubblici, sociali, culturali), mentre il Cavaliere del Lavoro è un titolo specifico e autonomo riservato esclusivamente a chi si è distinto nel mondo dell'imprenditoria e dell'economia”.)
La legge di riferimento è oggi la Legge 15 maggio 1986, n. 194. Il processo per ottenere il titolo è lungo e molto selettivo: ogni anno, infatti, il numero delle nomine è rigorosamente limitato a un massimo di venticinque. L'onorificenza è riservata a coloro che, attraverso il proprio lavoro nei settori dell’agricoltura, dell’industria, del commercio, turismo e servizi, dell’artigianato, del credito e delle assicurazioni, incluse le attività finanziarie, abbiano apportato un significativo contributo all'economia nazionale. Inoltre, ne viene premiato il profondo impegno etico e sociale nel migliorare le condizioni di vita e di lavoro nel Paese.
La candidatura può essere avanzata da associazioni di categoria, enti pubblici o privati, o presentata direttamente dall'interessato. I profili – di cui viene selezionata una rosa ristretta, fino a un massimo di 40 – vengono attentamente vagliati da una commissione che valuta l'innovazione portata dall'imprenditore, la crescita economica generata, l'impatto sociale della sua azienda e il rispetto per l'ambiente. L'iter passa poi per una valutazione finale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (prima Ministero dello Sviluppo Economico) e i 25 nominativi definitivi vengono quindi proposti al Presidente della Repubblica, che conferisce ufficialmente il titolo durante una cerimonia al Quirinale. Il Presidente della Repubblica è a capo dell'Ordine, retto da un Consiglio di cui fa parte il ministro delle Imprese e del Made in Italy. Il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste interviene solo "di concerto", in affiancamento al MIMIT, per la valutazione e la proposta dei profili legati al settore agricolo e agroalimentare.
La medaglia che attesta il titolo di Cavaliere consiste in una croce greca smaltata di verde e bordata d'oro, con uno scudetto tondo che contiene l'emblema della Repubblica in oro. Sul retro, riporta la dicitura "Al merito del lavoro", con l'anno di fondazione dell'Ordine. Si appende sul lato sinistro del petto ed è sorretta da un nastro color rosso fra due bande verdi.
Cavalieri del Lavoro illustri nella storia italiana
Nel corso di oltre un secolo, questa onorificenza ha insignito le più grandi personalità della storia economica e industriale italiana, come i pionieri della prima industrializzazione, gli scienziati e gli artefici del cosiddetto "miracolo economico". Tra i nomi storici più famosi ci sono:
- Guglielmo Marconi: Cavaliere del Lavoro dal 1902 per l'invenzione del telegrafo senza fili, che segnò la storia delle telecomunicazioni e della società contemporanea, portando allo sviluppo di radio e televisione. Fu insignito di molte altre medaglie, straniere comprese.
- Giovanni "Gianni" Agnelli: il titolo gli fu conferito nel 1977. Imprenditore, politico e dirigente sportivo, guidò per anni la FIAT, fondata dal nonno Giovanni, a sua volta nominato Cavaliere del Lavoro settant'anni prima.
- Enzo Ferrari: il fondatore della celebre casa automobilistica di Maranello venne nominato Cavaliere del Lavoro nel 1952. Dopo aver iniziato come pilota e dirigente sportivo dell’Alfa Romeo, Ferrari costruì un marchio diventato simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, legando il proprio nome alle competizioni automobilistiche, all’innovazione tecnica e al lusso sportivo.
- Adriano Olivetti: il visionario imprenditore di Ivrea fu insignito dell'onorificienza nello stesso anno dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. Alla guida della Olivetti trasformò l’azienda in una delle realtà industriali più avanzate d’Europa, puntando su innovazione tecnologica, design, cultura e welfare aziendale. La sua idea di impresa, attenta tanto alla produttività quanto al benessere dei lavoratori, è ancora oggi considerata un modello internazionale.
- La famiglia Barilla: per primo Riccardo, che condusse l'azienda alimentare fondata dal padre Pietro trasformandola da piccola bottega in una realtà che già nel 1939 (anno del riconoscimento) dava lavoro a oltre 850 operai; poi il figlio Pietro Barilla, insignito nel 1968, fino a Guido Maria Barilla, oggi Presidente del Gruppo, nominato Cavaliere nel 2019.
- Giovanni Battista Pirelli e i figli: Nel 1873 fondò a Milano il primo stabilimento per la lavorazione della gomma elastica, materiale allora quasi sconosciuto nel Paese. Da quell'iniziativa nacque la Pirelli & C., poi divenuta Società Italiana Pirelli. L'azienda passò dai 40 operai e 5 impiegati iniziali a circa 10.000 operai e 1.000 impiegati prima del 1921. Giovanni Battista fu nominato Cavaliere del lavoro nel 1902. Successivamente ricevettero il riconoscimento anche il figlio Alberto (1934), Piero (1935) e il nipote Leopoldo (1977).
- Giovanni Treccani: Fu uno dei più grandi industriali degli anni Trenta, in particolare in ambito tessile, ma spaziò in diversi settori (immobiliare, agricolo, laniero, chimico, elettrico, bancario e assicurativo), ma oggi forse lo ricordiamo soprattutto per il suo apporto al campo della cultura: il suo nome infatti resta legato all'Istituto Giovanni Treccani, fondato nel 1925, per la pubblicazione della famosa Enciclopedia Italiana. Fu nominato Cavaliere del lavoro nel 1921.
I casi in cui il premio è stato ritirato o sospeso
Essendo un Ordine al merito, il titolo richiede una condotta impeccabile e può essere revocato o sospeso. Tra i requisiti per ottenere (e mantenere) le decorazioni ci sono infatti una condotta civile e sociale irreprensibile; aver operato in via continuativa per almeno 20 anni nel settore, con autonoma responsabilità; aver adempiuto agli obblighi tributari e di previdenza a favore dei lavoratori; non aver svolto attività economiche e commerciali lesive dell'economia nazionale né in Italia, né all'estero.
A Calisto Tanzi il titolo di Cavaliere del lavoro è stato formalmente revocato. Tanzi, imprenditore e dirigente sportivo, aveva fondato nel 1961 la Parmalat, azienda partita da un piccolo caseificio e che in oltre 40 anni divenne un colosso. Ottenne il riconoscimento di Cavaliere del lavoro, poi revocato nel 2010, nel 1984. Alla fine del 2003 portò Parmalat al fallimento, il famoso crac ricordato come la più grande bancarotta d'Europa: lasciò un buco di 14 miliardi di euro, causando gravi danni economici a migliaia di famiglie e lavoratori.
Un altro caso noto di sospensione riguarda Silvio Berlusconi, che fu insignito del titolo nel 1977, a 41 anni, per i suoi successi nel settore edile, in particolare per la realizzazione di Milano 2. Da quel momento il soprannome "il Cavaliere" entrò nell'uso comune. In seguito a una condanna per frode fiscale nel 2013, Berlusconi presentò una lettera di autosospensione dall'Ordine, della quale il Consiglio direttivo prese atto. Il 30 ottobre 2024, la figlia Marina Berlusconi è stata a sua volta nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dedicando l'onorificenza al padre.
Gli Alfieri del lavoro: i migliori studenti d’Italia
Nel 1961 dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro fu istituito anche il premio per gli “Alfieri del Lavoro”, i 25 migliori studenti d'Italia che hanno appena concluso la scuola secondaria superiore. I giovani vengono premiati al Quirinale insieme agli imprenditori e ricevono a loro volta una medaglia del Presidente della Repubblica.
Per ambire al titolo, i requisiti sono severissimi: occorre avere una votazione di almeno 9/10 alla scuola secondaria di primo grado (le medie), mantenere una media non inferiore a 8/10 per ciascuno dei primi quattro anni delle superiori, e diplomarsi con 100/100 all'esame di Stato.