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14 Luglio 2026
15:30

Ciclosporiasi in USA, contagi in aumento: cos’è l’infezione causata dal parassita che contamina il cibo

Negli USA, con epicentro in Michigan, il parassita Cyclospora cayetanensis ha scatenato un'epidemia record di infezioni intestinali con oltre 4.000 casi stimati. Trasmesso tramite acqua contaminata e ortofrutta cruda (come la lattuga), provoca forte diarrea e crampi. Si previene lavando accuratamente e cuocendo le verdure e si cura con terapie mirate.

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Ciclosporiasi in USA, contagi in aumento: cos’è l’infezione causata dal parassita che contamina il cibo
Cyclospora cayetanensis

Un parassita microscopico è la causa di un esteso focolaio di infezioni intestinali che sta colpendo migliaia di persone negli Stati Uniti. Si chiama Cyclospora cayetanensis ed è l'organismo responsabile della ciclosporiasi, un'infezione che colpisce l'intestino scatenando diarrea acquosa, nausea e crampi addominali. Secondo un documento ufficiale pubblicato il 13 luglio 2026 dal Michigan Department of Health and Human Services (MDHHS), i primi risultati delle indagini indicano che la possibile fonte di questo massiccio focolaio sia legata al consumo di lattuga e verdure a foglia verde per insalata. Solo in Michigan si è passati da una media storica abituale di 40-50 contagi all'anno alla cifra record di 2.640 casi confermati nel giro di poche settimane. Al momento non risulta alcun decesso collegato all'epidemia.

L’epidemia di diarrea acuta negli USA e i dati del contagio

Secondo i dati ufficiali del CDC (Centers for Disease Control and Prevention, l'agenzia federale di sanità pubblica americana), dal 1° maggio 2026 sono stati confermati 843 casi acquisiti sul suolo statunitense in 32 stati, con altri 1.500 casi ancora in fase di analisi per confermare se si tratti effettivamente di ciclosporiasi. Lo stesso CDC precisa sul proprio sito che i conteggi federali tendono a essere più bassi di quelli comunicati giorno per giorno dai singoli dipartimenti sanitari statali (che annoverano anche i casi probabili), perché ogni caso deve prima essere confermato in laboratorio e poi trasmesso ai livelli superiori. È per questo che New York Times e altre testate americane, sommando i dati stato per stato, hanno calcolato una cifra complessiva superiore alle 4.000 diagnosi.

L'epicentro dell'epidemia si concentra in Michigan. Il Michigan Department of Health and Human Services (MDHHS) ha infatti registrato ben 2.640 casi confermati, con 44 ricoveri. Considerando che, in un anno "normale", lo stato conta solitamente appena tra i 40 e i 50 contagi in tutto, il dato attuale risulta essere oltre cinquanta volte superiore alla media storica.

Perché proprio ora? Come riporta il CDC, la ciclosporiasi è una malattia stagionale, che tende a comparire in tarda primavera ed estate perché il parassita "ama" il caldo per completare il suo ciclo ambientale. Le autorità sanitarie (sia la CDC che la Food and Drug Administration, FDA) stanno ancora conducendo il cosiddetto traceback, cioè la ricostruzione a ritroso della filiera alimentare per individuare l'alimento contaminato: un lavoro complicato dal fatto che tra il contagio e i primi sintomi possono passare anche due settimane, rendendo difficile per i pazienti ricordare con precisione cosa avessero mangiato. In passato i focolai sono stati ricondotti a lamponi, coriandolo, basilico, taccole, insalate miste e cipollotti importati, ma per l'epidemia 2026 la fonte non è ancora stata identificata con certezza.

Che cos'è la Cyclospora cayetanensis: l'identikit del parassita

Al centro di tutto c'è un protozoo, cioè un organismo unicellulare (una singola cellula capace di vivere e riprodursi in autonomia), appartenente al gruppo dei coccidi, parenti di altri parassiti intestinali come Cryptosporidium. Come spiega l'OMS, la sua forma di resistenza, chiamata oocisti (una sorta di "guscio" sferico a doppia parete che protegge il parassita nell'ambiente esterno), ha un diametro di appena 8-10 micrometri.

A differenza di molti batteri responsabili di intossicazioni alimentari, che possono contagiare nel giro di poche ore, la Cyclospora ha bisogno di "maturare". Secondo il documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, le oocisti espulse con le feci non sono subito infettive: devono prima sporulare nell'ambiente esterno, un processo che richiede in genere almeno una settimana, ed è favorito da temperature calde comprese tra 23 e 32 °C (da qui la stagionalità estiva). Solo dopo la sporulazione, che porta alla formazione di due sporocisti contenenti ciascuna due sporozoiti, l'oocisti diventa in grado di infettare un nuovo ospite.

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Ciclo di vita di Cyclospora cayetanensis. Credit: CDC

L'uomo è l'unico ospite conosciuto e, a differenza di molte zoonosi (le malattie che saltano dagli animali all'uomo), qui non ci sono serbatoi animali accertati. Questo però non semplifica la diagnosi: le tecniche a disposizione (microscopia e analisi molecolari) sono complesse, richiedono personale specializzato e comunque non permettono sempre di distinguere tra oocisti vive e morte. Anche per questo motivo un tampone o un'analisi delle feci "di routine" può non intercettare il parassita ma serve una ricerca specifica, che il medico deve richiedere in modo mirato quando il sospetto clinico lo giustifica.

Come avviene la contaminazione di cibo e acqua: le cause

La ciclosporiasi si trasmette per via oro-fecale, ovvero attraverso l'ingestione di tracce di feci contaminate finite, per lo più involontariamente, su cibo o acqua. Il veicolo più frequentemente chiamato in causa è il comparto ortofrutticolo, in particolare i prodotti che si consumano crudi e che sono più difficili da lavare a fondo: lamponi, coriandolo, basilico, lattuga in busta e insalate miste sono tra i protagonisti ricorrenti dei focolai passati, insieme a piselli e cipollotti. Uno dei canali possibili, spiega l'OMS, è la contaminazione dell'acqua di irrigazione o di lavaggio con feci umane, che poi deposita le oocisti sulla superficie di frutta e verdura durante la coltivazione o la lavorazione.

Anche l'acqua in sé, non solo quella usata per irrigare i campi, può essere un veicolo: sono stati documentati episodi legati ad acqua potabile non filtrata, ad acqua di pozzo e persino ad acqua di fiume miscelata con quella dell'acquedotto. Le oocisti, del resto, sono organismi piuttosto resistenti e possono sopravvivere per mesi in acque superficiali a basse temperature.

Proprio perché le oocisti appena espulse non sono ancora infettive, il CDC riporta che il contagio diretto da persona a persona è considerato altamente improbabile. Non basta essere a contatto con una persona malata per ammalarsi: serve che il parassita, nel frattempo, abbia "maturato" nell'ambiente esterno per giorni o settimane, per poi essere ingerito attraverso cibo o acqua contaminati. È una caratteristica che distingue nettamente la ciclosporiasi da malattie come l'influenza intestinale virale, molto più contagiose da individuo a individuo.

I sintomi dell'infezione intestinale e come prevenirla

Il quadro clinico descritto dal CDC è quello di una gastroenterite piuttosto marcata: diarrea acquosa con scariche frequenti e intense, accompagnata da crampi addominali, gonfiore, perdita di appetito, calo di peso, stanchezza e dolori muscolari; più raramente compaiono febbre e vomito. Un elemento distintivo è l'andamento altalenante: i sintomi possono attenuarsi per poi ripresentarsi a ondate, e nei casi non trattati l'infezione può protrarsi per settimane, in alcuni casi fino a sei settimane.

La terapia standard prevede un antibiotico specifico, la combinazione trimetoprim-sulfametossazolo, da assumere per 7-10 giorni, insieme a un'adeguata reidratazione nei casi più severi. Il CDC invita chi presenta diarrea persistente per più di qualche giorno a rivolgersi a un medico e a segnalare esplicitamente il sospetto di ciclosporiasi, soprattutto se residente o di passaggio nelle aree colpite dal focolaio in corso.

Visto che il veicolo principale resta l'ortofrutta cruda, il MDHHS ha diffuso alcune raccomandazioni pratiche per ridurre il rischio, valide più in generale per tutta la stagione della ciclosporiasi. Il dipartimento sanitario del Michigan consiglia di preferire cespi di lattuga interi invece delle insalate già lavate e confezionate in busta, eliminare le foglie esterne e lavare accuratamente quelle rimanenti sotto acqua corrente, e quando possibile cuocere le verdure a foglia verde. Stesso trattamento per basilico e coriandolo, da separare foglia per foglia e sciacquare bene (anche qui la cottura resta l'opzione più sicura); i cipollotti vanno spuntati, privati dello strato esterno e lavati con cura. Il CDC aggiunge un consiglio generale valido per qualsiasi prodotto fresco: eliminare le parti ammaccate o danneggiate, refrigerare la frutta e verdura già tagliata e lavarsi accuratamente le mani con acqua e sapone prima di maneggiare i prodotti crudi.

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Matteo Galbiati
Junior Content Editor
Sono diventato Content Editor di Geopop dopo una laurea in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche e un'esperienza da ricercatore tra biomateriali e colture cellulari, ho infatti lasciato il laboratorio per la mia passione: la divulgazione scientifica. Quello che era nato come un gioco sui social per raccontare le biotecnologie si è trasformato in una professione, consolidata da un Master in Comunicazione Scientifica. Sono anche un instancabile sportivo, con una passione che spazia dal calcio al basket, passando per la corsa, il tennis e il football americano. Una passione a 360 gradi che oggi unisco al mio lavoro, raccontando il mondo dello sport anche nei miei articoli.  
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