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6 Giugno 2026
16:30

Come è cambiata la bandiera arcobaleno LGBTQIA+ dalle origini a oggi: le tappe dell’evoluzione

La bandiera arcobaleno del Pride è stata creata nel 1978: da allora ad oggi si è evoluta in diverse declinazioni, fino all'attuale, la bandiera dell'orgoglio intersessuale inclusiva, creata nel 2021, che abbraccia e include tutte le precedenti.

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Come è cambiata la bandiera arcobaleno LGBTQIA+ dalle origini a oggi: le tappe dell’evoluzione
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Dalla bandiera arcobaleno sventolata per la prima volta nel 1978 a San Francisco, disegnata da Gilbert Baker su commissione del politico e militante Harvey Milk, fino alla sua più recente evoluzione, la bandiera dell’orgoglio intersessuale inclusiva, creata da Valentino Vecchietti nel 2021, le bandiere LGBTQAI+ si sono evolute nel tempo, per abbracciare, includere e rispettare tutte le diverse identità, declinazioni e preferenze in ambito sessuale e romantico.

Ad oggi, la bandiera di Vecchietti abbraccia tutte le precedenti versioni, includendo persone con diversi orientamenti sessuali, diverse identità ed espressioni di genere e persone con diverse caratteristiche sessuali, oltre a schierarsi apertamente con le discriminazioni di ogni tipo.

Bandiera arcobaleno disegnata da Gilbert Baker con 8 colori (1978) 

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La prima versione della bandiera arcobaleno è stata creata da Gilbert Baker, artista e attivista americano, su richiesta di Harvey Milk, politico di San Francisco, leader del movimento per i diritti dei gay, per il Gay Freedom Day: l’idea era quella di creare un vessillo che potesse rappresentare tutte le declinazioni e le preferenze sessuali e romantiche, senza distinzione, da sventolare con orgoglio.

Originariamente la bandiera era un arcobaleno a 8 strisce, e si è poi trasformata in una bandiera a 6 strisce – di colore rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola – per maggior semplicità e necessità di produzione dal 1979: era infatti difficile reperire il tessuto rosa, e successivamente Baker, per far sì che le strisce fossero pari, unì quella viola e quella azzurra in un unico colore blu.

Baker scelse l’arcobaleno come simbolo di varietà e positività, proprio per rappresentare i diversi orientamenti sessuali e romantici, in tutte le loro declinazioni.

La bandiera arcobaleno fu sventolata per la prima volta il 25 novembre 1978 a San Francisco: due giorni dopo, il 27 novembre, Harvey Milk fu assassinato da un ex collega. L’evento turbò moltissimo l’opinione pubblica e, nei mesi successivi, si tennero molte manifestazioni in cui sventolava la bandiera arcobaleno di Baker, che divenne il primo simbolo ufficiale della comunità.

Bandiera dell'orgoglio transgender disegnata da Monica Helms, (1999)

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Monica Helms, una donna transgender americana, crea alla fine degli anni ‘90 la bandiera dell'orgoglio transgender, proprio per rappresenta la naturale diversità nell'identità e nell'espressione di genere.

Le cinque strisce sono di colore azzurro e rosa – i classici colori relativi al maschile e al femminile – e bianco – per coloro che sono in fase di transizione, oppure che hanno un'identità di genere neutra o coloro che hanno un'identità di genere non definita. Si ripetono poi il rosa e l’azzurro, proprio per dare l’idea di una possibile transizione.

Bandiera dell'orgoglio intersessuale creata da Morgan Carpenter (2013)

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La bandiera dell'orgoglio intersessuale è stata creata da Morgan Carpenter, co-fondatore di Intersex Rights Australia,la principale organizzazione austrialiana di supporto, educazione e tutela per persone con variazioni intersessuali.

Il termine intersessuale evidenzia la diversità naturale delle nostre caratteristiche sessuali primarie, quelle con cui nasciamo, e secondarie, quelle che sviluppiamo

I colori scelti, giallo e viola, sono volutamente un’alternativa al rosa e all’azzurro: al centro della bandiera gialla c’è un cerchio viola ininterrotto che simboleggia il fatto che le persone intersessuali nascono complete e integre, con complete potenzialità.

La bandiera del Philly Pride presentata da Amber Hikes (2017)

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Nel 2017, in occasione del Pride di Philadelphia, il Philly Pride, e nell’ambito del progetto “More colour, more pride”, viene creata una bandiera apposta, con supervisione di Amber Hikes dell'Ufficio per gli Affari LGBTQAI+ in America.

Vengono aggiunte due strisce nella parte superiore, di colore nero e marrone, alla bandiera di Gilbert Baker per motivi di inclusione razziale: le strisce nere e marroni rappresentano le persone di colore, le persone di origine ispanica e le popolazioni indigene all'interno della comunità.

Si è trattata di un’evoluzione significativa, perché per la prima volta la classica bandiera del Pride viene modificata: pur essendoci state diverse obiezioni, questa modifica ha aperto la strada alle successive evoluzioni.

Bandiera Progress Pride disegnata da Daniel Quasar (2018)

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Il designer americano non binario Daniel Quasar ha creato la bandiera Progress Pride, con l’intento di inglobare in un’unica bandiera sia quella del Philly Pride, che quella di Monica Helms.

Inoltre, questa bandiera viene promossa anche con l’obiettivo di riconoscere lo stigma che incombe ancora sulle persone che vivono con l‘HIV/AIDS e le perdite di persone care a causa dell'HIV/AIDS.

La bandiera dell'orgoglio intersessuale inclusiva, creata da Valentino Vecchietti (2021)

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Nel 2021, Valentino Vecchietti (she/her) fondatore di Intersex Equality Rights, attivista pluripremiato per l'uguaglianza intersex, scrittore, artista e consulente ha creato una nuova bandiera Pride che rispetta e include tutte le versioni precedenti, più una dichiarata inclusione dell’asessualità e aromanticismo e delle altre declinazioni e scelte di preferenze.

Questa versione include un cerchio viola su sfondo giallo all'interno del triangolo laterale e simboleggia e promuove apertamente i principi di Yogyakarta, aggiornati nel 2017, per tutelare e applicare la legge sui diritti umani relativamente all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

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