14 Maggio 2023
7:30

Come fa la carta ad essere tagliente e perché i tagli con la carta fanno così tanto male?

Un foglio di carta è flessibile e leggero, ma può procurarci i peggiori tagli sulle dita. In realtà ci sono diversi fattori che rendono la carta così tagliente.

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Come fa la carta ad essere tagliente e perché i tagli con la carta fanno così tanto male?
taglio carta dito

Sarà capitato a tutti di tagliarsi con un foglio di carta. Basta distrarsi un secondo ed ecco che un oggetto così innocuo ci procura una ferita che in realtà può essere anche molto dolorosa.
Un foglio di carta è flessibile e leggero, per cui è contro-intuitivo pensare che possa tagliare così bene… E pensare che non taglia solo le dita! Addirittura c'è chi ha costruito una piccola sega con un foglio di carta normalissimo!
Come è possibile? In realtà le risposte a questo comportamento della carta sono diverse.

Cosa rende un foglio di carta così tagliente

Il foglio di carta può risultare affilato per diverse cause, come la ridotta area di contatto, la rigidità del foglio e il bordo frastagliato.

La ridotta area di contatto

Negli oggetti affilati l'area di contatto tra la lama e l'oggetto che vogliamo tagliare è molto ridotta. Applicando la forza per tagliare, esercitiamo una pressione elevata su un'area di applicazione molto piccola. E quando questa pressione è abbastanza alta, il materiale cede e viene tagliato. Ci sono alcune lame affilatissime che hanno uno spessore minimo. La stessa lama di un rasoio può avere lo spessore di 0,1 mm!

lama rasoio

E la carta invece?
Un tipico foglio di carta A4 da ufficio ha uno spessore di 0,08 – 0,1 mm! Quindi in quanto a spessore siamo al pari di un rasoio.

La rigidità del foglio di carta

Il problema, però, è che il foglio di carta non è rigido. In effetti un foglio di carta tende facilmente a piegarsi, ma è pur vero che se lo si curva lungo un asse (ad esempio tenendolo in mano dal basso mentre ne leggiamo il testo stampato) il foglio si irrigidisce lungo l'altro asse. Insomma, se lo prendiamo in un certo modo non si affloscia.
Può anche capitare di tagliarsi quando solo un angolo di un foglio esce fuori da una risma; in quel caso una piccola porzione di foglio è sicuramente più rigida rispetto all'intero.

Il bordo del foglio

L'ultimo aspetto da considerare è il seguente: il bordo di un foglio di carta è liscio?
Assolutamente no. In realtà il bordo di un foglio è più una sega che un coltello. Per capire come mai dobbiamo fare uno zoom.

Come si vede dall'immagine, il bordo del foglio di carta non è assolutamente lineare. In realtà questa è una caratteristica comune a tutte le cose che ci circondano: anche la più liscia delle superfici vista da molto vicino mostra la sua vera rugosità. Però nel caso del foglio di carta le superfici dei bordi sono particolarmente frastagliate.
La carta quindi agisce come se fosse un seghetto! Al microscopio infatti si vedono i margini con tutte le minuscole increspature, proprio come i denti di un coltello. Questo è il motivo per cui un foglio strappa la pelle con un taglio non netto.
Come nel caso della lama, l'area dell'oggetto che tocca il nostro dito è molto piccola: questo fa sì che la pressione applicata sia alta perché distribuita solo sui denti.

Perché quando ci tagliamo con la carta sentiamo tanto dolore?

Nelle dita delle mani ci sono tante terminazioni nervose e molti recettori del dolore. I recettori tattili sono i responsabili della nostra percezione.

taglio con cerotto

Quando avvertiamo una sensazione è perché ci sono anche delle variazioni meccaniche sulla nostra pelle, come un cambio di pressione o di tensione. A captare queste variazioni sono i terminali delle fibre nervose, una sorta di tappo che ne chiude la fine. Questi recettori meccanici traducono lo stimolo tattile in segnale elettrico e lo inviano al sistema nervoso centrale.
Nel caso di polpastrelli e del palmo della nostra mano troviamo 4 tipi di recettori tattili:

  • I corpuscoli di Meissner e di Merkel, che sono superficiali;
  • I corpuscoli di Pacini e di Ruffini, che sono profondi.
Immagine
Credits: By Thomas.haslwanter – Own work, CC BY–SA 4.0

Si pensi che nei polpastrelli ogni centimetro quadro di pelle contiene circa 100 recettori superficiali per ciascuna tipologia. Già a metà dito il valore si dimezza e sul palmo invece si parla di 1/5 della quantità indicata. Da questo possiamo capire che i polpastrelli sono una zona super-sensibile. Sono quindi una parte del corpo in cui, già normalmente, sentiamo più dolore del solito. In effetti vale lo stesso anche per altre percezioni sensoriali come il caldo o il freddo.

Altre possibili spiegazioni del dolore

Siccome alcune volte il taglio non è così profondo da arrivare ai vasi sanguigni, capita che causi più dolore proprio perché il sangue non si coagula lungo i margini e la ferita resta aperta più a lungo. Quando questo accade si espongono le terminazioni nervose dei polpastrelli all'aria. E questo ci fa avvertire più dolore. Infatti tutto si allevia quando copriamo la ferita con un cerotto.

Un'altra questione riguarda il fatto che per lavorare la carta si usano sostanze chimiche, per cui le particelle possono infiammare ulteriormente la ferita.
La carta è anche un materiale molto poroso e si inumidisce molto facilmente. Questo significa anche che è facile che vi si annidino colonie di batteri e altri microrganismi. Questi piccolini, una volta che ci tagliamo con la carta, vanno ad infettare le ferite. Tuttavia si precisa che questo aspetto non riguarda il preciso istante in cui ci tagliamo: non ha a che fare quindi con il dolore che proviamo nel momento stesso del taglio.

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