0 risultati
video suggerito
video suggerito
27 Agosto 2026
8:00

Riemergono in Transilvania oltre 800 fossili di dinosauri: tra questi anche un raro titanosauro

Un sito di 72 milioni di anni fa nel bacino di Hațeg, in Romania, ha restituito oltre 800 fossili appartenenti ad almeno 17 specie, offrendo nuove informazioni sull’ecosistema di una antica isola europea.

Ti piace questo contenuto?
Riemergono in Transilvania oltre 800 fossili di dinosauri: tra questi anche un raro titanosauro
Immagine
Immagine generata con AI a scopo illustrativo.

Nel bacino di Haţeg, nella Romania occidentale, sono emersi centinaia di fossili di dinosauri: un nuovo studio ha analizzato uno dei più importanti giacimenti di vertebrati del Cretaceo superiore finora individuati nella regione. Il sito, denominato K2, si trova nella Formazione di Densuş-Ciula e risale alla parte più antica del Maastrichtiano, circa 72 milioni di anni fa, l'ultimo dei piani in cui in geologia si divide il Cretaceo. È attualmente il più antico sito di vertebrati ben documentato e sistematicamente scavato dell'intero bacino di Haţeg. Al tempo dei dinosauri, questa parte d'Europa era una grande isola nel mare Tetide, nota appunto come Isola di Hațeg.

Lo scavo, ad opera di un gruppo di paleontologi ungheresi e romeni, ha restituito oltre 800 resti di vertebrati concentrati in un livello spesso appena mezzo metro e in un'area di circa 4,75 m². I fossili rappresentano almeno 17 specie, comprendendo pesci, anfibi, tartarughe, squamati, crocodiliformi, dinosauri, pterosauri e mammiferi. La concentrazione e la varietà rendono K2 uno degli accumuli tassonomicamente più diversificati del bacino. Tra i dinosauri spiccano i rhabdodontidi e i titano­sauri, i cui resti sono quelli meglio rappresentati e conservati. Sono stati rinvenuti anche resti di adrosauroidi e teropodi. Particolarmente interessante è la presenza della tartaruga Kallokibotion e di una comunità diversificata di crocodiliformi, comprendente forme terrestri e semiacquatiche.

Immagine
Fasi di scavo del sito K2. Credit: Botfalvai et al.

L'analisi sedimentologica e tafonomica permette di ricostruire anche la storia dell'accumulo. K2 si formò in un ambiente lacustre, presso un piccolo delta alimentato da corsi d'acqua. Durante le piene, il materiale trasportato dai fiumi raggiungeva il lago; quando l'energia della corrente diminuiva, sedimenti e resti animali venivano depositati insieme. Non tutti i fossili hanno però avuto la stessa storia. Circa 290 frammenti ossei, fortemente arrotondati e abrasi, indicano trasporti fluviali prolungati e probabilmente provenienti da aree più lontane. Al contrario, alcuni resti di rhabdodontidi e titanosauri conservano parti associate o articolate e mostrano una maggiore completezza scheletrica: gli autori ritengono quindi che almeno due individui di ciascun gruppo siano stati trasportati per distanze relativamente brevi, probabilmente dalle aree circostanti il lago e i corsi d'acqua.

Immagine
Fossili di rhabdodon rinvenuti nel sito K2. Credit: Botfalvai et al.

Anche la flora fossile contribuisce alla ricostruzione dell'ambiente. Le spore di felci sono particolarmente abbondanti, insieme a pollini di gimnosperme e angiosperme e rare alghe d'acqua dolce. L'insieme indica ambienti umidi, con fiumi, laghi, paludi e zone acquitrinose, in condizioni climatiche relativamente calde. K2 offre infine un'importante indicazione sull'evoluzione della fauna dell'isola di Haţeg. Nonostante sia più antico di molti altri siti, presenta già i principali gruppi che caratterizzeranno le associazioni del Maastrichtiano successivo. La composizione faunistica e la relativa abbondanza dei diversi gruppi mostrano quindi una notevole stabilità su larga scala durante il Maastrichtiano.

Sfondo autopromo
Cosa stai cercando?
api url views