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26 Agosto 2026
17:00

La Cina rinvia il lancio di Chang’e-7, la prima missione per cercare acqua nei crateri al polo sud lunare

Il lancio della sonda cinese Chang'e-7 è stato rimandato al 2027: l’obiettivo della missione era quello di cercare ghiaccio d'acqua nel cratere Shackleton, al polo sud della Luna. Il rinvio che potrebbe ritardare la corsa spaziale cinese al polo sud della Luna.

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La Cina rinvia il lancio di Chang’e-7, la prima missione per cercare acqua nei crateri al polo sud lunare
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Il razzo Chang Zheng 5 pronto nella base di lancio di Wenchang. Credit: CMSA

La missione cinese Chang'e-7, diretta al polo sud della Luna, è stata rimandata e potrebbe non partire prima del 2027: ad annunciarlo è stata la China Manned Space Agency (CMSA), che ha spiegato che «la missione Chang'e-7 non soddisfa le condizioni di lancio e non può essere effettuata nella finestra di lancio prevista per quest'anno». Nel frattempo, la CMSA non ha ancora identificato una finestra di lancio idonea.

Si tratta di un contrattempo che pesa, perché la missione puntava a un traguardo mai raggiunto prima: essere la prima sonda a tentare un atterraggio sul bordo di un cratere del polo sud lunare, per andare a caccia del ghiaccio d'acqua che si ritiene nascosto nelle sue profondità.

Il decollo era fissato per il 24 agosto dalla base di lancio di Wenchang, sull'isola di Hainan, a bordo di un razzo Chang Zheng 5. Il vettore (con a bordo la sonda, il lander e il rover che fanno parte del cuore di Chang'e-7) era già stato trasferito sulla rampa il 19 agosto in attesa dei controlli finali dei sistemi di bordo. Inaspettatamente il lancio è stato infine bloccato a poche ore dal conto alla rovescia finale.

Il rinvio iniziale per l’arrivo del tifone Narra, ma le cause ufficiali sono vaghe

Le cause ufficiali del rinvio restano vaghe: la CMSA ha parlato genericamente di una valutazione approfondita delle condizioni di sicurezza di lancio, senza specificare quali condizioni tecniche, operative o meteorologiche abbiano fatto scattare lo stop.

Il motivo più certo sembra però essere il maltempo. Nei giorni precedenti al lancio si è infatti intensificata la tempesta tropicale Narra, formatasi nel Golfo del Tonchino proprio vicino all'isola di Hainan, dove sorge la base di Wenchang. Venti sostenuti in quota sono una causa comune di rinvio per i lanci spaziali. Sembra essere proprio questo imprevisto meteorologico il fattore scatenante più probabile, pur senza escludere che possano essersi aggiunte altre complicazioni tecniche.

Il problema è che la finestra di lancio utile per raggiungere il polo sud lunare con l'assetto orbitale e le condizioni di illuminazione richieste è molto ristretta, si apre solo per pochi giorni all'anno: a questo punto, la missione potrebbe effettivamente slittare al 2027.

Alla ricerca del ghiaccio nel cratere Shackleton

Chang'e-7 è stata concepita per essere la missione più ambiziosa e complessa della serie Chang'e, il programma robotico lunare cinese che finora ha avuto anche il primato di aver già portato dei campioni di suolo lunare sulla Terra.

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Rendering artistico di Chang'e–7 mentre viene rilasciato in orbita: il modulo orbiter a sinistra il lander a destra con a bordo rover e hopper. Credit: CMSA

L'obiettivo scientifico centrale di Chang'e-7 è la ricerca diretta di acqua sotto forma di ghiaccio intrappolato nella regolite lunare. Il cratere Shackleton misura circa 21 chilometri di diametro ed è potenzialmente è uno dei luoghi più promettenti della Luna dove cercare acqua ghiacciata intrappolata nel sottosuolo: all’interno delle regioni perennemente in ombra, infatti, la luce del Sole non è riuscita a penetrare.

La zona dove dovrebbe atterrare il lander è denominata Peak Near Shackleton, un rilievo elevato ai margini dell'omonimo cratere, al polo sud della Luna. Si tratta di una regione mai raggiunta prima da nessuna missione e gli scienziati la considerano tra le più difficili in assoluto per un atterraggio in termini sia di operazioni robotiche sia di morfologia del territorio.

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Rendering del cratere Shackleton. Con la notazione "SP" viene indicato il punto preciso del polo sud (South Pole) lunare. Credit: ETHZ\LPI\Valentin T. Bickel and David A. Kring

La missione è composta da quattro elementi distinti, ciascuno con un compito preciso: un orbiter che rimarrà per settimane o mesi in orbita lunare per fotografare in dettaglio i potenziali siti di atterraggio, un lander destinato alla discesa vera e propria, un rover che esplorerà la superficie e un piccolo veicolo hopper, capace di compiere brevi voli e salti per raggiungere zone altrimenti inaccessibili, come i fondi permanentemente in ombra dei crateri.

Il rover, basato sui precedenti veicoli lunari battezzati Yutu impiegati nelle missioni Chang'e-3 e Chang'e-4, si muoverà sul terreno illuminato scattando immagini, usando un radar per scandagliare il sottosuolo fino a diverse centinaia di metri di profondità ed esaminando il suolo alla ricerca di tracce di ghiaccio.

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Il rover della missione Chang'e–7. Credit: CMSA

L'hopper, invece, è pensato apposta per arrivare dove il rover non riuscirà. Userà piccoli propulsori per compiere salti fino a 15 chilometri per volta (sfruttando la bassa gravità lunare) e atterrando sulle sue sei gambe direttamente all'interno dei crateri sempre in ombra, dove le temperature restano talmente basse da permettere al ghiaccio di conservarsi per miliardi di anni.

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Il modulo hopper in fase di rilascio dal lander. Credit: CMSA

Una volta sulle superficie lunare, l’hopper userà un trapano per perforare il suolo ghiacciato fino a un metro di profondità, riscaldando i campioni prelevati e analizzando i gas rilasciati con un analizzatore di molecole d'acqua.

La corsa spaziale al polo sud lunare

Il rinvio arriva in un momento in cui la corsa alla Luna è sempre più serrata, tra il programma spaziale americano e quello cinese. La stessa regione del cratere Shackleton al polo sud lunare da Chang'e-7 è infatti al centro anche del programma Artemis della NASA, che punta a riportare astronauti sulla Luna proprio in quell'area. La possibile presenza di acqua ghiacciata all’interno dei crateri in perenne ombra e le condizioni di illuminazione favorevoli sul bordo rendono la regione del cratere Shackleton la zona ottimale dove stabilire basi umane sulla Luna.

Il piano lunare cinese, noto come International Lunar Research Station (ILRS) e sviluppato insieme alla Russia, prevede lo sbarco dei primi astronauti entro il 2030, con la successiva costruzione di una prima stazione robotica di base proprio nella regione del polo sud entro il 2035, seguita da un modello esteso entro il 2045.

Chang'e-7 rappresenta il primo passo fondamentale per individuare le risorse e il sito dove situare la base, seguita nel 2028 da Chang'e-8, che testerà le tecnologie per sfruttare in loco i materiali lunari.

La NASA, parallelamente, punta a riportare equipaggi umani sulla superficie lunare con Artemis IV, il cui allunaggio con equipaggio nella regione del polo sud è attualmente calendarizzato non prima del 2028: per il 2027, invece, è in programma Artemis III, che servirà come missione preparatoria, testando in orbita bassa terrestre le manovre di attracco tra la capsula Orion e il sistema di allunaggio.

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