
Agosto 2026 sarà uno dei mesi più ricchi dell’anno per gli appassionati di astronomia, soprattutto grazie a una data da cerchiare in rosso sul calendario, il 12 agosto 2026. Prima dell’alba saranno contemporaneamente presenti nel cielo sei pianeti, poche ore dopo si verificherà un’eclissi totale di Sole, visibile come parziale dall’Italia, e durante la notte inizierà il massimo dello sciame meteorico delle Perseidi, favorite da un cielo completamente privo della luce lunare. Il mese comincerà però già con un appuntamento interessante, ovvero il 2 agosto quando la cometa periodica 10P/Tempel raggiungerà il perielio, diventando accessibile a binocoli e piccoli telescopi. Il 9 agosto una sottile falce di Luna calante farà invece compagnia a Marte. A chiudere il mese sarà l’eclissi parziale di Luna del 28 agosto, talmente profonda da lasciare fuori dall’ombra terrestre soltanto una piccola porzione del disco lunare.
La cometa 10P/Tempel raggiunge il perielio il 2 agosto
Il primo grande appuntamento del mese è con la cometa periodica 10P/Tempel, conosciuta anche come Tempel 2, che il 2 agosto raggiungerà il perielio, il punto della sua orbita più vicino al Sole. In quel momento si troverà a circa 1,42 unità astronomiche dalla nostra stella, pari a circa 212 milioni di km. Il giorno successivo, 3 agosto, la cometa raggiungerà anche la minima distanza dalla Terra, passando a circa 0,414 unità astronomiche, poco meno di 62 milioni di km. Nonostante la distanza relativamente contenuta, non diventerà visibile a occhio nudo, difatti le previsioni la collocano intorno alla magnitudine 8,7, un valore che dovrebbe comunque renderla alla portata di un buon binocolo astronomico o di un piccolo telescopio sotto cieli sufficientemente bui. Trattandosi di una cometa, la magnitudine si riferisce alla luminosità distribuita su tutta l'area dell'oggetto celeste, per cui sarà meno luminosa di una stella di pari magnitudine. Dalle coordinate di Roma, il 2 agosto 10P/Tempel sorgerà intorno alle 21:30 in direzione sud-est. Raggiungerà la massima altezza verso le 01:40, quando si troverà a circa 23° sopra l’orizzonte sud, e resterà osservabile per quasi tutta la notte, tramontando poco prima del sorgere del Sole.
10P/Tempel appartiene alla famiglia delle comete gioviane, un gruppo di oggetti di corto periodo le cui orbite sono fortemente influenzate dalla gravità di Giove. Fu scoperta il 4 luglio 1873 dall’astronomo tedesco Wilhelm Tempel e completa una rivoluzione attorno al Sole in circa 5,37 anni, spostandosi da 1,42 unità astronomiche al perielio fino a 4,71 unità astronomiche all’afelio, quindi poco all’interno dell’orbita di Giove. Il suo nucleo è insolitamente grande per una cometa di questo tipo, con un diametro stimato di circa 10,6 km, ed è estremamente scuro: riflette soltanto poco più del 2% della luce solare che riceve.

La falce di Luna incontra Marte nella notte del 9 agosto
Nella seconda parte della notte del 9 agosto, una sottile falce di Luna calante sarà angolarmente vicina a Marte. I due oggetti saranno separati da circa 5°, una distanza pari a dieci volte il diametro apparente della Luna piena. Dalle coordinate di Roma, la Luna, illuminata per circa il 18%, sorgerà intorno alle 01:45, mentre Marte farà la sua comparsa sull’orizzonte est verso le 02:20. La coppia sarà visibile a occhio nudo per il resto della notte, salendo progressivamente nel cielo tra le costellazioni del Toro e dell’Auriga. La scena sarà resa ancor più suggestiva dalla presenza delle Pleiadi, delle Iadi e della brillante stella Aldebaran nel Toro. Un binocolo a largo campo permetterà di apprezzare meglio gli ammassi stellari, ma non sarà indispensabile per osservare l’incontro tra la Luna e il Pianeta Rosso.

Il 12 agosto 2026 sarà una giornata astronomica eccezionale: 3 eventi nel cielo
Il vero protagonista sarà però il 12 agosto, una data in cui si concentreranno ben tre importanti eventi astronomici. Prima del sorgere del Sole sarà possibile cercare sei pianeti distribuiti lungo un ampio arco di cielo, durante la serata si verificherà un’eclissi totale di Sole, parziale dall’Italia e infine, nella notte tra il 12 e il 13 agosto, le Perseidi raggiungeranno il massimo dell’attività.
La coincidenza non è del tutto casuale per quanto riguarda l’eclissi e le condizioni di osservazione delle meteore, difatti il 12 agosto sarà giorno di Luna nuova, la configurazione necessaria perché il nostro satellite possa passare davanti al Sole. L’assenza della Luna dal cielo notturno offrirà inoltre condizioni ideali per osservare anche le meteore più deboli.
Prima dell’alba saranno visibili sei pianeti
La mattina del 12 agosto Giove, Mercurio, Marte, Urano, Saturno e Nettuno saranno contemporaneamente presenti sopra l’orizzonte, formando quella che viene comunemente definita una “parata planetaria” o un grande allineamento. La parola allineamento non deve però trarre in inganno poiché i pianeti non formeranno una fila perfettamente diritta né saranno realmente vicini nello spazio, ma saranno semplicemente tutti contemporaneamente visibili in cielo. Dal nostro punto di vista appariranno lungo lo stesso ampio arco della volta celeste, in prossimità dell’eclittica, perché le orbite planetarie giacciono approssimativamente sullo stesso piano. L’allineamento non sarà limitato a un unico istante poiché una configurazione simile sarà osservabile anche nelle mattine immediatamente precedenti e successive. Il 12 agosto rappresenterà il miglior compromesso tra l’altezza di Mercurio e Giove sopra l’orizzonte e l’aumento della luminosità del cielo.
Dalle coordinate di Roma, Nettuno sorgerà per primo intorno alle 22, seguito da Saturno verso le 22:30. Urano farà la sua comparsa intorno alle 00:30, mentre Marte sorgerà verso le 02:15. Bisognerà attendere le luci dell’alba per completare la sequenza: Mercurio sorgerà intorno alle 5 e Giove circa venti minuti dopo, con il Sole previsto alle 06:20. Marte e Saturno saranno gli oggetti più semplici da individuare a occhio nudo. Urano richiederà almeno un binocolo, mentre per Nettuno sarà necessario un telescopio. Mercurio e soprattutto Giove saranno invece molto bassi sull’orizzonte est e immersi nel chiarore dell’alba per cui serviranno un cielo limpido e una visuale perfettamente libera da edifici, alberi, colline e foschia. Per provare a vedere tutti e sei i pianeti bisognerà iniziare l’osservazione quando il cielo è ancora buio, cercando prima Nettuno e Urano con gli strumenti, e terminare con Mercurio e Giove quando il crepuscolo sarà già avanzato. È fondamentale non continuare a utilizzare binocoli o telescopi quando il Sole sta per sorgere, per evitare il rischio di puntarli accidentalmente verso la nostra stella.
L’eclissi totale di Sole sarà parziale dall’Italia
La sera del 12 agosto la Luna passerà davanti al Sole dando origine a un’eclissi totale, la prima osservabile dall’Europa continentale dal 1999. La totalità attraverserà una stretta fascia che partirà dalla Russia artica, attraverserà la Groenlandia e l’Islanda e raggiungerà la Spagna settentrionale, le Isole Baleari e un piccolo settore del Portogallo. Nei punti più favorevoli il Sole verrà completamente oscurato per circa 2 minuti e 18 secondi. L’Italia resterà invece fuori dalla fascia di totalità, sebbene il fenomeno risulterà visibile come un’eclissi parziale. L’evento inizierà tra le 19:27 e le 19:38, a seconda della località. Le condizioni migliori si avranno nel Nord-Ovest e nella Sardegna occidentale, cioè nelle zone italiane più vicine al percorso dell’ombra totale.
A Milano, per esempio, l’eclissi inizierà alle 19:27 e raggiungerà il massimo intorno alle 20:20, con una magnitudine di circa 0,93: ciò significa che la Luna coprirà il 93% circa del diametro apparente del Sole. A Roma il fenomeno inizierà alle 19:32 e raggiungerà il massimo verso le 20:11, mentre a Cagliari comincerà alle 19:37 e avrà il massimo alle 20:20. Procedendo verso sud-est la copertura sarà minore: a Palermo l’eclissi inizierà intorno alle 19:38 e raggiungerà il massimo alle 19:56. La difficoltà principale sarà l’altezza molto ridotta del Sole, ormai prossimo al tramonto. In numerose località italiane il Sole tramonterà mentre l’eclissi sarà ancora in corso, impedendo di vedere la fase finale. Sarà quindi indispensabile scegliere un punto con l’orizzonte occidentale completamente libero e possibilmente privo di foschia. Durante tutta l’eclissi osservata dall’Italia sarà obbligatorio utilizzare occhiali certificati per eclissi solari poiché i normali occhiali da sole non proteggono gli occhi. Binocoli, telescopi e fotocamere richiedono invece filtri solari appositi montati davanti all’obiettivo.
Le Perseidi raggiungono il massimo nella notte tra il 12 e il 13 agosto
Poche ore dopo l’eclissi inizierà il terzo spettacolo della giornata: il picco delle Perseidi, lo sciame meteorico più famoso dell’estate. L’attività è iniziata il 17 luglio e proseguirà fino al 24 agosto, ma il massimo tradizionale è atteso nella notte tra il 12 e il 13. Secondo il calendario dell’International Meteor Organization, il massimo principale è previsto nelle prime ore del 13 agosto, indicativamente tra le 04:00 e le 06:00 italiane, all’interno di una finestra di attività elevata più ampia che comprende tutta la notte. Dalle latitudini italiane il radiante, situato nella costellazione di Perseo, raggiungerà un’altezza utile già intorno alle 22–23 e continuerà a salire fino all’alba.
In condizioni ideali lo sciame viene associato a uno tasso teorico di meteore allo zenith (ZHR) di circa 100 meteore all’ora. Lo ZHR è però un valore teorico calcolato immaginando un cielo perfettamente buio, il radiante allo zenit e una visuale senza ostacoli. Il numero realmente osservabile sarà inevitabilmente inferiore e dipenderà soprattutto dall’inquinamento luminoso, dalla trasparenza dell’atmosfera e dall’altezza del radiante. Le condizioni lunari saranno invece perfette poichè la Luna nuova coincidente con l’eclissi non disturberà minimamente l’osservazione. Le meteore delle Perseidi colpiranno l’atmosfera a circa 59 km/s, oltre 210mila km/h, e possono produrre scie persistenti e bolidi particolarmente luminosi.

Lo sciame nasce dai detriti disseminati lungo l’orbita dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, che impiega circa 133 anni a completare un giro attorno al Sole. Quando la Terra attraversa questa corrente di polveri, i minuscoli frammenti entrano nell’atmosfera e si riscaldano rapidamente, generando le scie luminose che chiamiamo comunemente “stelle cadenti”. Per osservarle non servono strumenti: binocoli e telescopi restringerebbero troppo il campo visivo. È sufficiente raggiungere un luogo buio, lasciare agli occhi almeno venti minuti per adattarsi all’oscurità e osservare un’ampia porzione di cielo.
L’eclissi parziale di Luna del 28 agosto sarà quasi totale
L’ultimo grande appuntamento del mese arriverà nella seconda parte della notte tra il 27 e il 28 agosto, quando la Luna piena attraverserà il cono d’ombra della Terra dando origine a una profondissima eclissi parziale. La fase di penombra inizierà intorno alle 03:23 ora italiana, ma inizialmente l’oscuramento sarà difficile da percepire. La vera fase parziale comincerà alle 04:33, quando il bordo della Luna inizierà a entrare nell’ombra terrestre. Il massimo globale è previsto intorno alle 06:18.
La magnitudine umbrale raggiungerà 0,93, cioè l’ombra terrestre attraverserà circa il 93% del diametro lunare. Considerando invece la superficie del disco, circa il 96% della Luna sarà immerso nell’ombra: mancherà quindi pochissimo alla totalità. La parte oscurata potrebbe assumere una tonalità arancione o rossastra, dovuta alla luce solare filtrata e deviata dall’atmosfera terrestre. Dall’Italia il fenomeno sarà penalizzato dal tramonto della Luna. A Roma, per esempio, il nostro satellite si troverà a circa 19° sopra l’orizzonte sud-occidentale all’inizio della fase parziale, ma sarà ormai vicinissimo all’orizzonte occidentale al momento del massimo e tramonterà intorno alle 06:37. L’uscita dall’ombra, prevista alle 07:51, non sarà quindi osservabile.