
A meno che non viviate su Marte, ormai l’avrete saputo anche voi: il 12 agosto 2026, quindi domani, ci sarà una nuova eclissi solare totale che saluterà l’Europa e sarà visibile dall’Islanda e da alcune zone della Spagna (purtroppo in Italia il fenomeno sarà apprezzabile solo in forma parziale e inizierà tra le 19:27 e le 19:38). Se tra i fortunati che si sono potuti organizzare per andare a vedere il fenomeno in uno di questi posti, sicuramente avrete pensato di scattare qualche foto ricordo e filmare il disco solare.
Dovreste fare attenzione però: così come vi sarete (speriamo) già preoccupati di proteggere adeguatamente i vostri occhi, dovreste fare altrettanto anche per il sensore del vostro smartphone o per quello della vostra macchina fotografica, usando un filtro che soddisfi la norma ISO 12312-2:2015 oppure un filtro ND100000. Senza una protezione adeguata, la luce solare concentrata può bruciare in modo irreparabile i fotodiodi del sensore e, se guardate direttamente il Sole attraverso un mirino ottico non filtrato, può danneggiare anche il vostro occhio. Vediamo quindi come fotografare l'eclissi senza correre rischi, distinguendo bene tra la fase parziale e la fase di totalità, che richiedono accorgimenti un po' diversi.
Perché proteggere il sensore fotografico durante l’eclissi del 12 agosto 2026
Capiamo innanzitutto perché dovreste preoccuparvi di proteggere il sensore fotografico durante l'eclissi solare. Dovete sapere che l’obiettivo della fotocamera concentra i raggi solari sul sensore, cioè la superficie composta da milioni di piccoli elementi fotosensibili, chiamati fotodiodi, che trasformano la luce in informazioni digitali. Se il Sole rimane nell’inquadratura per un periodo di tempo prolungato, la luce solare che passa dall’ottica viene concentrata in un punto circoscritto della superficie del sensore. Questo potrebbe andare a danneggiare in modo permanente i pixel che lo compongono e questo andrebbe a restituire nelle foto che verranno scattate successivamente con la fotocamera macchie e aree scure proprio lì dove si trovano i pixel “bruciati”. Concettualmente il meccanismo ricorda ciò che accade quando con una lente d'ingrandimento facciamo passare i raggi solari tramite essa e, facendoli concentrare in un unico punto di un foglio di carta, questo prende fuoco.
Il rischio aumenta soprattutto quando si utilizzano zoom spinti o teleobiettivi. Questi obiettivi, specialmente quelli più luminosi (con f/stop basso, tipo f/2.8 o f/4), hanno un'area d'entrata per la luce più ampia e raccolgono quindi una quantità di energia solare assoluta molto più elevata, che va poi a concentrarsi su un'area ristretta del sensore. Non utilizzate il mirino ottico quando allineate con il sole fotocamera o telescopio!
Fase parziale vs. fase di totalità: due approcci diversi in Italia e in altri Paesi d’Europa
Come accennato in apertura, in Italia (come nella maggior parte d'Europa del resto, avremo la possibilità di vedere l'eclissi parziale. Il Sole non verrà mai coperto del tutto e in alcune aree del nord Italia l'oscuramento massimo supererà, anche abbondantemente, il 90%. In questo caso il filtro solare va tenuto montato sull'obiettivo per l'intera durata del fenomeno, senza mai toglierlo.
In Islanda e Spagna settentrionale, che rientrano nella fascia di totalità, che passa anche per una piccola porzione della Groenlandia e del nord-est del Portogallo), per un tempo variabile (da un a due minuti circa, in base al punto in cui ci si trova) la Luna coprirà interamente il Sole. Solo durante questi minuti di totalità il filtro va rimosso: questo per riuscire a fotografare adeguatamente la corona solare, le protuberanze e il cosiddetto “anello di diamante”. Appena la totalità finirà e riappare anche solo un piccolo lembo di disco solare, il filtro va rimesso immediatamente sulla lente, altrimenti si rischiano danni sia al sensore sia, se si sta guardando nel mirino ottico, agli occhi.
Piccolo consiglio “bonus” se doveste osservare il fenomeno di totalità dalla Spagna: considerate che la totalità cadrà nel tardo pomeriggio (un'ora prima del tramonto), con il Sole molto basso sull'orizzonte occidentale. Assicuratevi di trovarvi in un punto di osservazione dove ci sia una vista libera verso ovest.
Scattare le foto e filmare in sicurezza con il cellulare: filtri degli occhiali o ND100000
In linea generale ricordatevi che per fotografare l’eclissi in sicurezza, la regola fondamentale da seguire è una e una sola: durante tutte le fasi in cui il disco solare è ancora parzialmente visibile bisogna utilizzare un filtro solare certificato e alla fotografia. Non bastano occhiali da sole posizionati alla meno peggio sulla fotocamera e non basta nemmeno un normale filtro fotografico molto scuro, come il filtro ND (ovvero a densità neutra), per intenderci uno di quelli usati tipicamente per realizzare fotografie di paesaggio in cui si immortala il movimento dell'acqua, delle nuvole o del traffico urbano.
Ciò di cui dovete munirvi è un filtro che abbia lo stesso grado di protezione che andrete a usare per i vostri occhi. Gli occhiali certificati per l’eclissi, quelli che soddisfano la norma ISO 12312-2:2015 possono essere utilizzati come soluzione economica per proteggere il sensore dello smartphone. Potete acquistarne un paio extra, ritagliare la lente e assicurarla all’obiettivo del vostro smartphone, facendo attenzione che questa copra completamente l’ottica e che non rimangano aperture laterali da cui possa filtrare la luce. Meglio ancora se potete utilizzare filtri solari a densità neutra molto elevata, come gli ND100000: ce ne sono sia di adatti all’installazione su smartphone che di adatti per essere posizionati sull’obiettivo delle macchine fotografiche. La prima soluzione è più economica; la seconda è un po' più costosa. In generale, fate attenzione a puntare la fotocamera lontano dal sole quando state montando o rimuovendo il filtro.