
L'innalzamento del livello del mare è uno tra i segnali più preoccupanti del riscaldamento globale, e la vera sfida è capire di quanto aumenterà nei prossimi decenni. Per cercare di rispondere a questa domanda la NASA ha sviluppato il Sea Level Projection Tool, un'applicazione interattiva ad accesso libero che permette a chiunque di esplorare le proiezioni sull'aumento del livello del mare da qui fino al 2150. Ma come funziona esattamente questo strumento?
Come funziona il Sea Level Projection Tool della NASA
La NASA ha realizzato uno strumento capace di convertire un'enorme quantità di calcoli fisici estremamente complessi in un'interfaccia semplice e intuitiva. Gli utenti possono navigare su una mappa interattiva e cliccare su un qualsiasi punto dell'oceano o della costa per visualizzare l'andamento del livello del mare per quella località, in un intervallo temporale che va dal 2020 al 2150.

L'aspetto interessante è che il modello non si limita a fornire un numero finale con la previsione, ma è in grado di scomporre l'innalzamento in singoli processi fisici. Che voglio dire? Cliccando su una specifica area, lo strumento ci dice quali sono i motori del cambiamento per quella zona, ad esempio l'espansione termica dell'acqua, la fusione dei ghiacciai o la circolazione oceanica.
Da dove arrivano i dati della mappa e gli scenari peggiori
Tutte le stime si basano sui dati del Sesto Rapporto di Valutazione (AR6) dell'IPCC – cioè Intergovernmental Panel on Climate Change, un organismo delle Nazioni Unite che si occupa proprio dello studio del clima. In particolare, lo strumento recepisce le analisi scientifiche pubblicate dal Gruppo di Lavoro I il 9 agosto 2021. Le proiezioni del livello del mare vengono calcolate rispetto al periodo base 1995–2014 e variano a seconda dei diversi scenari socioeconomici di emissione o dei livelli di riscaldamento globale.
Lo scenario più virtuoso è lo SSP1-1.9, in cui le emissioni di CO₂ raggiungono lo "zero netto" verso la metà del secolo e il riscaldamento globale viene contenuto a circa 1,5 °C. Al contrario, lo scenario peggiore è l'SSP5-8.5: questo è quello caratterizzato da alte emissioni e forte dipendenza dai combustibili fossili, privo di nuove politiche climatiche. Incrociando l'incertezza sulle emissioni future con la risposta fisica dei ghiacci e degli oceani, il modello individua gli intervalli di aumento del mare considerati più probabili. Prendendo come esempio qualche città italiana nel 2150, il modello prede un aumento di 1 metro per Civitavecchia e Trieste, di 1,05 metri per Palermo e Napoli e addirittura di 1,15 metri per Venezia.

Semplificando l'accesso a questi dati di consenso scientifico, il tool della NASA rappresenta una risorsa fondamentale per pianificatori costieri e responsabili politici, permettendo loro di progettare infrastrutture adeguate e proteggere le comunità costiere dai rischi ambientali dei prossimi secoli.