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20 Agosto 2026
12:30

Come si capisce l’età di un cavallo dai denti e quanto è affidabile la stima

Per stimare l’età di un cavallo si osservano soprattutto i denti. Nei giovani si controlla quando spuntano e si sostituiscono gli incisivi; negli adulti si guarda come cambiano e si consumano. Con il passare degli anni, però, la stima diventa meno precisa e può variare tra le razze.

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Come si capisce l’età di un cavallo dai denti e quanto è affidabile la stima
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La recente morte del cavallo Varenne ha riportato l’attenzione anche sull'età del celebre trottatore: il purosangue aveva 31 anni. Nel suo caso il dato era noto, ma non per tutti i cavalli esistono documenti attendibili. Quando mancano, l’età dei cavalli non viene davvero “calcolata”: viene stimata osservando i denti. Gli incisivi dei cavalli, infatti, spuntano e si sostituiscono secondo una certa sequenza; poi cambiano superficie, inclinazione e segni visibili. Studi su cavalli islandesi, arabi e nigeriani mostrano che il metodo è più preciso nei giovani e che uno stesso indizio può comparire in momenti diversi. Anche le formule ricavate da TAC e misure dentali possono presentare errori di diversi anni. Considerando che i cavalli hanno un'aspettativa di vita media che si aggira tra i 15 e i 30 anni (che varia a seconda di fattori come la razza), l'età è un fattore importante da conoscere: il dato più affidabile resta quello registrato alla nascita.

Gli incisivi sono i denti più semplici da controllare

I particolari cambiamenti a cui vanno incontro i denti dei cavalli li rendono un ottimo strumento per valutarne l'età. Gli incisivi (sei sopra e sei sotto) sono i denti anteriori, i più semplici da controllare: sono due centrali, due intermedi e due cantoni, i più esterni. All’inizio sono decidui, equivalenti ai nostri denti da latte, poi vengono sostituiti dai permanenti.

Nello schema esaminato su cavalli islandesi, i decidui centrali compaiono entro 14 giorni, gli intermedi tra la quarta e la sesta settimana e i cantoni tra 6 e 9 mesi. I permanenti arrivano intorno a 2 anni e mezzo, 3 anni e mezzo e 4 anni e mezzo, nello stesso ordine. Nei giovani, controllare quali siano già comparsi permette una stima piuttosto stretta.

Poi la tempistica di comparsa dei denti lascia spazio all’usura. I denti del cavallo hanno una corona molto lunga, nascosta sotto la gengiva in buona parte, che emerge mano a mano che la porzione esposta viene consumata. Sulla superficie che mastica, la tavola dentaria, si osservano diversi indizi. Uno è la coppa (in termini tecnici infundibolo), una cavità scura che diventa meno profonda fino a scomparire. Nello stesso schema, la coppa si perde negli incisivi inferiori centrali, intermedi e cantoni rispettivamente a 6, 7 e 8 anni; in quelli superiori a 9, 10 e 11 anni. È una sequenza ordinata sulla carta, molto meno negli animali reali.

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Nella foto si può vedere come la coppa degli incisivi centrali e intermedi (frecce nere e rosse) stia scomparendo. Credit: Akinniyi et al. J. Equine Sci. 2026 CC–BY–NC–ND 4.0

Altri segnali sono la stella dentale, una macchia che cambia aspetto e posizione nel tempo, e la forma della superficie. In uno studio su cavalli nigeriani condotto dal dott. Akinniyi e il suo team nel 2026 su 180 cavalli nigeriani di razza Sulebawa e Arewa, è stato osservato che denti con superficie ovale in senso trasversale erano associati a un'età tra i 5 e i 9 anni; una rotonda a 10-14, una triangolare a 15-19 e un ovale orientato da davanti a dietro ad almeno 20 anni.

L’angolo degli incisivi e il solco di Galvayne

Guardando la bocca di lato si può misurare l’angolo formato dagli incisivi superiori e inferiori quando le arcate sono chiuse. Nei giovani il profilo è quasi verticale, invece con l’età l’angolo diventa più acuto. Nel lavoro di Akinniyi, angoli di circa 180° indicavano la classe 5-7 anni, 160-170° quella 10-12; 140-150° quella 15-18 e 90-100° almeno 20 anni. Anche una misura ben eseguita, dunque, restituisce una range di età e non un numero preciso.

Il segno più famoso è forse il solco di Galvayne, una linea verticale che può comparire sul lato esterno dell’incisivo superiore più laterale. Secondo la progressione usata nello stesso esperimento, inizia a vedersi verso i 10 anni, raggiunge metà dente intorno ai 15 e l’intera lunghezza a 20; a 25 comincia a scomparire dall’alto e a 30 può non essere più visibile. Sembra un righello, eppure è molto variabile. In uno studio iraniano su 78 cavalle arabe compariva dopo 11 anni e 10 mesi ed era ancora presente nell’esemplare più anziano, di 24 anni.

Una stima dalla TAC del primo molare

Un altro studio ha scelto un approccio diverso, analizzando le TAC della testa di 735 cavalli di 26 razze. La tomografia computerizzata produce immagini a sezioni e permette di misurare anche la parte nascosta del dente. I ricercatori scelsero il primo molare superiore, M1, misurandone la corona dalle radici alla superficie masticatoria. Gli animali avevano da 1 a 39,8 anni.

Con l’età, la corona diventa più corta, anche se la velocità con cui si accorcia rallenta con il passare del tempo: da 3,97 millimetri fra 1 e 2 anni a 3,78 fra 15 e 16. I ricercatori hanno inserito altezza della corona, sesso e gruppo di razza in un modello per prevedere l’età, costruito su circa metà dei dati e verificato sull’altra metà.

In media il modello sovrastimava di appena 0,1 anni, con risultati migliori sotto i 10 anni. Inoltre, solo poche radiografie davano misure ben correlate con la TAC (anche se in media maggiori di 2.5 mm): troppo poche per costruire una formula radiografica affidabile.

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L'eruzione dei denti decidui e permanenti sembra essere il parametro più affidabile per stimare l'età di un cavallo.

Sei metodi messi alla prova confrontati su 180 cavalli

Per capire quanto siano affidabili questi metodi, sempre lo studio del dott. Akinniyi, ha confrontato i sei metodi di definizione dell'età (eruzione dei permanenti, forma della superficie, scomparsa delle coppe, stelle dentali, angolo e solco di Galvayne), su 180 cavalli nigeriani di età documentata. Li hanno poi sottoposti all’esame di tre veterinari esperti, che lavoravano separatamente e senza conoscere l’età reale degli animali. Il risultato? I diversi indicatori dentali possono essere utili, ma la loro precisione cambia parecchio a seconda dell’età del cavallo e del segnale osservato.

Nei cavalli tra i 3 e i 5 anni, l’eruzione degli incisivi permanenti resta l’indicatore più preciso: in media, la stima differiva dall'età reale del cavallo di appena 0,1 anni. Ma guardando al singolo animale, gli scarti sono più alti, da 1,2 anni in meno a 1,1 in più, con un intervallo complessivo era di 2,3 anni. Comunque il più stretto fra quelli provati.

Tra i cavalli dai 5 ai 30 anni, l’angolo formato dagli incisivi superiori e inferiori è risultato l’indicatore più affidabile. In media, questo metodo sovrastimava l’età di soli 0,05 anni; nel singolo cavallo, però, l’errore poteva andare da 1,6 anni in meno a 1,7 in più. Inoltre non restituiva un’età esatta, ma collocava l’animale in fasce piuttosto ampie.

Gli altri segnali si sono dimostrati ancora più variabili. La forma della superficie di masticazione degli incisivi poteva portare a una differenza tra sottostima e sovrastima di 6,4 anni, mentre per le stelle dentali l’intervallo arrivava a 5,2 anni. Con il solco di Galvayne sfiorava addirittura i dieci anni. Questi segnali possono quindi indicare una tendenza generale, ma sbagliare di diversi anni sul singolo cavallo.

L’esperimento sui cavalli islandesi

Nello studio islandese, i 126 cavalli islandesi, 78 femmine e 48 stalloni, con età variabili, da quelli appena nati a esemplari di 24 anni, sono stati esaminati da un esperto che ha osservato incisivi, coppe e superfici senza conoscere né l’età reale né la classe dell’animale. La sua stima è stata poi confrontata con il passaporto dell'animale.

Nel complesso, la stima è risultata errata nel 36,5% dei cavalli, dunque corretta in quasi due casi su tre. Fino a 2 anni, quando si potevano seguire eruzione e crescita dei decidui, gli errori si attestano intorno al 2,1%. Dai 2 ai 5 anni salgono al 55,8%; tra 5 e 11, usando soprattutto la scomparsa delle coppe, le stime errate raggiungono il 68%. Oltre gli 11 anni, in un gruppo ristretto di soli dieci animali, si arriva al 40%, di errore.

In particolare, tra i 2 e 5 anni l’età veniva soprattutto sottostimata, perché in molti esemplari la sostituzione dei denti decidui era tardiva. Mentre tra i 5 e 11 anni gli errori sono stati prevalentemente di sovrastima, spesso dovuta a coppe scomparse prima del previsto. Negli animali più vecchi, cambiamenti anticipati della forma del dente portano a errori medi di 5 anni in più; cambiamenti tardivi portano le stime a circa 3 anni in meno. Le tabelle generali, concludono gli autori, andrebbero adattate alla razza e ai suoi tempi di maturazione.

Fotografare e misurare i denti

Nello studio sulle 78 cavalle arabe i ricercatori hanno fotografato gli incisivi e misurato con un calibro digitale la corona visibile. Nello studio sono stati anche registrati altri parametri come eruzione, coppe, stelle dentali, macchie dello smalto, forma, uncino dei cantoni e solco di Galvayne.

I ricercatori hanno usato insieme la lunghezza dei tre incisivi inferiori per costruire un’equazione di stima dell’età. Nel campione studiato, queste tre misure spiegano il 78,3% della variabilità dell’età tra le cavalle: in altre parole, la lunghezza degli incisivi è strettamente associata all’età e permette di ricavarne una stima, anche se non perfetta.

Anche l’angolo misurato sulle fotografie diminuiva negli esemplari più vecchi. Sono risultati notevoli, ma ottenuti soltanto su femmine di una specifica popolazione araba: non costituiscono una formula universale. Infatti, gli stessi autori sottolineano che razza e differenze individuali possono influenzare la dentizione e quindi la stima dell’età.

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