
Il progetto Case a 1 € è l'iniziativa di rigenerazione urbana in contrasto allo spopolamento dei piccoli borghi. Nasce in Italia nel 2008, traendo esempio dalle strategie pionieristiche del Comune di Salemi, in Sicilia, primo sperimentatore ufficiale del progetto. Oggi questo modello di sviluppo territoriale è replicato in decine di piccoli borghi, da nord a sud, con un duplice obiettivo: salvare dal crollo immobili fatiscenti e ridare vita a comunità locali a rischio scomparsa. Il primo passo per chi vuole comprare una casa a 1 euro è individuare un Comune aderente al progetto e contattare direttamente l'amministrazione comunale di riferimento, che gestisce i bandi e fornisce tutte le informazioni sugli immobili disponibili. Dietro il prezzo simbolico di un caffè, tuttavia, si nasconde un preciso iter burocratico e un pacchetto di doveri stringenti per l'acquirente. Scopriamo come funziona davvero.
Come funziona il Progetto Case a 1€
Il progetto di investimento si sviluppa attraverso il coinvolgimento di tre attori. Vi sono i vecchi proprietari, spesso eredi residenti altrove e intestatari di immobili ormai fatiscenti: tra tasse di mantenimento e rischio di crolli dovuti alla vetustà, possedere un immobile di questo tipo può rappresentare più un onere che un vantaggio, motivo per cui viene ceduto gratuitamente al Comune. Quest’ultimo raccoglie le disponibilità, redige un bando pubblico, valuta la documentazione tecnica necessaria e promuove gli immobili sul mercato. Infine, gli acquirenti, siano essi privati cittadini o società, partecipano al bando impegnandosi a ristrutturare l'immobile.
Il Comune quindi non è il proprietario degli immobili, ma agisce come intermediario e garante dell'operazione all'interno della macchina messa in moto. Se per una stessa casa si registrano più richieste, il Comune stila una graduatoria di merito. Non vince chi offre di più (infatti, in alcuni borghi la cifra simbolica di 1 € rappresenta una base d'asta al rialzo), ma chi presenta il progetto migliore secondo i seguenti criteri.
- Destinazione d'uso: priorità a chi stabilisce la residenza o crea attività commerciali/turistiche (B&B, botteghe).
- Sostenibilità: ampio respiro ai progetti che prevedono bioedilizia ed efficientamento energetico.
- Economia locale: impegno a utilizzare ditte e artigiani del territorio, criterio fortemente premiante.
- Tempistiche: promessa di terminare i lavori in tempi più brevi rispetto ai limiti del bando. Anche questo aspetto offre un punteggio aggiuntivo, seppur con un impatto minore rispetto a quanto descritto in precedenza.
Dove trovare case a 1 euro
Ad oggi sono oltre 70 i Comuni italiani che hanno attivato progetti di vendita di immobili a prezzo simbolico, distribuiti in 14 regioni con una forte concentrazione nel Mezzogiorno. L'elenco è in continuo aggiornamento: alcuni bandi potrebbero essersi già conclusi, altri vengono pubblicati periodicamente sui siti istituzionali dei singoli Comuni. Per verificare la disponibilità effettiva degli immobili e lo stato dei bandi è sempre consigliabile contattare direttamente il Comune di interesse.
Ecco la lista dei principali Comuni aderenti, suddivisi per regione:
- Valle d'Aosta: Oyace
- Piemonte: Albugnano, Borgomezzavalle, Carrega Ligure, Rive
- Lombardia: Milano (in specifici quartieri periferici)
- Veneto: Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti (Vicenza)
- Liguria: Pignone, Triora
- Emilia-Romagna: Casteldelci, Farini
- Toscana: Fabbriche di Vergemoli, Montieri
- Marche: Cantiano, Monte Urbano
- Lazio: Maenza, Patrica, Santi Cosma e Damiano, Graffignano
- Abruzzo: Canistro, Casoli, Lecce nei Marsi, Penne, Pratola Peligna, Santo Stefano di Sessanio
- Molise: Castropignano, Petrella Tifernina, Sant'Elia a Pianisi
- Campania: Altavilla Silentina, Bisaccia, Guardia Sanframondi, Pietramelara, Teora, Torre Annunziata, Zungoli
- Puglia: Biccari, Candela, Caprarica di Lecce, Taranto
- Basilicata: Acerenza, Chiaromonte, Laurenzana, Ripacandida
- Calabria: Albidona, Belcastro, Bisignano, Cinquefrondi, Gasperina, Maida, Platania, Rose
- Sardegna: Bonnanaro, Montresta, Nulvi, Ollolai, Romana, Sedini
- Sicilia: Augusta, Bivona, Butera, Calanna, Calatafimi Segesta, Caltagirone, Cammarata, Canicattì, Castel di Lucio, Castiglione di Sicilia, Corleone, Delia, Gangi, Grotte, Itala, Leonforte, Mussomeli, Palma di Montechiaro, Petralia Soprana, Pettineo, Piazza Armerina, Racalmuto, Regalbuto, Salemi, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Cataldo, San Piero Patti, Saponara, Serradifalco, Termini Imerese, Troina, Valguarnera Caropepe
Per avere informazioni aggiornate è possibile consultare il sito casea1euro.it o contattare direttamente il Comune di riferimento.
I costi nascosti e i vincoli burocratici
Comprare a 1€ non significa che l'operazione sia pressoché gratuita. Chi si aggiudica l'immobile firma un contratto con il Comune vincolato a tempistiche rigide e impegni precisi.
- Fideiussione bancaria: è necessario stipulare una polizza fideiussoria a favore del Comune, in genere tra i 2.000 € e i 5.000 €. La cifra è garanzia per il Comune dell'effettiva esecuzione delle opere: viene restituita al termine della ristrutturazione.
- Tempi di progettazione: entro un predeterminato tempo dall'acquisto va depositato il progetto di ristrutturazione dell'immobile. A seconda dello stato in cui questo versa, l'iter burocratico cambia: i casi standard possono essere gestiti tramite SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), mentre le situazioni più complesse richiedono un vero e proprio PDC (Permesso di Costruire). Dalla SCIA verso il PDC l'impegno burocratico si complica in maniera sostanziale, e con esso anche i requisiti minimi di progetto da rispettare per l'approvazione.
- Tempi di esecuzione: i lavori devono concludersi tassativamente quasi sempre entro 3 anni dal via libera, una sfida non da poco se si considerano i casi in cui si combatte contro importanti livelli di fatiscenza del manufatto in partenza.
- Spese accessorie: queste sono interamente a carico di chi compra. Stiamo parlando dei costi notarili, volture, imposte varie e le eventuali tasse di successione o sanatorie presenti. Oneri che, da soli, possono tranquillamente superare le migliaia di euro.
Vantaggi e rischi
Se da un lato l'investimento azzera il costo d'acquisto dell'immobile e permette spesso di accedere ai bonus edilizi vigenti, dall'altro l'impatto economico della ristrutturazione è significativo e va ponderato in maniera analitica, magari grazie all'aiuto di un professionista. A causa del costo attuale di materiali e manodopera, gli interventi di ristrutturazione hanno prezzi specifici importanti. Si parte da circa 800 – 1.000 €/m² per ristrutturazioni parziali o di poco impatto strutturale-impiantistico; mentre si possono superare i 2.000 – 2.500 €/m² nei casi di grave compromissione strutturale e fatiscenza estesa.
Queste spese, per una casa di medie dimensioni, delineano un investimento complessivo nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro, avvicinandosi in molti casi al costo di una nuova costruzione. Il progetto "Case a 1 €" non è quindi un regalo, bensì un patto sociale: il Comune cede un bene a valore zero in cambio di un investimento economico e umano sul territorio. Per l’acquirente si tratta invece di un’interessante opportunità, sia per avviare un nuovo percorso di vita sia per valorizzare un patrimonio immobiliare, a patto di disporre della liquidità necessaria per la ristrutturazione e della pazienza per affrontare dall’iter burocratico che si troverà davanti.