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16 Luglio 2026
7:00

Cosa significa SPF 50 o 30: il fattore di protezione solare indica i raggi UVB che attraversano la crema

L'SPF (Fattore di Protezione Solare) delle creme solari indica la percentuale di raggi UVB che riesce a passare attraverso la protezione. Una crema solare con SPF 6 lascerà passare il 16,6% periodico dei raggi ultravioletti di tipo B. Con l'SPF 50 passano solo il 2% circa. Non esiste però una protezione pari al 100%: ecco perché è importante riapplicare spesso la crema.

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Cosa significa SPF 50 o 30: il fattore di protezione solare indica i raggi UVB che attraversano la crema
spf creme solari
Generata con AI a scopo illustrativo.

Vi siete mai spalmati la crema solare pensando “con l'SPF 50 posso stare al sole 50 minuti in sicurezza”? Se sì, siete in ottima compagnia: è uno dei fraintendimenti più diffusi dell'estate. In realtà, l'indice stampato sui flaconi non ha nulla a che fare con i minuti di esposizione, ma rappresenta una precisa frazione matematica: indica esattamente quanta radiazione ultravioletta (UVB) riesce a superare lo scudo protettivo applicato sulla pelle. Un SPF 50 (acronimo di Fattore di Protezione Solare o Sun Protection Factor), ad esempio, fa passare un cinquantesimo (1/50) dei raggi, bloccandone  quindi 48/50, ovvero il 98%. Mentre con un SPF 30 passa il 3,3%, un trentesimo dei raggi UVB. Poiché il calcolo dell'SPF si basa su frazioni, nessuna crema potrà mai schermare il 100% dei raggi solari. Questa barriera, come spiega AIRC, è resa possibile dall'azione di filtri inorganici e organici, che assorbono e riflettono la radiazione.

Cosa indicano i numeri dell'SPF e la differenza tra 50, 30 e 15: la tabella

Nel caso dell'SPF 6, solo un sesto dei raggi UVB passa. Per convertirlo in percentuale, basta fare un semplice calcolo: 1 diviso 6 per 100, che fa 16,6 periodico. Quindi, con un SPF 6, passa il 16,6% periodico dei raggi UVB, il che significa una protezione bassa. Come visibile nella tabella qui sotto, lo stesso ragionamento vale per l'SPF 15: passa un quindicesimo dei raggi, cioè il 6,6% periodico dei raggi UVB, il che indica una protezione media.

Con l'SPF 30, passa un trentesimo dei raggi UVB, ovvero il 3,3%, garantendo così una protezione alta. E con l'SPF 50? Passa solo un cinquantesimo, cioè il 2%, offrendo una protezione molto alta.

Ma attenzione: anche con una piccola percentuale di raggi UVB che passa, la nostra pelle può produrre vitamina D! Infatti, quando i raggi UVB colpiscono la superficie della pelle, il 7-deidrocolesterolo viene convertito in questa preziosa vitamina.

E l'SPF 50+? Indica una protezione maggiore o uguale a 60, che potrebbe essere 60, 70, 80, 90 o addirittura 100. Ma anche con SPF 100, passa comunque l'1% dei raggi.

Quindi, ricordate: non esiste una protezione al 100%! L'importante è applicare una crema ad alta o molto alta protezione, riapplicandola più volte durante il giorno, soprattutto dopo il bagno o dopo aver sudato.

Come funzionano i filtri solari nelle creme

Alla base di tutto ci sono i filtri solari, ingredienti attivi in grado di assorbire, riflettere o disperdere i raggi UV prima che danneggino le cellule della pelle. Si dividono in due grandi famiglie, come riporta AIRC:

  • i cosiddetti filtri "fisici" (più corretto: inorganici), come il biossido di titanio (TiO) e l'ossido di zinco (ZnO), che agiscono soprattutto riflettendo e disperdendo la radiazione;
  • i cosiddetti filtri "chimici" (più corretto: organici), come ossibenzone, octocrylene e butil-metossidibenzoilmetano, che assorbono l'energia UV e la rilasciano sotto forma di calore o di radiazione a lunghezza d'onda maggiore, quindi meno dannosa.

A cambiare è il meccanismo con cui bloccano i raggi, non la loro natura. Molte creme moderne combinano entrambe le tipologie, sfruttandone l'azione sinergica. In Europa, l'uso di questi filtri nei cosmetici è regolamentato: la Commissione europea ne ha approvati 45, il cui elenco aggiornato è consultabile sul sito dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).

Per legge, ogni prodotto solare deve riportare in etichetta tre informazioni: il valore di SPF, il logo UVA racchiuso in un cerchio e l'eventuale resistenza all'acqua, espressa in minuti di efficacia garantita anche sudando o facendo il bagno.

Sono un appassionato del mondo microscopico, a partire dalle molecole fino agli artropodi. La laurea magistrale in chimica mi ha permesso di avere gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento del mondo, ma soprattutto ha saziato la mia fame di risposte. Curioso, creativo e con idee folli: date una videocamera, un drone o una chitarra al DeNa e lo renderete felice.
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