
L'Odissea di Christopher Nolan, ancora prima di uscire nelle sale il 16 luglio 2026, si è guadagnato il primato di primo film girato interamente in IMAX analogico. Si tratta di una tecnologia incredibile che permette di avere una resa visiva irraggiungibile, nonostante comporti limiti tecnici molto stringenti.
L'IMAX si differenzia dal cinema tradizionale perché non usa la classica pellicola da 35mm che scorre in verticale, ma un nastro da 65mm che scorre in orizzontale: il fotogramma diventa enorme (15 perforazioni), con una risoluzione stimata tra i 12K e i 18K (contro il 2K/4K dei proiettori digitali moderni).
Tra l'altro, per girare con audio in presa diretta e azzerare il rumore dell'apparecchiatura, Nolan ha fatto costruire un pesantissimo “blimp” insonorizzato per la cinepresa, così ingombrante da impedire l'inquadratura corretta degli sguardi tra gli attori. La soluzione è stata un sistema di specchi, che permetteva agli attori di guardarsi riflessi mentre l'obiettivo restava nascosto di lato.
Cos'è l’IMAX e come si utilizza una pellicola da 65 mm in fase di ripresa
Partiamo dalle basi. IMAX sta per "Image Maximum", cioè "Immagine Massima". L’obiettivo è chiaro già dal nome: spingere al limite massimo la qualità visiva. Per capire in cosa consiste questa immagine massima dobbiamo fare un paragone con i film tradizionali che siamo abituati a vedere al cinema. Questi, storicamente, sono girati in pellicola da 35 millimetri. Questo nastro scorre all'interno della macchina da presa in senso verticale, e ogni fotogramma occupa lo spazio di circa 4 perforazioni (quei buchini ai lati della pellicola), offrendo una larghezza utile di circa 24,9 millimetri.
L'IMAX, invece, utilizza una pellicola da 65 millimetri in fase di ripresa. Ma ecco il vero colpo di genio degli ingegneri IMAX: invece di far scorrere la pellicola in verticale, l'hanno fatta scorrere in orizzontale!

Scorrendo orizzontalmente, il fotogramma non è limitato dalla larghezza della pellicola. Ogni singolo fotogramma IMAX è lungo ben 15 perforazioni. Questo formato mastodontico, noto come 15/70, è circa 10 volte più grande rispetto a un fotogramma standard da 35 millimetri. E nella pratica, cosa cambia? Prima di tutto, la risoluzione.
Se provassimo a tradurre la qualità di una pellicola IMAX in pixel digitali, parleremmo di una risoluzione sbalorditiva stimata tra i 12K e i 18K. Questo significa che l'immagine ha una nitidezza incredibile, texture ricchissime e una grana cinematografica quasi invisibile, offrendo un'estetica e una resa dei colori che nessun sensore digitale odierno riesce a eguagliare allo stesso modo.
In secondo luogo, c'è una questione di ottica e profondità di campo. Avere una pellicola così grande cambia il campo visivo, permettendo di ottenere una profondità di campo molto più ridotta. Quindi ci sono inquadrature ampie ma con uno sfondo sfocato, e questo permette di isolare i personaggi e conferire al film un look epico e tridimensionale.
Poi c'è il formato dell'inquadratura. L'IMAX nativo ha un rapporto di 1.43:1, che è molto più alto e "quadrato" rispetto ai tipici schermi panoramici, che sono invece molto larghi e bassi. Questo formato regala allo spettatore fino al 26% di immagine in più sopra e sotto.
E i proiettori? Sono macchine mostruose tanto quanto le cineprese. Un proiettore IMAX analogico pesa più di 2 tonnellate, l'equivalente di una piccola automobile! Usa lampade allo xenon raffreddate ad acqua da ben 15.000 watt e c’è addirittura un sistema a vuoto che risucchia la pellicola contro un pannello di vetro per tenerla in asse con la lente. Quando la pellicola viene proiettata su schermi alti fino 30 metri (quindi più o meno come un palazzo di 8 piani), l'immagine riempie totalmente il tuo campo visivo periferico.
La cosa incredibile è che fino ad oggi i registi che usavano l’IMAX – incluso lo stesso Nolan – non lo facevano per tutto il film, ma solo per alcune sequenze specifiche. Per dire, del film Tenet, circa la metà è stata girata con questa tecnica. Ma con l’Odissea cambia, perché qui è tutto girato in IMAX, dalla prima all’ultima scena.
Limiti e problemi di IMAX: l'attrezzatura pesa oltre 100 kg
Il primo problema è il peso dell’attrezzatura, visto che una camera IMAX pesa più di 100 kg! Per spostarla servono supporti speciali e per montarla e smontarla occorrono più persone alla volta. Vi lascio immaginare quanto può essere difficile fare un'inquadratura dinamica con un bestione del genere.
Il secondo limite di questa tecnologia è la durata. A causa delle dimensioni gigantesche del nastro che scorre al suo interno, la cinepresa IMAX può contenere solo circa 300 metri di pellicola alla volta. Sapete a quanti minuti di registrazione corrispondono? Tra i due minuti e mezzo e i tre minuti massimi. Immaginate la pressione per gli attori, che devono essere perfetti sapendo che ogni errore costa carissimo, dato che la pellicola arriva a costare fino a 2.000 dollari per ogni minuto girato!
Il terzo problema dell’IMAX, forse quello più importante, è il rumore assordante. Il motivo dietro a questo frastuono è puramente meccanico e fisico. La macchina deve trascinare una quantità enorme di pellicola a una velocità impressionante (cioè 24 fotogrammi al secondo) attraverso gli ingranaggi interni. Con un rumore del genere, registrare l'audio in presa diretta – quindi la voce degli attori mentre recitano – è sostanzialmente impossibile, e costringe di solito le produzioni a ridoppiare tutti i dialoghi in post-produzione. Nolan, però, non è un super fan del ridoppiaggio. Lui voleva per la sua Odissea l'audio originale, anche con l’IMAX. E come ha fatto?
Ha lavorato gomito a gomito con gli ingegneri della IMAX per creare una soluzione ingegnosa: un "blimp", ovvero un alloggiamento speciale insonorizzato e rivestito in piombo per la cinepresa. Matt Damon ha descritto questo guscio protettivo come una cosa delle "dimensioni di una bara" che, una volta montata, portava il peso totale a oltre 136 chili. Pesava talmente tanto che per sostenerla hanno dovuto costruire sui carrelli delle speciali piastre d'acciaio.
Ma inserire la telecamera in questa gigantesca "bara" ha creato un nuovo problema: il blimp era così largo che, nelle scene di dialogo tra due attori, impediva di posizionare la lente della cinepresa nel punto giusto per catturare la corretta linea dello sguardo. La soluzione? Un ingegnoso sistema di specchi! Gli attori si posizionavano di fianco all'ingombrante cinepresa e guardavano in uno specchio, che a sua volta rifletteva la loro immagine dritto nell'obiettivo della macchina, salvando così l'intimità dell'inquadratura.
Prendiamoci un momento. Abbiamo visto cos’è questa tecnologia IMAX, come funziona, e quali sono i grandi limiti tecnici che i registi devono affrontare quando scelgono di utilizzarla. Ma una volta che il film è stato girato, cosa succede?
Il montaggio in IMAX con una colla speciale
In un mondo dominato dal digitale, dove i registi tagliano i film cliccando col mouse su un computer, come si monta un colosso in IMAX analogico? Beh, alla vecchia maniera. Si prendono due pezzi di pellicola IMAX da 70 millimetri, si usa un piccolo vasetto di colla speciale per applicare con precisione chirurgica l'adesivo sul bordo del negativo tagliato, e si uniscono fisicamente le due strisce.
Immaginate la responsabilità nel maneggiare con forbici e colla un negativo da milioni di dollari. Ma il risultato è una giuntura impeccabile, perfetta, tanto da non sembrare nemmeno tagliata. Si tratta di una follia, se consideriamo che il film dura quasi tre ore. Ma quando compro un biglietto con scritto IMAX, esattamente, cosa sto andando a vedere?
Dove proiettano film in IMAX in Italia
Esiste infatti una bella differenza tra "l'IMAX vero" (o IMAX classico) e "l'IMAX digitale". L'IMAX classico è quello visto finora, quello che utilizza giganteschi proiettori da 2 tonnellate e la mastodontica pellicola da 70 millimetri a 15 perforazioni di cui abbiamo parlato. Questo formato ci regala una risoluzione visiva sbalorditiva e viene proiettato nel suo formato nativo di 1.43:1. È un'immagine molto alta, quasi quadrata, che copre l'intero muro davanti a voi riempiendo totalmente la vostra visione periferica.
Tuttavia, nel 2008, l'azienda IMAX ha voluto espandere il proprio marchio nei normali cinema multisala. Per farlo, era impossibile installare ovunque quei proiettori analogici immensi e costosi, così hanno creato i proiettori digitali IMAX. Questa tecnologia digitale ha permesso di portare l'IMAX in tutto il mondo, ma ha dei grossi limiti tecnici rispetto alla pellicola. Prima di tutto la risoluzione è nettamente inferiore (parliamo di 2K o 4K contro 12K/18K). In secondo luogo, queste proporzioni costringono a un "taglio" dell'immagine: non è più 1,43:1 ma scende a 1.90:1. Questo significa che l'immagine diventa più schiacciata in orizzontale, e tutta la porzione di immagine superiore e inferiore registrata nativamente dal regista viene letteralmente tagliata via!
In Italia ci sono sale IMAX, ma rientrano tutte nella categoria dell'IMAX digitale. Questo significa che se volete vivere l'esperienza "purista" e analogica al 100% voluta da registi come Christopher Nolan, purtroppo dovrete prendere un aereo e andare in città come Londra o Praga.
Ma non disperatevi! Andare in una sala IMAX digitale in Italia rimane comunque un'esperienza visiva e sonora nettamente di altissima qualità. Insomma, che sia in pellicola o in digitale, la missione di queste tecnologie è sempre la stessa: farci sognare a occhi aperti davanti allo schermo più grande e immersivo possibile.