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12 Ottobre 2023
12:48

Cos’è Hamas, storia e obiettivi dell’organizzazione islamista dietro l’attacco a Israele

Il recente attacco lanciato da Hamas contro Israele ha fatto emergere le capacità militari dell'organizzazione. Ma cos’è di preciso Hamas e perché ha successo tra il popolo palestinese?

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Cos’è Hamas, storia e obiettivi dell’organizzazione islamista dietro l’attacco a Israele
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Hamas è l'organizzazione arabo-palestinese che il 7 ottobre 2023 ha attaccato Israele principalmente per evitare la normalizzazione dei rapporti politico-economici tra Israele e Arabia Saudita.

Fondanta a Gaza nel 1987, da allora conduce una lotta senza quartiere contro Israele, compiendo numerosi lanci di razzi e attentati (motivo per il quale è considerata terroristica da molti Paesi dell'Occidente). Tra il 2000 e il 2005 è stata tra i protagonisti della seconda Intifada e nel 2007, dopo aver vinto le elezioni palestinesi e conflitti cruenti con altri partiti arabo-palestinesi, ha preso il controllo della Striscia di Gaza.

Negli anni seguenti si è ripetutamente scontrata con Israele. Nel 2017 ha ufficialmente dichiarato di accettare la fondazione di uno Stato palestinese solo sul territorio di Gaza e della Cisgiordania (il che rappresenta un riconoscimento implicito di Israele), ma la guerra non è terminata: l'operazione “Alluvione al-Aqsa” del 7 ottobre 2023 ha dimostrato che il conflitto israelo-palestinese non accenna a placarsi e che Hamas è uno dei nemici più agguerriti dello Stato ebraico.

Poiché la questione israelo-palestinese è così delicata e complessa, questo approfondimento va visto nell'insieme dei contenuti che abbiamo proposto nei giorni scorsi e continueremo a proporre in futuro, in modo da avere una visione quanto più completa e oggettiva di quanto sta accadendo.

Cos’è Hamas

La parola Hamas è l’acronimo di Ḥarakat al-Muqāwama al-Islāmiyya, cioè Movimento di resistenza islamica. In estrema sintesi, è un’organizzazione che si propone di imporre i principi dell’Islam e di battersi per la libertà della Palestina. Per tale ragione dispone di un braccio armato, le Brigate “Ezzedin al-Qassam”, così chiamate in onore di un combattente palestinese degli anni ’30.

Il logo di Hamas
Il logo di Hamas.

Hamas è considerata un’organizzazione terroristica dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti, da Israele e da altri Paesi. Il movimento conduce infatti una lotta senza esclusione di colpi contro lo Stato ebraico, ma nel corso degli anni le sue posizioni politiche si sono evolute. In origine dichiarava di volere il ristabilimento della sovranità arabo-islamica su tutto il territorio della Palestina storica (Gaza, Cisgiordania e Israele), ma negli anni 2010 i suoi leader hanno dichiarato in più occasioni di accettare uno Stato Palestinese composto solo dalla Cisgiordania e dalla Striscia di Gaza, senza però riconoscere ufficialmente Israele.

Perché Hamas e la Palestina non sono la stessa cosa

Mentre Hamas è un movimento politico, che controlla la striscia di Gaza, la Palestina è un concetto geografico (in questo senso include Gaza, Cisgiordania e Israele) nonché uno Stato (riconosciuto come tale dall'ONU) che comprende la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, ma ne non controlla completamente il territorio per via della presenza israeliana. Inoltre, sebbene l'organizzazione goda di consenso popolare nella Striscia di Gaza e, in misura minore, anche in Cisgiordania, non tutto il popolo palestinese si identifica con Hamas.

Le origini dell'organizzazione

Le origini di Hamas risalgono al 1967. Dopo la Guerra dei sei giorni e l’occupazione israeliana della Striscia di Gaza, nell’area si diffuse il movimento dei Fratelli Musulmani, l’organizzazione islamista nata in Egitto negli anni ’20. Uno dei leader era lo sceicco Ahmed Yassin, che negli anni ’70 fondò a Gaza la Mujama al-Islamiya (Centro islamico), un’organizzazione di assistenza sociale, come branca palestinese di Fratelli musulmani. Nei primi anni il Centro non si occupò di politica, al punto che era regolarmente registrato come organizzazione caritatevole nello Stato di Israele, ma negli anni ’80 la situazione cambiò. In Palestina scoppiò la prima Intifada, cioè una vasta rivolta contro l’occupazione israeliana, e il Centro islamico decise di partecipare alla lotta. A tale scopo Yassin e altri dirigenti costituirono Hamas, che doveva essere una sorta di ramo militare dei Fratelli Musulmani. La fondazione del movimento, pertanto, rientra nella crescita dell’islamismo politico che si verificò negli anni ’80 e ‘90 in diversi Paesi mediorientali.

Ahmed Yassin
Ahmed Yassin.

In Palestina la scena politica era dominata da Fatah, il partito guidato da Yasser Arafat, che seguiva una linea politica nazionalista e laica. Fatah controllava l’Organizzazione per la liberazione della Palestina e negli anni ’90 intraprese un processo di pace con Israele. Hamas non approvava questa linea.

Hamas durante il processo di pace

Hamas iniziò ad attaccare obiettivi militari israeliani nel 1989, ma nei primi anni indirizzò le sue azioni soprattutto contro i palestinesi accusati di collaborare con lo Stato ebraico. Dal 1994, in seguito a una strage di palestinesi compiuta da un estremista israeliano, l’organizzazione iniziò a prendere di mira anche i civili di Israele, facendo spesso ricorso agli attentatori suicidi e compiendo in alcuni casi vere e proprie stragi. Hamas, però, si occupava anche di assistenza sociale, istituendo mense, ospedali e servizi per i palestinesi poveri.

La seconda Intifada e le elezioni del 2006

Nel 2000 ebbe inizio la seconda Intifada, durata fino al 2005, e Hamas ne fu uno dei protagonisti, compiendo azioni di tipo militare e attentati suicidi. Il più grave fu il massacro di Pasqua, compiuto presso un hotel della città di Netanya nel 2002, che provocò 30 morti. Nel 2004 Yassin fu ucciso da un attacco mirato da parte di Israele. Alla guida del movimento ascesero i suoi collaboratori, tra i quali  Khaled Meshal e Ismail Hanyeh. Quest'ultimo è ancora oggi li capo politico di Hamas.

Ismail Hanyeh
Ismail Hanyeh.

Gradualmente Hamas cambiò la sua strategia politica e nel 2006 partecipò per la prima volta alle elezioni politiche dell’Autorità nazionale palestinese (ANP). Sorprendentemente, il movimento risultò vincitore, ottenendo 74 seggi al Consiglio legislativo, contro i 45 di Fatah. Il successo era dovuto alla sfiducia della popolazione verso l’ANP, all’attivismo in ambito sociale e al modo in cui Hamas conduceva la lotta contro Israele.

Elezioni palestinesi del 2006. Verde, maggioranza di Hamas; Giallo, maggioranza di Fatah
Elezioni palestinesi del 2006. Verde: maggioranza di Hamas. Giallo: maggioranza di Fatah.

Dopo la vittoria elettorale iniziò un periodo molto convulso e nel 2007 scoppiò una sorta di guerra civile tra Hamas e Fatah, in seguito alla quale il movimento islamista prese il potere nella Striscia di Gaza (dalla quale Israele si era ritirato), mentre Fatah, attraverso l’Anp, conservò il controllo della Cisgiordania (ancora occupata in larga parte da Israele).

Il controllo della Striscia di Gaza

Quando Hamas prese il potere, Israele impose il blocco navale alla Striscia, che da allora è diventata una sorta di grande prigione, con una elevatissima densità di popolazione e condizioni economico-sociali sempre più drammatiche.

Campo profughi di Shati (credit Mujaddara)
Campo profughi di Shati. Credits: Mujaddara.

Dal 2008 Hamas e Israele si sono scontrati numerose volte, intervallando le battaglie con periodi di tregua. Rispetto agli anni dell’Intifada, il movimento ha cambiato tattica: non organizza più attentati suicidi ma preferisce lanciare razzi contro il territorio israeliano. La risposta dello Stato ebraico è in genere costituita da bombardamenti aerei sulla Striscia e, in alcune occasioni, dall'invasione via terra.

Perché Hamas ha tanto successo?

Hamas gode del consenso di una componente significativa della popolazione palestinese, sia in Cisgiordania sia a Gaza. Da un sondaggio del settembre 2023, risulta che, se ci fossero le elezioni, Hamas sarebbe ancora il partito più votato a Gaza e il secondo in Cisgiordania.

Il movimento, inoltre, non ha difficoltà a trovare miliziani disposti a rischiare la vita nella lotta contro Israele. Tale disponibilità è resa possibile dalle condizioni della Palestina e, in particolare, della Striscia di Gaza, nella quale centinaia di migliaia di giovani vivono ammassati in campi profughi e città sovraffollate, senza alcuna prospettiva per il futuro e in condizioni economico-sociali disastrose. Gran parte della popolazione considera Israele responsabile della situazione e molti cittadini preferiscono combattere fino alla morte piuttosto che accettare le condizioni nelle quali vivono.

Non manca, d'altro canto, una parte di popolazione arabo-palestinese ostile ad Hamas e che non ne approva la missione e i metodi. Tuttavia nella Striscia di Gaza al momento non c'è modo di evitarne il controllo.

Fonti principali
Carla Masciovecchio, Hamas: da movimento politico-religioso a referente istituzionale della causa nazionale palestinese, Palestinian Center for POLICY and SURVEY RESEARCH
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