
Esiste nel Mar Mediterraneo una lumaca vampiro che di notte si avvicina silenziosamente ai pesci che dormono sul fondale e si nutre del loro sangue tramite una proboscide lunga dieci volte la propria conchiglia. Cumia intertexta è un gasteropode di appena 2 centimetri che vive nelle acque costiere meridionali ed è l'unico rappresentante europeo di un gruppo di molluschi ematofagi (cioè che si cibano di sangue) distribuiti in tutto il mondo.
Un team di ricercatori dell'Università Sapienza di Roma, della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell'Università del Salento ha candidato la lumaca al concorso mondiale Mollusc of the Year 2026, promosso dal Senckenberg Research Institute di Francoforte insieme all'Unitas Malacologica, la società mondiale degli studiosi di molluschi. La Cumia intertexta è tra i cinque finalisti che si contenderanno il sequenziamento completo del DNA della specie.
Una piccola conchiglia con una lunga proboscide
Cumia intertexta è un gasteropode che appartiene alla famiglia Colubrariidae. Hanno una conchiglia fusiforme, con una superficie reticolata da cui deriva il nome intertexta ("intrecciata") e raggiunge al massimo i 2 centimetri di lunghezza.

Come riporta la Sapienza, la straordinarietà di questo animale marino è la proboscide flessibile lunga circa dieci volte la propria conchiglia, armata all'estremità di una radula – la "lingua" raschiante tipica dei molluschi dotata di minuscoli denticoli taglienti. È questo strumento a renderla un predatore notturno specializzato.
A caccia di sangue di notte: come funziona la proboscide
Al calare del buio, la Cumia intertexta si mette in movimento verso i pesci che riposano sul fondale e si avvicina con cautela. Quando è abbastanza vicina, estende la lunga proboscide, si aggancia alla pelle della preda con i denticoli della radula e pratica una piccola lacerazione superficiale attraverso cui comincia ad aspirare il sangue.

Durante l'intero processo secerne un cocktail biochimico che comprende alcune molecole che hanno azione citolitica, cioè rompono le membrane cellulari e facilitano l'accesso ai vasi sanguigni superficiali, altre sono enzimi che aumentano la pressione del pesce, accelerando il flusso di sangue. Altre ancora sono neurotossine che sedano il pesce, impedendogli di svegliarsi e reagire. Infine, una serie di peptidi anticoagulanti e antiaggreganti mantengono il sangue fluido durante tutto il pasto, impedendo che si coaguli nel sito della lesione. Quando la lumaca vampiro è sazia, abbandona l'intorpidita ma sana preda.
Tutte queste molecole bioattive hanno potenziali applicazioni biotecnologiche in ambito medico e farmaceutico. L'interesse dei ricercatori si concentra in particolare sulla venomica, la disciplina che studia i sistemi veleniferi degli animali. Sequenziare il genoma di questa specie fornirebbe la prima mappa genetica per capire come questa strategia alimentare così insolita si sia evoluta e come vengano prodotte tutte le molecole coinvolte.
L'unica lumaca vampiro del Mediterraneo
Come precisano sia l'Unitas Malacologica che la Società Italiana di Malacologia, Cumia intertexta è l'unico rappresentante mediterraneo della famiglia Colubrariidae. Specie affini con la stessa strategia ematofaga esistono in altri oceani tropicali e subtropicali, ma nel Mediterraneo questo ruolo ecologico è occupato esclusivamente da lei. Vive nascosta tra le rocce delle acque costiere poco profonde del Mediterraneo meridionale, trascorre il giorno immobile e allo scoperto diventa attiva solo di notte.
