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27 Maggio 2026
19:00

Da che ora è giusto dire “buongiorno” e da che ora “buonasera”: le diverse culture e abitudini

Quando si dice “buongiorno”, “buonasera” o “buonanotte”? Un viaggio tra Italia, Europa e resto del mondo per scoprire come lingue, cultura e abitudini influenzano i saluti quotidiani.

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Da che ora è giusto dire “buongiorno” e da che ora “buonasera”: le diverse culture e abitudini
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Vi è mai capitato di augurare “buongiorno” e di ricevere, in cambio, un “buonasera”? Il modo in cui le persone scandiscono il tempo attraverso i saluti quotidiani è un riflesso di abitudini culturali, ritmi di vita e anche di convenzioni storiche.

Non esiste una regola universale e ufficiale che stabilisca quando la mattina diventa pomeriggio o quando il pomeriggio si trasforma in sera. In Italia per convenzione il buongiorno si usa di solito fino al primo pomeriggio, tra le 13:00 e le 14:00, mentre il buonasera subentra intorno alle 17:00, ma anche da regione a regione le cose possono cambiare. Se in alcune culture la transizione è legata in modo più definito all'orologio o al tramonto del sole, in altre dipende dall'orario dei pasti o da retaggi linguistici: ecco che le forme di saluto possono essere lo specchio delle diverse identità nazionali.

Da che ora dire "buongiorno" e "buonasera" in Italia

“Buongiorno” e “buonasera” derivano dalle locuzioni “buon giorno” e “buona sera”. Entrambe le formule di saluto, come riporta l’Enciclopedia Treccani, sono attestate per la prima volta nell’italiano scritto trecentesco. Tuttavia, non esiste un’evidenza linguistica standardizzata e non è possibile definire in modo netto il momento esatto in cui si passa dall’uno all’altro. Nel linguaggio formale o burocratico, la linea di demarcazione viene spesso fissata alle 13:00 per il pomeriggio e alle 17:00 per la sera, ma nell'uso quotidiano il confine è fluido e fortemente influenzato dalle abitudini regionali.

Nelle regioni settentrionali, il "buonasera" viene abitualmente introdotto nel tardo pomeriggio, dalle ore 16:00-17:00 in avanti. Nel Centro-Sud, invece, la soglia è anticipata: in Toscana, ma anche nel Lazio o in Campania è comune sentire "buonasera" già dal primissimo pomeriggio, subito dopo pranzo.  C’è chi, invece di fare riferimento a una precisa fascia oraria, fa riferimento al tramonto: in questo caso, però, bisogna tener conto se siamo in estate, con giornate più lunghe e il buio che arriva più tardi, o d’inverno.

A fare da ponte tra la mattina e la sera c’è l'espressione "buon pomeriggio". Per decenni, tuttavia, questo saluto non è stato radicato nella tradizione colloquiale italiana, considerato un calco linguistico straniero o una formula formale tipica del linguaggio televisivo e radiofonico, preferendo il passaggio diretto da "buongiorno" a "buonasera". E “buona serata” e “buona notte”? Di solito si usano per congedarsi.

I saluti in Francia 

In Francia, l'uso dei saluti è solitamente vincolato al termine della giornata lavorativa o al calare del sole, rendendo il passaggio da “bonjour” a “bonsoir” generalmente più prevedibile.

La parola "bonjour" (buongiorno) è il saluto universale d’incontro utilizzato per tutto l'arco della giornata, dal mattino fino a circa le 17 o le 18 – a seconda anche delle condizioni di luce. Formule come "bon matin" (buon mattino) o "bon après-midi" (buon pomeriggio) non vengono normalmente utilizzate come saluti d'incontro: il primo esiste in Quebec, il secondo viene utilizzato in Francia ma per congedarsi. Dopo le 17-18 subentra il saluto "bonsoir" (buonasera).

In Francia, rispetto all’italiano, occorre prestare particolare attenzione alla distinzione tra i saluti d'incontro e i saluti di congedo: espressioni come "bonne journée" (buona giornata) e "bonne soirée" (buona serata) non vengono mai usate per presentarsi, ma solo per salutare quando si va via.

Come funziona in Spagna

Nelle lingue iberiche, tra cui lo spagnolo, esiste una peculiare divisione della giornata in tre fasce orarie principali, che semplifica in un certo senso la transizione dei saluti. In Spagna le regole orarie seguono quindi questa impostazione generale approssimativa:

  • "Buenos días" (buongiorno) copre la mattina, dall’alba fino all’ora di pranzo (che può avvenire anche molto tardi);
  • "Buenas tardes" si sovrappone concettualmente all'italiano "buon pomeriggio" e viene utilizzato approssimativamente da dopo pranzo fino alla sera;
  • “Buenas noches" viene generalmente usato dalla sera in avanti, spesso dopo il tramonto o dopo cena. In spagnolo questa singola forma accorpa gli italiani "buonasera" e "buonanotte", ed è utilizzabile sia come saluto d'incontro serale che da augurio di congedo prima del sonno.

In molti Paesi dell'America Latina si usa la forma singolare "buen día" invece del plurale "buenos días". Ci sono poi le formule informali “Muy buenas” e “Buenas”, che è possibile usare in qualsiasi momento del giorno, un po’ come il nostro “‘giorno!” o “‘notte!”.

"Good morning" e AM o PM inglesi

Nei saluti nei Paesi di lingua anglosassone, come Inghilterra e Stati Uniti, la partizione temporale segue le sigle AM e PM e tende a seguire convenzioni orarie più definite:

  • "Good morning" (buongiorno) è in vigore dal risveglio fino a mezzogiorno;
  • "Good afternoon" scatta solitamente con il mezzogiorno (12:00 PM) e si estende fino alle 18:00 o fino al tramonto, a seconda delle condizioni di luce e contesto;
  • "Good evening" si pronuncia indicativamente dalle 18:00 in poi (fino alle 21 o alla mezzanotte);
  • In inglese la formula "Good night" (buonanotte) non si usa mai come forma di saluto d'incontro, a prescindere da quanto sia tardi, e si usa solo per congedarsi o per augurare buon sonno prima di andare a letto.

I saluti nel resto del mondo 

In Germania, la lingua offre una successione temporale dove dopo il mattutino “Guten Morgen”, entra in gioco il generico "Guten Tag" (buona giornata). Il tedesco non utilizza normalmente un equivalente diffuso di "buon pomeriggio": pur esistendo l'espressione letterale Guten Nachmittag, tendono raramente a usarla come saluto diretto (è un’espressione più formale o usata come congedo), preferendo passare dal Guten Tag direttamente al "Guten Abend" (buonasera) al calar della sera. C’è poi il "Mahlzeit!", saluto tipico tedesco usato attorno all'ora di pranzo (specie in contesti lavorativi): letteralmente significa "tempo del pasto" e corrisponde al nostro "buon appetito" o "buon pranzo".

In Portogallo, il sistema riflette quello spagnolo: la giornata dopo il mattino viene suddivisa tra il "boa tarde" delle ore pomeridiane e "boa noite" per la fascia serale e notturna, racchiudendo anche qui i significati di buonasera e buonanotte in un'unica parola.

Ci sono poi culture, in giro per il mondo, che invece di concentrarsi su un saluto che dipende dalle ore del giorno, esprimono auguri di benessere o valori spirituali, rimanendo identici: ad esempio l’ebraico “Shalom” (pace), l’arabo “As-salamu alaykum" (la pace sia con voi), o l’hawaiano “Aloha” (termine dal significato ampio, legato ad amore, affetto e compassione).

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