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24 Maggio 2026
16:30

Perché ci stringiamo la mano per salutarci: origini e significato di un gesto diventato universale

Tramandato storicamente come un gesto di pace e fiducia (per mostrare che la mano era disarmata), il gesto di stringersi la mano ha origini antiche: i sovrani del passato si stringevano la mano in segno di uguaglianza. Il gesto si è poi evoluto in azione giuridica per stringere accordi pacifici.

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Perché ci stringiamo la mano per salutarci: origini e significato di un gesto diventato universale
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Oggi, stringersi la mano è un gesto ufficiale che compiamo in contesti formali, con cui ci presentiamo la prima volta o con cui stipuliamo accordi in contesti diplomatici. Quella che ci sembra un’azione abituale ha in realtà origini molto antiche: la stretta di mano, anche se in contesti diversi, ha sempre portato con sé un sottotesto di rispetto, pace e scambio onesto, che caratterizza anche l'uso odierno del gesto come saluto benevolo di accoglienza e parità.

Circa 5.000 anni fa i re assiri e babilonesi si stringevano la mano in segno di alleanza, i romani lo facevano in occasione di scambi di ospitalità e come simbolo di matrimonio. Dal Medioevo in avanti la stretta di mano ha assunto valenza giuridica ufficiale per suggellare contratti di diverso tipo – e serviva per dimostrare che la mano destra era disarmata. Sono poi stati ufficialmente i Quaccheri – che nel XVII secolo rifiutarono le gerarchie ecclesiastiche – a trasformare la stretta di mano in un vero e proprio saluto tra pari, significato adottato anche durante la Rivoluzione Francese e giunto fino a noi.

Stringersi la mano nell’antichità, simbolo rituale di rispetto

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La stretta di mano tra Shalmaneser III e Marduk–zakir–shumi – fonte: Wikimedia Commons.

Le prime raffigurazioni in cui si nota il gesto di darsi la mano risalgono ad oltre 5.000 anni fa: l’iconografia dell’antica Mesopotamia ci mostra divinità e sovrani che si stringono la mano come simbolo di uguaglianza e rispetto. Per esempio, presso l’Iraq Museum, museo nazionale dell’Iraq a Baghdad, è conservata quella che si ritiene possa essere “la più antica stretta di mano della storia”: si tratta di un bassorilievo assiro che mostra il re Shalmaneser III nell’atto di la mano al sovrano babilonese Marduk-zakir-shumi I per sancire un’alleanza.

Altra testimonianza antica della stretta di mano è la stele situata nel santuario di Nemrut Dağı, in Turchia, che raffigura il re Antioco I (II secolo a.C.) stringere la mano ad Ercole, come segno di alleanza e rispetto tra un sovrano umano e un semi-dio.

La stretta di mano in Grecia e a Roma, prassi di alleanza e scambio pacifico

Prima nell’antica Grecia e poi nell’antica Roma, la stretta di mano – in latino dexiosis o dextrarum iunctio, che significa congiunzione della mani – mantiene il significato di stringere alleanze e accordi, e diventa parte di rituali sociali come il matrimonio. Gli sposi, infatti, durante il rito congiungevano le mani, suggellando la loro unione.

La stretta di mano era prassi anche nell’ambito dell’ospitalità: ne sono testimonianza oggetti come la tessera hospitalis, una vera e propria “tessera” in in bronzo, avorio, osso o altro materiale, sopra la quale poteva essere raffigurata una stretta di mano. Nel momento in cui la tessera veniva scambiata, l’ospitante e l’ospitato avevano stretto il loro accordo di pacifico scambio di servizi.

Lo stringersi la mano, quindi, assume sempre più il significato di rispetto e alleanza salvezza: se ci si stringe la mano si è d’accordo, si è allineati, ci si rispetterà e si avrà cara la vita dell’altro, concetto che vale tanto nel matrimonio quanto nell'ospitalità.

La stretta di mano diventa un gesto ufficiale di saluto e accordo

Dal Medioevo la stretta di mano, detta toccamano, diventò un gesto con valenza giuridica: stringersi la mano significava a tutti gli effetti stringere un accordo commerciale, un’alleanza.

Stringersi la mano, insomma, era come stipulare un contratto verbale: questa valenza rimase nei secoli, e portò la stretta di mano ad assumere un significato più popolare di gesto da compiere quando si era in accordo con il proprio interlocutore.

Successivamente, in Inghilterra e poi in America nel corso XVII secolo, i Quaccheri – movimento cristiano che si distingue per l’assenza di dogmi e sacramenti, basato sul contatto personale e interiore con Dio – adottarono la stretta di mano come forma di saluto egualitario. Proprio perché non riconoscevano dogmi e gerarchie, i Quaccheri scelsero il “toccamano” come segno di uguaglianza sociale e predisposizione allo scambio.

È poi con la Rivoluzione Francese, alla fine del ‘700, che la stretta di mano diventa a tutti gli effetti un gesto “popolare”: i rivoluzionari la adottarono – in opposizione all’inchino – che indicava sudditanza, come espressione di uguaglianza e fraternità nel momento in cui ci si incontrava.

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