
Un cucciolo di cane è stato adottato da un branco di lupi, come documentano diversi video che stanno spopolando sul web. La notizia decisamente insolita arriva dalla Grecia e il fenomeno è stato osservato da un gruppo di ricercatori dell'Università Aristotele di Salonicco, capitanati dal dott. Theodoros Kominos, che porta avanti da alcuni anni il progetto di ricerca Canis Project dedicato al lupo (Canis lupus) e allo sciacallo dorato (Canis aureus), le cui informazioni sono condivise con il pubblico attraverso una pagina Facebook dedicata. La scoperta è avvenuta grazie a una serie di video acquisiti con fototrappole e droni, che mostrano chiaramente un cucciolo di cane dalla pelliccia bianca al seguito di un branco di lupi e perfettamente aggregato al gruppo. L'avvenimento è talmente insolito e senza precedenti documentati da indurre anche i ricercatori a procedere con prudenza nell'interpretare questo fenomeno.
L'integrazione in Grecia
Theodoros Kominos con un gruppo di ricercatori dell'Università Aristotele di Salonicco si occupa da tempo del monitoraggio di grandi carnivori come il lupo e lo sciacallo dorato nella regione della Macedonia centrale in Grecia. Con il progetto di ricerca Canis Project, il team analizza in particolare fenomeni di interazione fra lupi e sciacalli dorati e ha rilevato fra le due specie momenti di alimentazione congiunta, con esemplari che si nutrono insieme di carcasse di bestiame, spazi di riposo condivisi, segno di un buon grado di tolleranza e momenti di incontro in cui individui di entrambe le specie si trovavano entro un raggio di 50 m.
Da circa un anno i ricercatori seguono un branco di lupi in particolare, osservandolo con l'ausilio di droni dotati di termocamere, termocamere portatili e fototrappole. Proprio a questo branco, mesi fa, si era aggregato un cucciolo di cane dal mantello nero che però non era sopravvissuto ai rigori invernali. Ora si è avvicinato di nuovo un cucciolo, questa volta dalla pelliccia bianca, che probabilmente si è unito al branco nei pressi di un carnaio (area dove gli allevatori lasciano le carcasse degli animali morti) frequentato da diverse specie come punto di alimentazione. Da quel che si nota nei video, il cane segue gli adulti e gioca con i giovani lupi, è stato condotto da una femmina adulta fino ad un punto d'acqua e ha ricevuto delle ossa da un esemplare maschio. Ovviamente il fenomeno andrà monitorato con attenzione anche per capire se si tratta di semplice convivenza o di una vera e propria adozione.
Il fenomeno dell'adozione tra specie diverse
Fenomeni di adozione di cuccioli fra specie diverse sono alquanto rari, ma in qualche caso documentati. Ad esempio, un programma di monitoraggio condotto su una popolazione di merlo europeo (Turdus merula), ha evidenziato comportamenti di merli maschi che alimentavano pulcini di tordo sassello (Turdus pilaris) da 5 giorni di età e fino ad alcuni giorni dopo il loro involo. Allo stesso tempo è stata osservata la merla femmina e i due genitori di tordo sassello mentre nutrono rispettivamente la propria prole. In effetti, i merli sono tra le specie che più spesso nutrono i piccoli di altre specie e i giovani hanno questo comportamento più dei maschi anziani o delle femmine. In questo modo probabilmente fanno esperienza per loro successive riproduzioni.
Fenomeni di adozione sono stati osservati anche nei Cetacei (a cui appartengono Balene, Delfini, Orche, Balenottere). In generale, delfini tursiopi (Tursiops truncatus) sono stati osservati in attività insieme a Megattere nella ricerca del cibo o nel gioco, come documentato in uno studio dell'Agosto 2025 pubblicato su Discover Animal. Un altro studio in particolare ha documentato un caso di adozione in una piccola comunità di delfini tursiopi comuni (Tursiops truncatus) in un Atollo della Polinesia francese. Una femmina di questi delfini ha adottato un piccolo di Balena testa di Melone (Peponocephala electra), mentre allevava anche la sua prole. Si trattava di una femmina primipara (al suo primo parto) e forse hanno giocato un ruolo nell'adozione il carattere dell'animale e la sua scarsa esperienza di madre. Altre forme di adozioni interspecifiche nei mammiferi non sono documentate scientificamente, resta comunque il caso del bambino selvaggio, allevato fin dalla tenera età da un branco di lupi nella giungla indiana.
Il rischio dell'ibridazione fra lupo e cane
Parlando di rapporti fra cani e lupi bisogna considerare che in realtà il cane (Canis lupus familiaris) deriva come sottospecie dall'addomesticamento del lupo (Canis lupus), suo antenato che iniziò ad interagire con l'uomo probabilmente tra 40.000 e 15.000 anni fa. Fra lupo e cane c'è quindi elevata affinità genetica e non c'è una barriera riproduttiva, tanto che sono frequenti casi di ibridazione nelle zone dove è presente un elevato tasso di randagismo o di vagantismo canino. Questo, in realtà, è un grosso problema perchè comporta il rischio concreto di perdita dell'identità genetica del lupo; per questo motivo viene studiato e si tenta di controllarlo in Europa anche attraverso specifici progetti, come il progetto M.I.R.CO dell'Appennino Tosco Emiliano, finanziati dal programma LIFE dell'Unione Europea.