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14 Settembre 2026
17:30

Dal volto di Cydonia su Marte al Sole sorridente, gli esempi di pareidolia nelle foto NASA

Perché su Marte vediamo un orso, un volto o dei ragni giganti? La pareidolia spiegata con i casi più curiosi delle foto NASA: dal volto di Cydonia alle rocce a forma di squalo, dal sole che sorride alle misteriose figure captate dai rover, tra scienza e illusioni ottiche.

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Dal volto di Cydonia su Marte al Sole sorridente, gli esempi di pareidolia nelle foto NASA
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Image Credit: NASA/JPL–Caltech/University of Arizona

Perché su Marte c'è il muso di un orso?

Si tratta di un curioso caso di pareidolia, cioè un fenomeno psicologico per cui ci capita di vedere negli oggetti o sulle superfici volti umani, forme animali o altre forme riconoscibili. Si tratta di un'illusione e accade per un meccanismo naturale del nostro cervello, che è portato a ricondurre pattern casuali (come ad esempio quelli di una nuvola, di una roccia) a forme familiari.

Questo può capitare ad esempio anche nell'osservazione di pattern sulle superfici irregolari, comprese quelle di stelle e pianeti osservati grazie alle immagini inviate grazie a sonde e satelliti. Abbiamo raccolto i casi più famosi e curiosi, frutto di erosioni, crateri da impatto, comportamento di alcune superfici ghiacciate e condizioni di illuminazione particolare che possono accentuare alcuni giochi di ombre, come nel caso di questa testa d'orso avvistata dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO, con fotocamera HiRISE), nel dicembre 2022: sorge spontaneo vedere due occhi al posto dei crateri, un muso nel collasso a V di una struttura rocciosa e la forma di una testa nella frattura circolare.

Il volto di Cydonia su Marte 

marte viso
Credits: Viking 1, NASA

È uno dei più noti casi di pareidolia e risale a 50 anni fa: l'immagine della superficie di Marte, nella regione di Cydonia, fu scattata nel 1976 dalla sonda Viking 1 della NASA, che ritrasse quello che può apparirci come un volto. Secondo i complottisti, questa collina di origine del tutto naturle testimoniava invece l'esistenza di forme di vita sul pianeta. Si trattava tuttavia di un fortunato gioco di luci e ombre: siversi anni dopo, nel 1998, arrivò la smentita grazie all'immagine fornita dalla sonda Mars Global Surveyor. Con un'illuminazione differente, il volto non era più riconoscibile.

Nella stessa regione, c'è un monte che nelle immagini raccolte dalla sonda Mars Global Surveyor ricorda il profilo di Benito Mussolini. Le coordinate per trovarlo su Google Earth sono latitudine 33° 12′ 6.75″ N e  longitudine 12° 56′ 24.14″ O.

I ragni marziani

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Formazioni dalla caratteristica forma di ragno (terreni araneiformi), nell’emisfero meridionale di Marte. Credits NASA/JPL–Caltech/University of Arizona

Quello che ci sembra di vedere in questa immagine sono ragni giganti con centinaia di "zampe", ritratti grazie alla sonda Mars Reconnaissance Orbiter nel 2009 e nel 2018. Si tratta di formazioni ramificate nell'emisfero meridionale di Marte, lunghe fina a 800 metri, chiamate terreni araneiformi. Come dimostrato attraverso studi e simulazioni in laboratorio, in cui gli scienziati sono riusciti a ricreare le temperature e la pressione atmosferica del Pianeta rosso, sarebbero il risultato dell’azione del gas di anidride carbonica, secondo il cosiddetto modello di Kieffer: in primavera, quando la luce del Sole attraversa lastre trasparenti di ghiaccio e scalda il terreno sottostante, genera infatti pressione e libera gas, facendo passare il suolo direttamente a stato gassoso (sublimazione) e portando polvere scura in superficie. Come spiega la NASA, ciò che resta sono le cicatrici a forma di ragno.

La "pinna di squalo" e la "chela di granchio"

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A sinistra una roccia su Marte a forma di pinna di squalo; a destra un masso dalla caratteristica forma di chela di granchio. Nel riquadro il rover Perseverance della NASA. Credit: NASA

In queste immagini, provenienti sempre da Marte, l'avvistamento del Rover Perseverance di rocce a forma di pinna di squalo e chela di granchio. Le immagini sono state scattate il 18 agosto 2023, e ritraggono rocce modellate dall'erosione eolica.

La figura aliena

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Credit: NASA/ JPL–Caltech.

L'immagine qui sopra è uno dei fotogrammi restituiti dal rover Curiosity nell'agosto 2023: parte della missione di esplorazione NASA su Marte lanciata il 26 novembre 2011, il rover è giunto a destinazione il 6 agosto 2012, atterrando nel cratere Gale per studiare la geologia e il clima marziani e valutare l'abitabilità del Pianeta. L'immagine è recentemente tornata popolare, diventando virale. La NASA non ha fornito una spiegazione definitiva: la spiegazione più accreditata non è come in altri casi un effetto ottico su una formazione del terreno, ma un possibile artefatto della fotocamera, in quanto presente su un solo fotogramma. Alcuni esperti parlano di un possibile impatto di un raggio cosmico sul sensore o di un errore nella trasmissione/elaborazione dell'immagine.

Il sole sorridente

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Credits NASA/GSFC/SDO

Sembra un'emoticon sorridente, ma è il sole immortalato dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA nell'ottobre 2022: viste alla luce ultravioletta, queste macchie scure sono note come "buchi coronali". Si tratta di regioni della corona solare dove essa è più fredda perché i campi magnetici, invece di chiudersi ad anello sulla superficie solare, si aprono verso lo spazio interplanetario: questo significa minor energia e quindi un'emissione più debole di radiazione, che si traduce in immagini più scure nell'ultravioletto e nei raggi X.

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