
Il prossimo 12 agosto l'Europa continentale assisterà alla sua prima eclissi solare totale dopo più di 25 anni: l'evento astronomico dell'anno sarà relativamente breve, con la totalità che durerà circa 2 minuti quando il Sole sarà vicino al tramonto, rivelando la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, ossia la corona.
L'eclissi, però, sarà totale solo in alcune regioni della Spagna e dell'Islanda: in Italia e in gran parte dell'Europa avverrà un'eclissi parziale, con il disco solare che sarà oscurato solo parzialmente dalla Luna, con picchi del 94,8% di oscuramento a Ventimiglia e del 90% lungo la costa del Tirreno nord-occidentale o la costa ovest della Sardegna.
Pur trattandosi di un'eclissi parziale, il Sole non andrà mai osservato a occhio nudo: per proteggere la nostra vista serviranno infatti degli occhiali specifici, conformi allo standard ISO 12312-2, che ci permetteranno di godere di questo evento senza correre rischi per la salute del nostro occhio.
Perché servono degli occhiali per guardare l'eclissi: i danni della luce solare
Ma perché per osservare l'eclissi ci servono degli occhiali specifici? Non bastano i nostri occhiali da sole? La risposta è no, non sono sufficienti.
Per capire il motivo partiamo dalle basi: come riportato in diversi studi scientifici, la radiazione solare che arriva sulla superficie terrestre è composta da luce visibile (circa il 42-43%), raggi infrarossi (circa il 52-55%) e raggi ultravioletti (3-5%).
In generale, l'esposizione diretta alla radiazione solare è dannosa per la salute del nostro occhio: può favorire, ad esempio, l'insorgenza di patologie oculari come la cataratta o causare danni retinici transitori o permanenti.
Il problema è che durante l'eclissi siamo portati a osservare il Sole per un tempo prolungato, magari con la convinzione (sbagliata) che essendo parzialmente oscurato i danni possano essere minori. Le cose, però, non stanno affatto così: considerando che l'eclissi solare dura circa 1/2 ore (includendo le fasi parziali), l'osservazione diretta del Sole per un tempo così lungo è estremamente rischiosa per i nostri occhi.
Nel caso specifico dell'eclissi, il rischio principale è quello di sviluppare la cosiddetta “cecità da eclissi” o delle ustioni retiniche: l'esposizione della retina all'intensa luce visibile causa, infatti, danni ai fotorecettori (coni e bastoncelli), scatenando una serie di complesse reazioni chimiche che danneggiano la capacità di rispondere a uno stimolo visivo.
A tutto questo si aggiungono anche possibili lesioni termiche (specialmente se si usano binocoli o fotocamere senza filtro): la radiazione non assorbita dai fotorecettori è infatti assorbita dall'epitelio pigmentato retinico (uno degli strati della retina, situato appena dopo i fotorecettori). Qui la radiazione solare viene trasformata in calore – come riportato dall'American Astronomical Society – che letteralmente “cuoce” il tessuto esposto: questo danno distrugge i fotorecettori (che si trovano appena sopra, come visibile nell'immagine qui sotto), creando una piccola area di visione cieca.

Come sono fatti gli occhiali e come capire se sono quelli corretti
Per guardare direttamente un'eclissi solare, quindi, non bastano dei normali occhiali da sole, per quanto scuri siano: servono invece i cosiddetti “occhiali da eclissi”, ovvero dei filtri conformi a uno standard internazionale ben preciso, la ISO 12312-2. La maggior parte di questi filtri ha uno strato di leghe di cromo o alluminio depositato sulla superficie, che attenua sia la luce visibile che l'ultravioletto e gli infrarossi.
Ma come capire se i filtri sono quelli corretti? La prima cosa da controllare è che gli occhiali abbiano esposta la sigla ISO 12312-2 (generalmente indicata nell'astina interna) assicurandosi, per quanto possibile, di acquistare il prodotto da fornitori autorizzati.
Il secondo controllo, invece, è più pratico e va eseguito prima di ogni utilizzo, dato che anche un filtro certificato può rovinarsi. I suggerimenti sono piuttosto semplici:
- Controllare se l'occhiale è forato, graffiato o danneggiato in altro modo: in questi casi, va buttato perché non più utilizzabile.
- Testare i filtri all'interno di un'abitazione: con gli occhiali indossati, non dovreste essere in grado di vedere nulla, ad eccezione di qualche luce forte (che dovrebbe comunque apparire molto debole).
- Testare i filtri all'aperto in un giorno di sole: anche in questo caso, non si dovrebbe vedere nulla attraverso i filtri, se non un riflesso molto debole del Sole su una finestra o una pozzanghera.
Come riportato anche dall'American Astronomical Society, se non si è completamente sicuri dei propri occhiali ISO 12312-2 è consigliabile osservare l'eclissi solare solo per 2/3 secondi ogni 5 minuti. Questo perché gli eventuali danni causati dai raggi solari non provocano un fastidio immediato (che porterebbe a distogliere istintivamente lo sguardo) e più il tempo di esposizione è maggiore, più i rischi per gli occhi aumentano.
Gli occhiali protettivi potranno essere momentaneamente rimossi solo nel momento in cui l'eclissi raggiungerà la totalità (cosa che avverrà solo in alcune zone della Spagna e dell'Islanda e non in Italia). In quella fase, infatti, la Luna coprirà per intero il disco del Sole: per pochi minuti, la luminosità della corona solare scenderà al di sotto di quella della Luna piena, rendendo sicura l'osservazione a occhio nudo.