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5 Novembre 2022
7:30

A cosa servono le fasce orarie nella bolletta elettrica

F1-F2-F3 sono le fasce orarie che leggiamo in bolletta. Ad ogni fascia corrisponde una tariffa più o meno economica. Capiamo come funzionano e perché sono state introdotte.

A cura di Gianluca Godi
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A cosa servono le fasce orarie nella bolletta elettrica
fasce orarie

Concentrando il consumo di energia elettrica in un particolare momento della giornata è possibile risparmiare in bolletta. Questo è possibile grazie alle fasce orarie, ossia intervalli di tempo entro i quali il prezzo della componente energia presenta valori differenti durante l'arco della giornata. In Italia sono tre le fasce orarie di riferimento per gli utenti: F1, F2 e F3. Ad ogni fascia oraria è associato un periodo specifico della giornata e una tariffa, i fornitori (o società di vendita) hanno la possibilità di tarare le proprie offerte a seconda dei bisogni degli utenti agendo proprio su queste tariffe.
Ma per quale motivo esistono? E quali sono le loro principali caratteristiche?

Le tre fasce orarie

La suddivisione in fasce vigente nasce nell’ormai lontano 2007 su decisione dell’Autorità (al tempo AEEG ora ARERA) con la delibera n° 181 del 2006. Le tre fasce orarie nascono dopo un periodo di studio (spiegato nel rapporto AIR 181/06) nel quale sono stati valutati una serie di scenari differenti; lo scopo era quello di trovare il giusto numero di fasce in grado di raggruppare più ore della giornata durante le quali la variazione del prezzo di mercato fosse sufficientemente omogenea. Una suddivisione in fasce, molto più complessa e soggetta a periodiche revisioni, esisteva già prima del 2007 e fu introdotta nel 2004 sulla base di indicazioni fornite dal gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN – oggi conosciuto con il nome di Terna).

FasceOrarieTariffeELE
Visualizzazione grafica delle fasce orarie suddivise per giorni della settimana e ore

F1 – Prima fascia

La prima fascia si chiama F1, è attiva dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 19.00 e raggruppa le ore dove la domanda di energia elettrica è massima e di conseguenza anche il prezzo per produrla e venderla sul mercato (i picchi di domanda vengono coperti in genere dalle centrali a gas).

F2 – Seconda fascia

La seconda fascia si chiama F2, è attiva dal lunedì al venerdì, dalle ore 7:00 alle ore 8:00 e dalle ore 19:00 alle ore 23:00 ed il sabato dalle ore 7:00 alle ore 23:00. Questo intervallo raggruppa invece quelle ore dove la domanda è intermedia e il relativo prezzo di mercato è generalmente inferiore alla fascia F1. Viene utilizzato il termine generalmente in quanto nell'ultimo periodo, le due fasce F1 e F2 hanno invertito le tendenze, facendo registrare indici del PUN più elevati in fascia F2.

F3 – Terza Fascia

Infine, la terza fascia chiamata F3, attiva dal lunedì al sabato dalle ore 00.00 alle ore 7.00 e dalle ore 23.00 alle ore 24.00; domenica e festivi tutte le ore della giornata. Questa è la fascia dove si registra il minimo della domanda di energia elettrica giornaliera e dove la tariffa è più conveniente.

Lo scopo della suddivisione in fasce di consumo

A questo punto viene da chiedersi per quale motivo sia stata introdotta questa suddivisione oraria. Le fasce sono state introdotte con lo scopo di:

  1. incentivare il comportamento efficiente dei consumatori in risposta ai segnali di prezzo;
  2. promuovere la semplificazione dei rapporti commerciali tra società di vendita e clienti finali;
  3. promuovere una più efficiente modalità di remunerazione delle società di vendita;

È doveroso puntualizzare e chiarire che le tariffe legate alle fasce orarie non vanno ad agire sull’intero importo della bolletta elettrica ma solo su una sua porzione o voce di spesa, ovvero quella voce che viene identificata sulla bolletta come “Spesa per la materia energia”; il prezzo di acquisto dell’elettricità, ovvero la voce influenzata dall’andamento del mercato elettrico. Per ogni fascia le società di vendita definiscono un prezzo di vendita della componente energia calcolato sulla base dei movimenti dell’indice PUN sulla borsa elettrica italiana (IPEX). Spieghiamo meglio.

bollette prezzo fasce

Le società che propongono contratti di fornitura basati sul mercato libero possono offrire tariffe a prezzo fisso o indicizzato. In caso di prezzo fisso il fornitore blocca il prezzo per un certo periodo di tempo (definito nel contratto che viene stipulato con il cliente finale) in genere 12 o 24 mesi. In questo caso variazioni del PUN si apprezzano in bolletta non prima di uno o due anni. Nel secondo caso invece le oscillazioni del PUN si riflettono direttamente sulla tariffa, aumentando o diminuendo in base all’andamento del mercato.
In caso di mercato tutelato, le tariffe di vendita per fascia vengono invece decise da ARERA e riviste quattro volte l’anno su base trimestrale; queste sono le tariffe che si sentono proclamare e commentare periodicamente durante i telegiornali (“…nel prossimo trimestre, i prezzi dell’energia elettrica in bolletta aumenteranno/diminuiranno, con un incidenza sul consumatore italiano medio del +/- XY %…”).

L’applicazione delle tariffe in base alle tre fasce vale per tutti i tipi di forniture elettriche?

La risposta è no, varia in base alla tipologia di contratto stipulato con la società di vendita variando a sua volta se si parla di contratto basato sul mercato libero o tutelato. I contratti variano inoltre in base al tipo di fornitura (domestico o altri usi), se residente o non residente.

Ad esempio, i contratti per forniture domestiche in regime di mercato tutelato sono suddivisi solamente in due fasce orarie: la fascia F1 e la fascia F2+F3.

Invece nei contratti basati sul libero mercato si possono trovare tutte le combinazioni di fasce: dalla cosiddetta tri-oraria dove sono introdotte le tre diverse tariffe; alla bi-oraria riconducibile all'esempio precedente di contratto tutelato; fino ad arrivare ai contratti con tariffa monoraria, ovvero una sola fascia giornaliera (F1+F2+F3) con una sola tariffa indipendente dall’orario.

Leggere sempre il contratto prima di firmare

Qual è la tipologia di contratto migliore? Anche in questo caso la risposta è: dipende. Dipende dai consumi dell’utente, dalle tariffe proposte, dall’aleatorietà della tariffa fissa o indicizzata, dal tempo di aggiornamento della tariffa. Bisogna leggere sempre le clausole di ogni contratto e fare i calcoli (non molto semplici). Per fortuna ci vengono in aiuto siti o app apposite, dove inserendo i nostri consumi e abitudini quotidiane, sulla base di complessi modelli matematici, sono in grado di confrontare tutte le offerte disponibili, suggerendo alla fine quella più vantaggiosa per noi.

Il mercato tutelato ha i giorni contati

Concludiamo questo articolo dicendo inoltre che il mercato tutelato è destinato a finire, a favore di un mercato invece totalmente libero. Il 10 gennaio 2024 (1 gennaio 2023 per le microimprese con potenza impegnata inferiore ai 15kW), salvo ulteriori proroghe emanate dal nuovo governo, cesserà il servizio regolato di vendita dell’energia elettrica. Chi entro tale data non provvederà a sostituire il proprio contratto tutelato con uno a libero mercato, dalla medesima data fino alla scelta del fornitore la fornitura sarà gestita attraverso il servizio a tutele graduali (STG) disciplinato dall’Autorità (ARERA).

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