
In Bulgaria, a circa 112 km dalla capitale Sofia, nella gola del fiume Iskar, nel massiccio carsico di Karlukovo, sorge uno tra i luoghi più affascinanti di tutto il Paese: la Grotta di Prohodna. Ciò rende unico questo tunnel roccioso gigantesco, lungo oltre 260 metri, è la presenza di due fessure a forma di mandorla sul soffitto che, in qualche modo, ricordano due occhi – e proprio per questo il luogo è anche chiamato la grotta degli "Occhi di Dio". Proprio a metà del percorso, ci si può accorgere di queste due enormi cavità che rivelano il cielo. Nel corso del tempo questo fascino ha attratto non solo turisti ma anche registi, che hanno scelto questo luogo come set per le proprie pellicole. Ma come si è formata? E quali sono le sue caratteristiche?
La struttura della grotta
Situata nella suggestiva gola di Karlukovo la Grotta di Prohodna è una particolarissima formazione rocciosa con una lunghezza di circa 262 metri. Dichiarata monumento naturale nel 1962, la struttura internamente viene illuminata totalmente dalla luce diurna grazie ai suoi due ingressi: il primo, quello piccolo, alto circa 35 metri da cui parte il sentiero principale, e l'Ingresso Grande, un enorme e bellissimo arco di 45 metri che rappresenta il più grande arco di grotta del Paese.
Il sito è visitabile gratuitamente tutto l'anno senza la necessità di una guida, anche se nei mesi invernali richiede particolare prudenza a causa del terreno scivoloso e dalla presenza di grandi stalattiti di ghiaccio che si formano sul soffitto.
Come si è formata la grotta: gli aspetti geologici
Questa particolare grotta si è formata principalmente grazie ad un processo di dissoluzione chimica causato dalle acque piovane e sotterranee, caratterizzate da una leggera acidità a causa dell'anidride carbonica disciolta in essa. Nel corso di milioni di anni, l'acqua è stata in grado di penetrare le fessure del massiccio calcareo, allargandole progressivamente e scavando la grande galleria naturale.
I celebri "Occhi di Dio" (Oknata), le due aperture simmetriche sul soffitto della grotta, sono invece legati a fenomeni di crollo della volta ed erosione differenziale. L'azione costante dell'acqua piovana dall'alto, assieme con i cicli di gelo e disgelo sono tutti fattori che, nel tempo, hanno indebolito la roccia, causando il collasso controllato degli strati calcarei più fragili in corrispondenza di due giunti di frattura vicini. L'azione successiva del vento e del ruscellamento superficiale ha smussato i bordi di queste fessure, andando quindi a dare la caratteristica forma ellittica e speculare che vediamo oggi.
Il Mito e il Cinema degli "Occhi di Dio"
Certamente, l'aspetto più interessante e affascinante di Prohodna è quello delle due spettacolari aperture simmetriche nel soffitto della roccia, modellate dall'erosione e chiamate, nella lungua e dialetto locale, Oknata. Queste fessure sono caratterizzate da una particolare forma a mandorla che ricorda in modo impressionante due giganteschi occhi umani intenti a fissare i visitatori, tanto da essere soprannominate "Gli Occhi di Dio"; quando piove, l'acqua che cola lungo le pareti crea l'incredibile illusione che il volto di pietra stia piangendo. Questo scenario naturale assai particolare e carico di mistero ha da sempre esercitato un forte impatto psicologico, attirando non solo fotografi e turisti, ma anche registi cinematografici che vi hanno girato diverse pellicole, tra cui il celebre film storico bulgaro "Time of Violence" del 1988.

Sport Estremi e l'Architettura Speleologica
Oltre al fascino prettamente mistico, questa grotta è un vero e proprio paradiso per chi ama gli sport estremi e l'adrenalina, in quanto ospita alcune delle vie d'arrampicata sportiva più difficili e tecniche della Bulgaria e offre, inoltre, la possibilità di lanciarsi con il bungee jumping dal monumentale ingresso principale.
Il sito, incluso nei 100 storici monumenti turistici bulgari, è strettamente collegato alla vicina Casa Nazionale della Speleologia "Peter Tranteev", un edificio davvero unico, interamente costruito all'interno di una fessura rocciosa che, visto dall'alto, ha la forma di un pipistrello. Questa struttura non solo funge da rifugio per i visitatori offrendo una vista mozzafiato sulla valle del fiume Iskar, ma rappresenta il punto di partenza di un suggestivo sentiero che conduce direttamente all'interno della grotta.