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11 Novembre 2022
12:30

Dove si trova e quanto misura la Grotta Gigante, una delle più grandi al mondo

Enorme, antichissima e conosciuta in tutto il mondo: per chi ama addentrarsi nelle profondità della Terra la Grotta Gigante offre davvero uno spettacolo da urlo.

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Dove si trova e quanto misura la Grotta Gigante, una delle più grandi al mondo
grotta gigante friuli

La Grotta Gigante, chiamata anche Briška jama o jama pri Briščikih in sloveno, è la grotta carsica contenente la sala naturale più grande al mondo.
Situata in Friuli-Venezia Giulia sull'altipiano del Carso (Borgo Grotta Gigante, frazione del comune di Sgonico, provincia di Trieste), è stata esplorata per la prima volta nel 1840 e aperta al pubblico nel 1908. La grotta ha subito un forte turismo a partire dal secondo dopoguerra tanto da farla diventare un'attrazione naturalistica conosciuta in tutto il mondo nonché un importante centro di ricerca. Scopriamo di più su questa grotta unica, come si è formata e perché è gigantesca!

La scoperta della grotta e la sua apertura al pubblico

Non conosciamo il momento preciso in cui la Grotta Gigante fu scoperta dagli umani, ma dai rinvenimenti archeologici sappiamo che era già frequentata a partire dal Neolitico (VIII millennio a.C). Ma non fu colonizzata nella sua interezza: a pochi passi da uno dei punti in cui si apre in superficie (chiamato ingresso Alto, l'attuale uscita turistica), un grande baratro di 95 m separa la storica galleria di accesso alla Grande Caverna. Fu solo nel 1840, a seguito di un'impellente necessità d'acqua per la città di Trieste (in quel periodo in forte espansione) che si volle esplorare la grotta alla ricerca del fiume Timavo, nascosto sottoterra in profondità.

Fu così che grazie ad un sistema di corde Anton Frederick Lindner si calò per primo nella grotta, dando il via alle esplorazioni moderne. Da quel momento in poi si susseguirono innumerevoli esplorazioni tra cui quelle del Club Touristi Triestini nel 1890 a seguito della scoperta di una seconda apertura (accessibile solo agli speleologi) e nel 1897 da parte di Giovanni Andrea Perko che effettuò il primo rilievo e ne riportò importanti informazioni archeologiche.

Grottagigante1926
Un enorme speleotema formatosi per deposizione di calcare. Foto storica scattata nel 1926. Credit: Tiesse

A seguito della scoperta di un terzo ingresso (divenuto accesso turistico), dopo più di sessant'anni dalle prime perlustrazioni fu creata una scalinata per favorire ai visitatori di accedere al fondo della caverna, illuminata da candele e fiaccole. Più recentemente, durante la Grande Guerra l'esercito austriaco vi sistemò all'interno una centrale telefonica mentre nel corso del secondo conflitto mondiale divenne rifugio per gli abitanti del vicino villaggio.
Ufficialmente la grotta aprì al pubblico nel 1908 ed è tutt'ora visitabile!

Le dimensioni della grotta

La Grotta Gigante è una cavità carsica di dimensioni stratosferiche: è costituita da un'enorme cavità alta quasi 100 m, lunga 168 m e larga 76 m la cui caverna centrale la colloca nel Guinness dei primati del 1995 come la più grande grotta turistica del mondo. È talmente grande che il suo volume si aggira attorno a 365.000 metri cubi mentre, per dimensioni, potrebbe tranquillamente contenere la Basilica di San Marco di Venezia!

Come si è formata la grotta?

L'origine della Grotta Gigante risale ad almeno una decina di milioni di anni fa e si deve all'azione di fiumi ipogei che hanno scavato e dissolto le rocce calcaree e carbonatiche.

Queste rocce si erano precedentemente formate tra i 120 e i 40 milioni di anni fa sul fondo dei mari quando, per via della deposizione, dell'accumulo e della compressione di parti dure di organismi morti, si sono originati depositi organici di grandi spessori. Questi si sono poi sollevati più o meno 20 milioni di anni fa grazie ai movimenti tettonici formando, secondo il processo di orogenesi, aree continentali emerse. Inizialmente coperte da materiale terrigeno chiamato flysch, in questo intervallo di tempo le rocce calcaree sono state erose, dissolte e messe a nudo dall'azione dell'acqua fiumana e degli agenti atmosferici.
Successivamente, dopo 5-6 milioni di anni di "lavoro", l'acqua corrente è pian piano scomparsa, avendo trovato una nuova via di scorrimento più profonda: ha abbandonando gli ambienti ipogei generando una rete idrografica sotterranea e lasciando spazio a quelle che chiamiamo grotte.

Grotta Gigante 2
Credit: Forumblog, Wikipedia

Comincia così nel Miocene la formazione della grotta, all'incirca 10 milioni di anni fa. Nei successivi 3-4 milioni di anni, a seguito di crolli e modificazioni strutturali naturali, l'aspetto della grotta è cambiato profondamente. Possiamo vederlo analizzando la Grande Caverna da guinness: è la fusione di due gallerie sovrapposte avvenuta a causa del cedimento pavimentale di quella superiore. Oggi la grotta ha raggiunto una stabilità strutturale e al suo interno continua il processo di concrezionamento, originando enormi stalattiti e stalagmiti.

Le attività didattiche e di ricerca

Presso la Grotta Gigante fu inaugurato nel 1963 il primo museo italiano sulla speleologia, riallestito successivamente nel 2014. Presso il Centro accoglienza i visitatori possono inoltre disporre di una sala multimediale per l'esplorazione della grotta anche senza accedervi: grazie a un accurato rilievo laser realizzato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) è stata ottenuta una scansione tridimensionale dell'intera cavità. Oltre all'OGS collaborano nei progetti di ricerca il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Centro per le ricerche sismologiche (CRS), l'ARPA FVG e l'Università degli Studi di Trieste.

Curiosità sulla grotta

  • All'interno della grotta la temperatura è di 11°C costanti tutto l’anno;
  • Il percorso di visita è costituito da 500 scalini a scendere e 500 a salire;
  • La grotta ospita un pendolo geodetico di 95 m che registra i movimenti della crosta terrestre e le vibrazioni generate dai terremoti;
  • Le grotte sono l'habitat ideale per molte specie fungine, vegetali e animali tra cui spicca il proteo (Proteus anguinus), l'unico vertebrato strettamente troglobio – legato all'ambiente cavenicolo – che frequenta le acque sotterranee del Carso. Questo "piccolo di drago" può vivere fino a un secolo e sopravvivere senza cibo per oltre 10 anni;
  • Sono stati inoltre ritrovati utensili, frammenti di ceramica neolitica e importanti resti di animali tra cui quelli di Ursus spelaeus, l'orso delle caverne;
  • Lo stesso processo di dissoluzione carsica che ha dato origine alla Grotta Gigante ha anche generato le Grotte di Postumia (Slovenia).
Ursus spelaeus
Orso delle caverne (Ursus spelaeus). Credit: Daderot
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Nicole Pillepich
Redattrice
Credo non esista una parola giusta per definirmi: sono naturalista, ecologa, sognatrice e un po’ artista. Disegno da quando ho memoria e ammiro il mondo con occhio scientifico e una punta di meraviglia. Mi emoziono nel capire come funziona ciò che mi circonda e faccio di tutto per continuare a imparare. Disegno, scrivo e parlo di ciò che amo: natura, animali, botanica e curiosità.
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