
Ai Campi Flegrei è stato confermato la fase 2 di attenzione dell'allerta gialla per rischio vulcanico. La decisione di mantenere questo schema di allerta è stata confermata dalla Commissione Grandi Rischi – Settore Rischio Vulcanico della Protezione Civile, che stabilisce i livelli di allerta in base alle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dall'INGV e dagli altri Centri di Competenza.
La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano dell'INGV, Lucia Pappalardo, ha infatti riportato a Fanpage.it che «è stata confermata la stessa classificazione per lo stato di attività del vulcano. Al momento, non registriamo nessuna novità rispetto allo stato del vulcano. La deformazione del suolo continua alla velocità di innalzamento di circa un centimetro al mese».
Nel frattempo, nell'area flegrea la sismicità torna ad aumentare: alle ore 04:17 di ieri, 25 giugno, è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 3.6, con epicentro a Monte Nuovo, a circa 2 km da Pozzuoli, e profondità di 3 km. Il terremoto è stato avvertito distintamente dalla popolazione locale e dai residenti della città di Napoli.
Cosa indica la fase 2 dell'allerta gialla e cosa cambia
Come riportato a Geopop dalla Protezione Civile lo scorso novembre, la fase 2 dell'allerta gialla prevede un rafforzamento delle attività di monitoraggio e di valutazione dello stato del vulcano, così come delle iniziative di prevenzione.
Più nello specifico, la fase 2 di attenzione indica «un livello di allerta intermedio che testimonia le variazioni del rischio vulcanico negli ultimi anni, senza la necessità di una pre-evacuazione prevista invece dalla fase arancione». La fase arancione di allerta, infatti, implica già un alleggerimento dell'area con la possibilità per la popolazione, in caso di rischio vulcanico maggiore, di pre-evacuare la zona con l'allontanamento assistito da parte della Protezione Civile.
Come riporta l'Osservatorio Vesuviano dell'INGV, il livello di allerta giallo indica un disequilibrio medio, con i parametri di monitoraggio sopra valori di base.
A livello operativo, comunque, la fase 2 di attenzione prevede:
- Il rafforzamento delle attività di monitoraggio e di valutazione dello stato del vulcano;
- La verifica delle misure operative previste nelle pianificazioni di protezione civile;
- Iniziative di prevenzione non strutturale mirate, tra cui attività di formazione, informazione ed esercitazioni, peraltro già pienamente in essere.
La sismicità ai Campi Flegrei: i dati dell'ultimo bollettino mensile
La direttrice dell'Osservatorio Vesuviano Lucia Pappalardo ha sottolineato come nell'area dei Campi Flegrei «la sismicità non si è mai fermata»: nel corso di questa settimana, infatti, oltre alla scossa di magnitudo 3.6 di ieri 25 giugno è stato registrato anche uno sciame sismico composto da 9 terremoti, con magnitudo massima 3.0. Questi eventi, tuttavia, «rientrano nel quadro generale già noto di sollevamento del suolo, tipico dovuto all'accumulo di gas magmatici tra 3 e 4 chilometri di profondità», ha confermato Pappalardo.
Fortunatamente, i terremoti non hanno causato danni a cose o edifici: nonostante la paura tra i residenti resti alta, la Protezione Civile non ha innalzato i livelli di allerta. Da febbraio 2026 la velocità media del sollevamento del suolo – dovuto al bradisismo – è in realtà diminuita, assestandosi a un livello di circa 10±3 mm/mese dopo aver raggiunto nei mesi precedenti i 20 ± 5 mm/mese.
Stando ai dati comunicati nell'ultimo bollettino mensile dell'INGV, complessivamente il sollevamento del suolo registrato alla stazione GNSS di RITE (Rione Terra) è di circa 165.5 cm da novembre 2005, di cui circa 27.5 cm da gennaio 2025.
Dal punto di vista della sismicità, invece, nel corso del mese di maggio 2026 sono stati registrati 309 terremoti, con magnitudo massima 4.4 (quest'ultima registrata il 21 maggio). I parametri geochimici, infine, indicano il perdurare dei trend di riscaldamento, pressurizzazione del sistema idrotermale e di aumento del flusso di gas.