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14 Settembre 2026
8:23

Gli studenti italiani se la cavano bene in lettura, ma il digitale li mette in difficoltà: i dati PISA 2025

La lettura è il principale punto di forza degli studenti italiani, che hanno conseguito un punteggio medio significativamente superiore alla media OCSE secondo l'indagine PISA 2025. Nelle competenze in matematica e scienze, invece, l'Italia è in linea con la media internazionale.

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Gli studenti italiani se la cavano bene in lettura, ma il digitale li mette in difficoltà: i dati PISA 2025
studenti ocse
Gli studenti italiani sono più bravi nella lettura rispetto alla media dei Paesi OCSE

I risultati dell’indagine internazionale PISA 2025 mostrano che la lettura è la competenza dove i quindicenni italiani sono più bravi mentre la criticità maggiore emerge nella programmazione digitale. Gli studenti del Bel Paese risultano invece in media OCSE nelle materie scientifiche e matematiche e la percentuale che raggiunge almeno il livello di competenze di base è superiore alla media internazionale in tutte e tre le aree analizzate dalla rilevazione.

Per la prima volta non emergono differenze significative tra maschi e femmine nei punteggi medi in scienze, mentre le ragazze continuano invece a risultare più brave in lettura, e i ragazzi in matematica. Anche l’origine sociale incide sui risultati, seppur con delle eccezioni.

Cos’è l’indagine PISA e cosa misura

Dal 2000, l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) conduce periodicamente l’indagine PISA (Programme for International Student Assessment) al fine di valutare, attraverso una prova digitale della durata di 2 ore, le competenze degli studenti quindicenni di diversi Paesi del mondo. Questa età è stata scelta perché in molti Paesi coincide con la fase finale dell’istruzione obbligatoria, ed è quindi stata ritenuta la più idonea per comprendere quanto gli studenti sappiano utilizzare ciò che hanno appreso a scuola per far fronte ai problemi della vita adulta.

Nel 2025 hanno partecipato più di 760 mila studenti di 91 Paesi ed economie, rappresentativi di circa 33 milioni di quindicenni nel mondo.

Ogni edizione di PISA approfondisce uno di questi ambiti di competenza: scienze, matematica e lettura.

Nel 2025 il focus è stato sulle scienze, mentre matematica e lettura sono state considerate ambiti secondari. Per la prima volta è stata inoltre introdotta la valutazione del problem solving computazionale.

Ma cosa significa, concretamente, essere competenti in un determinato ambito?

  • Scienze: saper confrontarsi con questioni e idee scientifiche e saperle utilizzare per prendere decisioni;
  • Matematica: capacità di ragionare matematicamente e utilizzare la matematica per risolvere problemi quotidiani;
  • Lettura: riuscire a comprendere un testo, valutarlo e riflettere sulle informazioni contenute per sviluppare nuove competenze individuali e sociali;
  • Problem solving computazionale: saper risolvere problemi attraverso processi iterativi e autoregolati, anche usando strumenti digitali.

I risultati degli studenti in Italia

Lettura

La lettura è il principale punto di forza degli studenti italiani, il cui punteggio medio risulta significativamente più alto della media OCSE. In Italia il 76% degli studenti raggiunge almeno il livello 2, contro il 69% della media OCSE. In pratica, significa che più di 3 quindicenni su 4 sono in grado di individuare l'idea principale di un testo di lunghezza moderata, trovare informazioni sulla base di criteri espliciti e riflettere sull'intento o sulla forma di un testo.

Solo il 4% degli studenti italiani raggiunge invece il livello 5 o superiore, contro il 6% della media OCSE. In altre parole, solo una piccola quota di studenti si è dimostrata in grado di comprendere invece testi lunghi e complessi, gestire concetti astratti o controintuitivi e distinguere i fatti dalle opinioni utilizzando anche indizi impliciti.

Queste percentuali delineano quindi una situazione particolare: l'Italia ha una quota di studenti con competenze di base superiore alla media OCSE, ma una quota relativamente ridotta di studenti eccellenti.

Le differenze diventano ancora più evidenti quando si confrontano gli indirizzi scolastici. Nei licei il 91% degli studenti raggiunge almeno il livello 2, mentre la percentuale scende al 40% negli istituti professionali e al 38% nei percorsi di formazione professionale.

Scienze

Essendo il principale ambito di valutazione dell'edizione 2025, le scienze occupano un posto centrale nel rapporto. Il 78% degli studenti italiani raggiunge almeno il livello 2, contro il 74% della media OCSE. Questo significa che più di 3 studenti su 4 sono in grado di identificare la spiegazione corretta di un fenomeno scientifico noto e di stabilire, in situazioni semplici, se una conclusione può essere considerata valida in base ai dati forniti.

Anche in questo caso, però, gli studenti italiani ai livelli più alti sono relativamente pochi. Solo il 4% raggiunge il livello 5 o 6, contro il 7% della media OCSE. Gli studenti che arrivano a questi livelli sono infatti solo quelli che riescono ad applicare autonomamente e in modo creativo le proprie conoscenze scientifiche anche a situazioni nuove e non familiari.

Un risultato interessante riguarda poi il tipo di competenze scientifiche possedute. Gli studenti italiani si mostrano infatti particolarmente competenti soprattutto nella valutazione dei disegni di ricerca, una capacità importante soprattutto per riuscire a valutare criticamente un esperimento scientifico e i suoi risultati.

Matematica

In matematica raggiunge almeno il livello 2 il 69% degli studenti italiani, contro il 65% della media OCSE. A questo livello gli studenti sono in grado, per esempio, di confrontare la distanza di due percorsi alternativi oppure convertire un prezzo da una valuta a un'altra.

Anche qui, però, se l'Italia riesce a mantenere una buona quota di studenti sopra la soglia minima, fatica maggiormente nella fascia dell'eccellenza: solo il 7% degli studenti italiani raggiunge i livelli 5 o 6, contro l'8% della media OCSE. Per raggiungere questi livelli è necessario infatti saper anche dimostrare di saper trasformare situazioni complesse in modelli matematici e di saper selezionare, confrontare e valutare diverse strategie per risolvere un problema.

Il problem solving computazionale

Uno dei risultati meno positivi per l’Italia arriva dalle competenze digitali. Nella nuova scala dedicata al problem solving computazionale, il punteggio medio internazionale è fissato a 500 punti. Gli studenti italiani ottengono 490 punti, un risultato statisticamente inferiore alla media internazionale.

Il dato è particolarmente interessante perché mostra che saper utilizzare strumenti digitali non significa necessariamente saper risolvere problemi attraverso il digitale. In particolare, la difficoltà maggiore degli studenti italiani sembra riguardare la programmazione.

Origine sociale e genere: quanto contano?

L’indagine PISA permette anche di analizzare quanto i risultati scolastici siano associati alle condizioni socioeconomiche degli studenti. In Italia l'origine sociale continua ad avere un peso significativo, ma il quadro è sostanzialmente in linea con quello osservato mediamente nei Paesi OCSE e i dati mostrano che le condizioni di partenza non determinano automaticamente il risultato scolastico.

Le differenze di genere cambiano invece a seconda della materia. In scienze, per la prima volta nel 2025 i punteggi medi di ragazze e ragazzi italiani risultano sostanzialmente simili, anche se i ragazzi con i risultati migliori vanno meglio delle ragazze più brave. La situazione cambia in matematica, dove i ragazzi ottengono mediamente risultati migliori delle ragazze. Il divario aumenta ulteriormente quando si considerano gli studenti con le performance più elevate. In lettura, invece, sono le ragazze a ottenere risultati migliori dei ragazzi. Non esiste quindi un "vantaggio" univoco maschile o femminile, ma le differenze dipendono dalla competenza che si misura.

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