
Se cercate sui social la parola "capibara", troverete migliaia di video di questo animale dall'aria serena e bonaria che se ne sta in acqua chillando con anatre, uccelli e tartarughe in equilibrio sulla testa. I social, con contenuti virali e canzoni ad hoc, hanno contribuito a farne uno degli animali più amati del momento, il capibara (Hydrochoerus hydrochaeris) – conosciuto anche come idrochéro o "maiale d'acqua" – è il roditore più grande del mondo. Originario del Sud America e appartenente alla famiglia Caviidae, ha un modo di vivere, mangiare e socializzare più complesso di quanto sembri.
Grande come un maiale e con zampe semi-palmate
Classificato nell'ordine dei Rodentia e nella famiglia Caviidae (la stessa delle cavie e dei porcellini d'India) il capibara sembra quasi un criceto con le proporzioni di un suino. Il capibara comune (H. hydrochaeris) pesa tra 35 e 65 kg, con casi eccezionali di esemplari che hanno raggiunto i 91 kg nel sud del Brasile, e misura tra 107 e 134 cm di lunghezza. Ha il corpo a forma di botte, il muso largo e ottuso, le zampe anteriori leggermente più corte di quelle posteriori e le unghie robuste, quasi ungulate. Le dita sono parzialmente palmate, un adattamento essenziale per la vita semiacquatica.
Il pelo è rado, grossolano e di colore marrone rossastro sul dorso e giallastro sul ventre. Questa struttura capillare favorisce un'asciugatura rapida quando l'animale esce dai fiumi. Gli occhi e le piccole orecchie sono posizionati in cima alla testa permettendogli di restare quasi completamente sommerso pur mantenendo la visione e l'udito attivi (come gli ippopotami). Quando necessario, può immergersi completamente e restare sott'acqua fino a 5 minuti.

Un dettaglio anatomico caratteristico è il morrillo: i maschi hanno una grossa ghiandola odorosa visibile sulla sommità del muso, usata per marcare il territorio (insieme alle ghiandole anali) strofinandola sulla vegetazione e per segnalare il proprio rango sociale. Ghiandola più grande equivale a maschio più dominante, le femmine hanno la stessa struttura, ma molto meno sviluppata.

Cosa mangia il capibara e dove vive
Il capibara è originario del Sud America e abita le zone umide, le rive dei fiumi, i laghi e le paludi dell'intera regione, dall'est dell'Ande al Brasile, dall'Argentina settentrionale al Venezuela e alla Colombia.

La dieta è essenzialmente erbivora e molto selettiva con l'alimentazione quotidiana composta principalmente da graminacee, con un consumo medio di circa 3 kg di vegetazione fresca al giorno. Durante la stagione delle piogge aumenta la quota di piante acquatiche, come i giacinti d'acqua.
Il loro apparato digestivo è simile a quello dei conigli con uno stomaco semplice e un cieco molto sviluppato, una camera intestinale con microorganismi specializzati nella fermentazione della cellulosa. Come i conigli, praticano la coprofagia, ovvero la re-ingestione delle proprie feci per estrarre il massimo dei nutrienti dal cibo. I denti, come nei castori, crescono per tutta la vita e le superfici masticatorie diventano progressivamente più complesse con l'età.
La vita sociale: gruppi, gerarchie e comunicazione
Il capibara è un animale fortemente sociale, e la complessità della sua vita di gruppo è uno degli aspetti più studiati della sua biologia. Come documentato dalla San Diego Zoo Wildlife Alliance, i gruppi tipici sono composti da un maschio dominante, 4-14 femmine e i piccoli, con i maschi subordinati ai margini del gruppo. Durante la stagione secca, quando le popolazioni si concentrano attorno alle poche fonti d'acqua disponibili, è possibile trovare aggregazioni temporanee di fino a 100 individui. Nella stagione umida, i gruppi si stabilizzano attorno a 40 esemplari. Il maschio alfa controlla l'accesso alle fonti d'acqua migliori, alle femmine in "calore" e persino agli uccelli che mangiano i parassiti dal suo corpo. I maschi subordinati occupano le posizioni periferiche del gruppo, le più esposte ai predatori (giaguari, caimani, anaconda, puma).
Il corteggiamento e l'accoppiamento avvengono principalmente in acqua con la femmina che emette fischi per attirare il maschio dominante. La gestazione dura 150 giorni e produce in media 4-5 cuccioli, già in grado di camminare e mangiare erba poche ore dopo la nascita. La vita media della specie in natura è di 7-10 anni.
La comunicazione è sorprendentemente ricca e varia, i piccoli emettono un ronzio gutturale costante per mantenersi in contatto con il gruppo, mentre gli adulti usano ticchettii di contentezza, fischi acuti, grugniti brevi e un abbaio di allarme che scatena immediatamente la reazione di tutto il gruppo, alzarsi in posizione di allerta o tuffarsi nel fiume più vicino.
Un ultimo dettaglio che spiega almeno in parte la popolarità sui social, la fama di "animale tollerante con tutti" non è del tutto infondata. Diverse specie di uccelli aumentano il proprio tasso di alimentazione associandosi ai capibara (aironi, ibis, caracara) si posano liberamente sul loro dorso per cacciare insetti o mangiare parassiti, mentre i capibara non mostrano alcuna reazione di allarme. Una relazione di mutualismo che, a giudicare da quanti filmati ha prodotto, funziona anche come ottima strategia di comunicazione.
