
Quando apriamo una bolletta dell'elettricità, troviamo due sigle che molti confondono: kW e kWh, cioè kilowatt e kilowattora. Acquistiamo un forno da 2 kilowatt, ma l'energia in bolletta la paghiamo un tot di centesimi al kilowattora. Sono termini tecnici presi in prestito dalla fisica e, anche se suonano molto simili, indicano due cose completamente diverse: i kW misurano la potenza che un dispositivo può assorbire, mentre i kWh misurano l'energia (elettrica) che quel dispositivo ha consumato nel periodo di tempo in cui è stato acceso.
La differenza tra potenza ed energia in fisica spiegato con una metafora
Per capire la differenza tra queste due grandezze, vi propongo una metafora. Immaginate un lavandino con il rubinetto acceso, con l'acqua scorre giù dallo scarico. In questa metafora, il flusso d'acqua rappresenta l'energia – in questo caso energia elettrica – che passa per il nostro sistema domestico. Lo scarico, invece, è un dispositivo connesso al sistema elettrico (supponiamo che sia un asciugacapelli, ma può essere un televisore, un frigorifero e via dicendo).
Se vi domandassi quanta acqua può scendere giù per lo scarico, potreste darmi una risposta del tipo «Possono scendere tot litri all'ora». Insomma, potreste dirmi qual è la “velocità” con cui l'acqua cade nello scarico. Ecco, nella nostra metafora questa “velocità” è la potenza del dispositivo. E negli impianti domestici si misura in kilowatt (kW).
Bene, ora potrei chiedervi quanta acqua è scesa fintanto che il rubinetto è stato acceso. Per rispondere potreste ingegnarvi per misurarla, oppure – più furbamente – potete fare un ragionamento del tipo “Be', se scendono tot litri all'ora e il rubinetto è stato acceso per tot ore, basta moltiplicare i litri all'ora per il numero di ore e ottengo quanti litri sono scesi”.
Nel linguaggio della metafora, è come se vi avessi chiesto quanta elettricità (cioè energia elettrica) ha consumato l'asciugacapelli o il televisore mentre lo abbiamo usato. Per rispondermi, dovreste moltiplicare la potenza del dispositivo (i suoi kW) per il tempo di utilizzo. Ecco, questa è l'energia elettrica consumata dal dispositivo in una sessione, cioè il suo consumo, che si misura in kilowattora (kWh). Da qui potete intuire perché si chiama così: 1 kWh è l'energia consumata da un dispositivo da 1 kW che rimane acceso per 1 h. Ecco la formula:
1 kWh = 1 kW · 1 h
(energia = potenza · tempo)
Riepiloghiamo con una tabella:
| Grandezza | Cosa rappresenta nella metafora | Cosa rappresenta nel sistema elettrico |
|---|---|---|
| kW | “Velocità” con cui scende l'acqua (litri all'ora) | Potenza assorbita dal dispositivo (energia/tempo) |
| kWh | Quantità d'acqua scesa dallo scarico (litri) | Energia consumata dal dispositivo (potenza · tempo) |
La differenza applicata agli elettrodomestici: quando si usa la potenza e quando l'energia
Quando comprate un elettrodomestico, sulla scheda tecnica troverete sempre indicata la potenza in watt o kilowatt (1 kilowatt = 1000 watt). Avrete sicuramente sentito frasi del tipo “Un forno da 2 kilowatt” o “Un microonde da 850 watt”. Ecco, questo numero vi dice quanto rapidamente il dispositivo consuma elettricità quando è in funzione. Ma non vi dice quanto consuma in bolletta, perché non tiene conto di quanto a lungo lo usate.
Facciamo un esempio prendendo i due elettrodomestici appena nominati: abbiamo visto che il forno “ciuccia” più del microonde (2000 W contro 850 W). In altre parole, il forno acceso un'ora consuma 2 kWh (= 2 kW · 1 h), mentre il microonde nello stesso tempo consuma 0,85 kWh (= 0,85 kW · 1 h), cioè meno della metà. Ma tutto dipende da quanto li usate, questi due elettrodomestici: il forno usato una volta al mese vi peserà in bolletta decisamente meno del microonde usato due volte al giorno.
È come dire che una Panda che viaggia per molte ore può fare più strada di una Ferrari (sicuramente più veloce) usata solo per pochi minuti.
Bene, capito questo torniamo alle bollette della luce. Ogni voce di consumo che vedete in bolletta (quello che il vostro fornitore vi fa pagare) è sempre espresso in kWh, perché quello che si paga è il consumo effettivo. Per esempio, l'energia elettrica costa circa 0,30 €/kWh: significa che in bolletta dovrete pagare (compresi oneri di sistema e quant'altro) qualcosa come 30 centesimi di euro per ogni kilowattora che consumate.
Il contratto di fornitura, però, è su un tot di kW, cioè di potenza impegnata: di solito 3 kW per un'abitazione standard. Il contratto infatti non è su quanta energia consumate, ma su quanta potenza massima avete il “diritto” di usare. Se superate quel limite (per esempio quando sono accesi contemporaneamente forno, lavatrice, lavastoviglie e condizionatore) il contatore scatta, perché avete superato il limite di kW a cui avete diritto da contratto.
Come vedete, kW e kWh sono facilmente confondibili, ma la loro differenza è assolutamente concreta!