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20 Giugno 2026
18:30

Il nuovo mega aeroporto internazionale di Sydney da 1.780 ettari aprirà ad ottobre: un’opera da record

Il Western Sydney International (Nancy-Bird Walton) Airport rappresenta una delle più imponenti infrastrutture realizzate in Australia negli ultimi 50 anni. Il nuovo aeroporto internazionale, che dovrebbe aprire il 25 ottobre 2026, coprirà circa 1.780 ettari, con la pista principale di 3.700 metri di lunghezza.

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Il nuovo mega aeroporto internazionale di Sydney da 1.780 ettari aprirà ad ottobre: un’opera da record
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Un’immagine del Western Sydney International Airport, in Australia, ancora in costruzione. Fonte: By BulbazaurREX – Own work, CC0,  via Wikimedia Commons.

Il Western Sydney International Airport rappresenta una delle più imponenti opere infrastrutturali realizzate in Australia nell'ultimo cinquantennio. Il progetto, che dovrebbe essere terminato entro il 25 ottobre 2026, mira a decongestionare l'hub di Sydney Kingsford Smith, introducendo una struttura priva di limitazioni orarie di volo (24/7 operations) e concepita secondo un criterio di modularità scalabile.

Destinato a diventare un mega hub, con una superficie complessiva di circa 1.780 ettari, lo scalo sorgerà a Badgerys Creek, a circa 50 km da Sydney.

Il progetto del Western Sydney International Airport

L'intero aeroporto sorgerà su una superficie complessiva di 1.780 ettari, a Badgerys Creek. La realizzazione dei lavori è stata organizzata in fasi geometriche e funzionali, completando i principali pacchetti d'appalto civili e strutturali lato volo (airside) e lato terra (landside).

Dal punto di vista ingegneristico, la realizzazione preliminare del progetto ha richiesto ai progettisti un monitoraggio geotecnico profondo, a causa della natura prettamente argillosa del substrato. Si è reso quindi necessario andare a modellare oltre 25 milioni di metri cubi di terreno. In tal senso, quindi, l'ottimizzazione del bilancio scavi/riporti ha consentito il riutilizzo in situ di siltiti e argilliti come riempimento strutturale generalizzato, con un azzeramento della necessità di smaltire, in modo opportuno, le risultanze del cantiere o di apporti di materiale di prestito vergine.

Per quel che riguarda la pista di volo, questa è stata realizzata in configurazione Code-F (idonea per aeromobili della classe dell'Airbus A380 e Boeing 777X). La pista principale ha una lunghezza di 3.700 metri e una larghezza della sezione portante pari a 60 metri, affiancata da margini stabilizzati per limitare, in modo importante, il rischio di Foreign Object Debris (FOD).

Relativamente alla pavimentazione della pista,  dal lato volo sono stati stesi oltre 390.000 m² di pavimentazioni. Per i raccordi ad alta velocità (rapid-exit taxiways) e i piazzali di sosta (aprons) si è scelto di adottare una pavimentazione rigida in calcestruzzo strutturale con armatura distribuita, calibrata per resistere a carichi puntuali statici elevati (fino a Pavement Classification Number – PCN superiore a 100). Le piste utilizzano invece un conglomerato bituminoso modificato con polimeri (PMB) ad alto modulo per resistere alle sollecitazioni tangenziali in fase di frenata e accelerazione.

Il terminal passeggeri dello Stage 1 è realizzato su di una superficie coperta di circa 90.000 m². Dal punto di vista architettonico e strutturale, l'edificio presenta ampie luci libere ordite tramite capriate spaziali in acciaio per garantire un ottimale livello di mobilità distributiva interna. Il landside sarà collegato con la linea metropolitana Sydney Metro – Western Sydney Airport (operativa solo dal 2027), dotata di una capacità di trasporto a regime fino a 7.740 passeggeri all'ora per direzione, supportata da un viadotto ferroviario e ponti stradali con campate principali calcolate per futuri allargamenti a 4 corsie per senso di marcia.

L’impatto ambientale del nuovo aeroporto australiano

La progettazione di un aeroporto operante su 24 ore ha richiesto degli stringenti limiti in termini di acustica, idraulica e, soprattutto, sostenibilità energetica, che sono imposti  e regolati dall'Environment Protection and Biodiversity Conservation Act del 1999.

Ai progettisti, in fase di concepimento del progetto, è stato richiesto di gestire l'impermeabilizzazione di ampie porzioni all'interno del lotto di 1.780 ettari. L'obiettivo è stato raggiunto tramite la progettazione di un sistema di drenaggio basato sui principi dell'invarianza idrologica. I corsi d'acqua locali (Badgerys Creek e Oaky Creek) sono stati protetti tramite la realizzazione di bacini di laminazione e ritenzione delle piene. Questi bacini, a loro volta, sono equipaggiati con disoleatori e filtri a coalescenza per il trattamento delle acque piovane provenienti dalle piazzole di sosta, dove il rischio di contaminazione da idrocarburi (Jet-A1) è statisticamente superiore.

L'assenza di coprifuoco notturno è stata una delle sfide ingegneristiche più importanti e ha richiesto agli ingegneri di procedere con una modellazione predittiva dell'impatto sonoro basata sulle metriche ANEC (Australian Noise Exposure Concept) e sui profili d'azione N60 (numero di eventi superiori a 60dB(A) nelle 24 ore) e N70 (superiori a 70 dB(A)).

L'impatto economico del progetto

Il contesto economico dell'Ovest di Sydney è caratterizzato da una prevalenza di profili blue-collar (32% dei posti di lavoro totali rispetto al 22% della media metropolitana). L'introduzione della Business Precinct aeroportuale (comprensiva di hub logistici, zone cargo avanzate e hotel) mira a convertire questa tendenza:

  • Fase di picco costruttivo: In questa fase sono stati generati ben 3.180 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno (FTE) a livello di Greater Sydney, di cui l'84% localizzato nel comparto strettamente occidentale.
  • Fase operativa iniziale: L'avvio delle attività di questo hub aeroportuale genererà 8.730 posti di lavoro diretti all'interno del perimetro aeroportuale, con una integrazione di ulteriori 4.440 FTE indotti dallo sviluppo dei parchi commerciali e logistici connessi.
  • Rendimento a lungo termine: Le stime macroeconomiche prevedono che l'operatività del WSI sarà in grado di generare un output economico incrementale compreso tra 9,2 miliardi e 15,6 miliardi di dollari australiani per la sola regione di Western Sydney entro il 2050, estendendo il beneficio sull'intera economia dello Stato del Nuovo Galles del Sud fino a un valore compreso tra 15,7 miliardi e 25,6 miliardi di dollari. 
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