
Oggi, alle 12:24 UTC (le 14:34 in Italia) un intenso terremoto di magnitudo 7.4 (dati USGS, 7.7 per l'INGV), ha colpito la Colombia, con un epicentro localizzato poco a est di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. L'energia sprigionata da una magnitudo del genere ma l'elevata profondità dell'ipocentro (circa 107 km) ha permesso a parte dell'energia di essere dissipata lungo il percorso. Ciononostante, la scossa è stata avvertita da cittadini e turisti in diverse città della Colombia, come Bogotá, Manizales e Armenia, ma anche in Ecuador e a Panama. I primi bilanci riportano voli sospesi in vari aeroporti del Paese e diversi edifici crollati a Cali e Quibdó.
Dal punto di vista geologico, la Colombia si trova in una zona molto dinamica, esattamente sul margine della Placca Sudamericana. Subito al largo della sua costa occidentale troviamo un'altra grande placca, quella di Nazca. Tra questi due giganti avviene un continuo scontro frontale: la placca di Nazca, essendo più densa, si immerge e scivola letteralmente al di sotto di quella Sudamericana. Questo processo prende il nome di subduzione. Questo scivolamento, però, non è affatto fluido: genera attriti enormi tra le rocce che si incastrano, quindi la tensione si accumula costantemente finché la roccia non ce la fa più a resistere e cede di schianto, liberando tutta l'energia accumulata sotto forma di onde sismiche.
