
Nel sud della Francia, nella regione dell'Occitania (dipartimento dell'Aveyron), il Viadotto di Millau (Viaduc de Millau) rappresenta uno dei punti più alti dell'ingegneria strutturale contemporanea. Pensato e realizzato dall'ingegnere strutturista francese Michel Virlogeux e dall'architetto inglese Foster, l'opera valica la valle del fiume Tarn garantendo la continuità dell'autostrada A75 (La Méridienne) e fungendo da viadotto autostradale. Con un punto sommitale di 343 metri (più della Tour Eiffel coi suoi 330 metri) e con una lunghezza complessiva di 2.460 metri, la struttura detiene il primato mondiale per l'altezza complessiva dei piloni di un ponte strallato: inoltre, è il ponte francese più alto in assoluto, il ponte veicolare più alto in Europa e uno dei più alti del mondo. Costruito tra il 10 ottobre 2001 e il dicembre 2004, è stato inaugurato nel dicembre 2004 e da allora non è mai crollato, anche se alcuni utenti online lo riportano erroneamente.
Le caratteristiche del Viadotto di Millau di 343 m che si trova in Francia
Questo viadotto è un ponte strallato multicampata a impalcato continuo della lunghezza totale di 2.460 metri, suddiviso in otto campate (sei centrali da 342 metri e due laterali da 204 metri). L'opera presenta un leggero raggio di curvatura, e una pendenza longitudinale costante del 3%, soluzioni adottate per migliorare la visibilità degli automobilisti e attenuare la sensazione di vuoto.
I sette piloni (da P1 a P7) sono stati realizzati in calcestruzzo ad alta resistenza (C60/75) con la tecnica dei casseri rampanti. Il pilone più alto (P2) raggiunge una altezza di ben 245 metri da solo ed è sdoppiato negli ultimi 90 metri sotto l'impalcato per garantire elasticità e assorbire le dilatazioni termiche longitudinali della struttura.

Per contenere il peso proprio rispetto a un'alternativa in calcestruzzo, si è optato per una sezione a cassone metallico aerodinamico alto 4,2 metri e largo 32 metri, profilato per resistere a sforzi orizzontali dovuti al vento che, in quest'area, può arrivare fino a 250 km/h. L'assemblaggio dell'impalcato è stato possibile grazie ad una tecnica d'avanguardia: le due sezioni del ponte sono state costruite a terra sui due lati della valle e spinte progressivamente verso il centro a sbalzo (con l'ausilio di torri provvisorie di supporto in acciaio) mediante martinetti idraulici sincronizzati. La giunzione millimetrica dei due monconi è avvenuta a oltre 270 metri d'altezza. Al di sopra di ogni pilone si erge un'antenna in acciaio di 87 metri a cui fanno capo 11 coppie di stralli disposti a semiventaglio.
L’impatto economico del ponte strallato più alto del mondo
Prima dell'apertura del viadotto, la città di Millau e la valle del Tarn costituivano un famigerato "collo di bottiglia" lungo il corridoio autostradale A75, che collega Parigi alla costa mediterranea e alla Spagna. Durante i mesi estivi, i tempi di percorrenza e le code nell'abitato urbano potevano estendersi per ore. L'opera è stata realizzata mediante una concessione in Finanza di Progetto (PPP) affidata al gruppo industriale Eiffage, che ha interamente finanziato i circa 400 milioni di euro di costo di costruzione in cambio della gestione del pedaggio fino al 2079. Oggi il pedaggio per attraversare il viadotto di Millau costa 13,80 € per le automobili e i veicoli leggeri durante i mesi estivi di picco, da giugno a settembre e fino a 47,70 € per i veicoli più pesanti.
L'impatto economico si è articolato su più livelli. Innanzitutto ha ridotto i costi logistici del corridoio Nord-Sud europeo, garantendo tempi di percorrenza prevedibili per i mezzi pesanti. L'opera stessa si è trasformata in un'attrazione architettonica di livello internazionale, generando un flusso costante di visitatori verso i centri visitatori dedicati e sostenendo l'economia ricettiva della regione dell'Aveyron. Liberata dal traffico pesante di attraversamento, la città ha potuto riqualificare il proprio centro urbano e sviluppare un turismo orientato alla natura e alle attività outdoor.
L’impatto ambientale della costruzione
La scelta della tipologia a stralli rispetto ad altre soluzioni progettuali, è stata dettata primariamente dalla volontà di ridurre l'impronta a terra nel Parco Naturale Regionale dei Grandi Causses. La presenza di soli sette piloni è stata in grado di ridurre drasticamente l'impatto sulle falde idriche della valle e sulla vegetazione della gola del Tarn rispetto a soluzioni tradizionali a più appoggi. Eliminando le frequenti congestioni del traffico urbano a Millau e consentendo una velocità di scorrimento costante ai veicoli, il viadotto fa risparmiare migliaia di tonnellate di emissioni di anidride carbonica all'anno.