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No, il terremoto più profondo mai registrato non è quello di Valdivia che, nel 1960, colpì con violenza il Cile. Quello fu il terremoto dalla magnitudo più alta (pari a 9.5 Richter), ma di certo non il sisma più profondo mai registrato!
Il record sulla profondità spetta al Giappone. Il 30 maggio 2015 infatti il Paese venne colpito da un violento terremoto di magnitudo 7.9. L'epicentro era situato in corrispondenza delle isole Bonin (conosciute anche come isole Ogasawara) e, nonostante l'elevata magnitudo, in superficie venne a mala pena avvertito. Per quale motivo? Semplice: il sisma si sviluppò all'incredibile profondità di circa 751 km!
Questo fu un dato estremamente importante perché la comunità scientifica riteneva praticamente impossibile la formazione di un sisma a quella profondità, nel mantello inferiore! Ma per quale motivo? E come si è formato questo terremoto?

Caratteristiche del terremoto

Il 30 maggio 2015 un terremoto di magnitudo 7.9 colpì le isole Bonin, a circa 800 km dalla città di Tokyo, in Giappone. Il sisma, come anticipato, si sviluppò all'incredibile profondità di 751 km, cioè in una porzione del nostro pianeta che prende il nome di mantello inferiore.
Perché è così strano che si sia verificato un terremoto in così profondo?
Diciamo che la maggior parte dei sismi avvengono a profondità relativamente ridotte – spesso entro i 100 km – cioè all'interno della crosta e del mantello superiore. Questo perché in superficie le rocce sono più "fredde" e fragili e, se sottoposte a stress, si "spezzano" molto più facilmente di quelle che si trovano in profondità. Nel mantello inferiore invece si possono raggiungere temperature superiori ai 3000°C e una pressione anche 1,3 milioni di volte più alta di quella atmosferica: in queste condizioni le rocce tendono a piegarsi e deformarsi piuttosto che a spezzarsi, rendendo più complessa la formazione dei sismi.

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Le cause del terremoto

Se è così difficile che si formino terremoti a quelle profondità, cos'ha causato il sisma delle isole Bonin? I ricercatori hanno avanzato diverse ipotesi per cercare di rispondere a questa domanda.
Una tra le ipotesi è quella pubblicata da un team di ricercatori su Earth and Planetary Science Letters nel 2015. Secondo loro la placca in subduzione (caratterizzata da un comportamento più fragile rispetto a quello del circostante mantello) si sarebbe piegata su sé stessa in profondità, innescando poi il terremoto di magnitudo 7.9.

Un modello più recente, basato su uno studio pubblicato a giugno 2021 sulla rivista Geophysical Research Letters, ipotizza che il terremoto sia stato causato da una variazione a livello mineralogico delle rocce. In che senso? Gli atomi che compongono i minerali della placca in subduzione, a una certa profondità, possono ri-arrangiarsi per dar vita a nuovi minerali: sarebbe proprio questa trasformazione nella loro struttura a renderli fragili, facilitandone la rottura. Questo, a sua volta, renderebbe più semplice la formazione di un sisma. Si tratta ovviamente di teorie e per confermarle o smentirle sarà necessario analizzare dati di altri terremoti così profondi – anche se sicuramente non si tratterà di un'impresa semplice!

Articolo a cura di
Stefano Gandelli