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28 Maggio 2026
9:30

In futuro potremo usare l’App IO per fare denunce ai Carabinieri via smartphone

La possibilità di presentare denuncia tramite l'app IO non impedirà di farlo nella forma classica, quindi nelle Stazioni e nelle Caserme.

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In futuro potremo usare l’App IO per fare denunce ai Carabinieri via smartphone
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Immagine generata con l’AI a puro scopo illustrativo.

In un futuro non troppo lontano potremo presentare denunce formali ai Carabinieri direttamente dallo smartphone, tramite l’app IO. La novità è emersa durante il Festival dell’Economia di Trento 2026, dalle dichiarazioni del Comandante generale dell’Arma, Salvatore Luongo. Il numero uno dei Carabinieri ha spiegato: «Riceviamo mediamente 2,3 milioni di denunce. Ci siamo chiesti che cosa possiamo fare per sfruttare la tecnologia e velocizzare il sistema». La soluzione è stata annunciata poco dopo dallo stesso Luongo: «Attraverso l’app IO si potrà presentare una denuncia». Naturalmente continuerà a essere possibile continuare a presentare denunce nelle Caserme e nelle Stazioni, ma la possibilità di accedere a questo servizio anche in forma digitale potrebbe presentare diversi vantaggi, che vedremo tra poco.

I benefìci delle denunce digitali

L’Arma gestisce in media 2,3 milioni di segnalazioni ogni anno: spostando parte di questo flusso sulla piattaforma digitale, si potranno eliminare circa 61 milioni di ore dedicate ad attività burocratiche ripetitive, liberando tempo prezioso per le indagini sul campo. I benefìci si estendono anche alla sostenibilità ambientale: si stima un risparmio di 110 milioni di fogli di carta e, di riflesso, una riduzione di 110.000 tonnellate di CO₂.

Le Caserme e le Stazioni sul territorio rimarranno comunque pienamente operative. Il digitale è pensato come un potenziamento delle capacità umane, non come una loro sostituzione.

Una criminalità sempre più virtuale

La criminalità sta cambiando pelle, questo è evidente. Meno visibile, relativamente meno violenta, sempre più orientata verso i canali virtuali e l’infiltrazione nell'economia legale. Per contrastarla, l’Arma sta investendo sulla formazione nelle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) e rafforzando le collaborazioni con il mondo universitario.

Comprendere l’analisi dei dati e i mercati digitali è ormai indispensabile per monitorare i flussi finanziari illeciti e le transazioni in criptovalute, diventate strumenti privilegiati del riciclaggio di denaro sporco da parte della criminalità organizzata. I risultati già si vedono: nel solo 2025, le attività antimafia hanno portato a sequestri per oltre 168 milioni di euro e a confische per 44 milioni di euro.

Un modello investigativo a due livelli

Per operare in scenari così complessi, i Carabinieri adottano un modello investigativo a due livelli: da un lato la rete capillare delle stazioni locali, dall’altro un centro di comando nazionale specializzato a Roma, dotato di banche dati integrate e sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi dei profili di rischio e la ricostruzione dei flussi illeciti.

Anche la formazione si è evoluta. Accanto alle lezioni teoriche nelle Scuole dell'Arma, il cosiddetto training on the job alterna momenti di studio a periodi di servizio operativo immediato. Nei reparti d’eccellenza – come il RIS e il ROS – i militari sviluppano competenze avanzate in digital forensics (l’informatica forense applicata all’analisi di prove digitali a fini processuali) e in genetica molecolare per le analisi del DNA.

Insomma, da queste considerazioni è evidente come il contrasto al crimine ormai passa sempre più dalle nuove tecnologie.

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