30 Gennaio 2023
12:30

In Italia c’è uno dei più grandi giacimenti di titanio al mondo: perché non viene estratto?

In Liguria si trova uno tra i giacimenti di titanio più grandi del mondo. Tuttavia ad oggi questo potenziale non è sfruttato perché non ci sono miniere attive. Per quale motivo non sono ancora state avviate le attività estrattive?

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In Italia c’è uno dei più grandi giacimenti di titanio al mondo: perché non viene estratto?
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In Liguria, all'interno del Parco del Beigua, esiste un'enorme giacimento di titanio, uno tra i più grandi al mondo: parliamo del giacimento di Piampaludo. Situato nel Massiccio di Voltri, in provincia di Savona tra i comuni di Urbe e Sassello, si stima possa contenere almeno 9 milioni di tonnellate di ossidi di titanio sotto forma di rutilo TiO2 – anche se alcuni valori preliminari parlano addirittura di 20 milioni. L'apertura di un'attività mineraria nei prossimi anni è ancora incerta però: per quale motivo?

Perché il titanio è così importante?

Prima di vedere le caratteristiche del giacimento di titanio genovese, andiamo a vedere per quale motivo questo metallo è così importante al giorno d'oggi.
Il titanio è stato inserito dalla Comunità Europea nell'elenco delle cosiddette materie prime "critiche" e "strategiche", cioè risorse che non solo hanno un elevato valore economico ma che potrebbero avere in futuro problemi di approvvigionamento. Sono solo 15 infatti i Paesi che oggi estraggono titanio e, di questi, l'unico su suolo europeo è la Norvegia – per una produzione annua pari a circa 300 mila tonnellate.

Più del 93% di tutto il titanio estratto è utilizzato sotto forma di biossido (TiO2) nell'industria dei pigmenti. Per quale motivo? Quando viene polverizzato assume un colore bianco purissimo, opaco e con un elevato indice di rifrazione. Questo lo rende ideale per la produzione di plastiche, vernici, smalti, materiali ceramici, carta e tanto altro ancora. Purtroppo, però, al momento non conosciamo nessuna tecnologia in grado di riciclare questo metallo.

polvere titanio
Campione di biossido di titanio.

Il giacimento di Piampaludo

Nel giacimento ligure di Piampaludo, stando alle prime indagini effettuate, il TiO2 effettivamente sfruttabile è compreso tra il 5-6% della roccia totale (il cosiddetto tenore medio), con picchi di arricchimento che raggiungono il 10-12%. Ciò vuol dire che di tutto il materiale presente solo il 5-6% è effettivamente biossido di titanio (in questo caso circa 9 milioni di tonnellate) mentre il 94-95% circa diventa uno scarto.
Anche se possono sembrare numeri bassi, si tratta di valori alti per questo metallo: ad esempio in Cina ci sono giacimenti che contengono la stessa quantità di titanio ma con un tenore più basso – cioè per ottenere la stessa quantità di TiO2 è necessario scavare molta più roccia.
Inoltre va aggiunto che dal processo di estrazione sarebbe possibile ricavare anche dei sottoprodotti utili come il granato –  usato ampiamente nell'industria degli abrasivi.

I problemi dell'estrazione a Piampaludo

Ipotizzare di aprire una miniera in questa zona potrebbe dar vita a diversi problemi. Vediamo brevemente quali sono le principali criticità.

Il Parco del Beigua

L'area ricca in titanio è situata all'interno del Parco Naturale Regionale del Beigua ed è stata inserita nella Rete Globale dei Geoparchi dell'UNESCO – questo grazie alle sequenze rocciose di grande valenza scientifica che contiene.
Quella dei Beigua è poi una delle zone più ricche di biodiversità della Liguria: al suo interno nidificano 40 mila coppie di uccelli, ci vivono stabilmente lupi (con una densità di circa 7 individui per km2) e sono presenti circa 1200 specie di piante.

Parco del Beigua
Alessandro Vecchi, CC BY–SA 3.0, via Wikimedia Commons

Impatto ambientale

Aprire una miniera di questo tipo creerebbe, come abbiamo visto, grandi volumi di materiali di scarto che verrebbero accumulati a cielo aperto o all'interno di bacini artificiali. Certo, nella concessione mineraria deve essere inserito anche un piano di bonifica ambientale, ma si tratta di interventi da mettere in atto soprattutto durante la fase di dismissione della miniera, non durante la sua fase operativa.
Dobbiamo poi tenere a mente che nonostante il titanio di per sé non comporti un particolare rischio a livello ambientale, potrebbe essere associato a metalli potenzialmente ecotossici come cobalto, cromo, zinco e nichel, tanto per citarne alcuni. Inoltre il giacimento è composto in buona parte da eclogiti, cioè rocce che possono contenere amianto.

Costo

Un giacimento di titanio potrebbe essere economicamente vantaggioso ma, allo stesso tempo, la sua estrazione potrebbe essere piuttosto costosa. Innanzitutto per garantire una corretta tutela ambientale dovrebbero essere messe in atto misure che, di certo, non sono economiche. A questo bisogna aggiungere il fatto che le eclogiti sono rocce piuttosto dure e questo non fa che aumentare il costo per l'estrazione.

La miniera verrà aperta?

Difficile rispondere a questa domanda. Dopo circa 6 anni di richieste, nel 2021 la Compagnia Europea per il Titanio (C.E.T.) ha ottenuto dalla Regione l'autorizzazione per la ricerca mineraria. Si tratta di una fase preliminare che dura 3 anni e che, tramite test che non alterano l'ambiente, permette di comprendere con più chiarezza l'effettiva quantità di minerale utile presente all'interno dell'area.
Ovviamente la decisione non è piaciuta all’Ente Parco del Beigua e ai Comuni di Sassello e Urbe che, nel corso degli ultimi mesi, hanno portato avanti manifestazioni e petizioni online contro la compagnia mineraria.
A questo proposito, nel 2022 il Tar ha revocato la licenza di ricerca mineraria alla compagnia, la quale ha presentato a fine anno il terzo ricorso al Consiglio di Stato. Al momento, quindi, non è chiaro quale sarà nei prossimi anni il futuro di questo giacimento di titanio.

Sono un geologo appassionato di scrittura e, in particolare, mi piace raccontare il funzionamento delle cose e tutte quelle storie assurde (ma vere) che accadono nel mondo ogni giorno. Credo che uno degli elementi chiave per creare un buon contenuto sia mescolare scienza e cultura “pop”: proprio per questo motivo amo guardare film, andare ai concerti e collezionare dischi in vinile.
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