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7 Agosto 2026
15:30

IT-Wallet sull’app IO, arrivano i documenti digitali per la Pubblica Amministrazione: cosa cambia

Tra settembre e ottobre 2026 nell'app IO arriveranno certificato di residenza e titoli di studio. In seguito anche ISEE, documenti d’identità e altri attestati: si punta a semplificare la burocrazia.

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IT-Wallet sull’app IO, arrivano i documenti digitali per la Pubblica Amministrazione: cosa cambia
IT-Wallet arriva in Gazzetta Ufficiale.
Credits: PagoPA.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto 19 marzo 2026, avvenuta lo scorso 3 agosto, di due decreti attuativi che riguardano IT-Wallet, il sistema entra a tutti gli effetti in una nuova importante fase operativa in cui la burocrazia verrà snellita e i documenti saranno facilmente disponibili. Oltre a consentire la conservazione degli attuali (pochi) documenti, tra cui patente di guida e tessera sanitaria, IT-Wallet si prepara a diventare l’infrastruttura che avrà il compito di semplificare il rapporto tra cittadini, aziende e Pubblica Amministrazione grazie alla condivisione di certificati e attestazioni digitali che avranno pieno valore legale. Tra questi ci saranno documenti d’identità, certificati di residenza, ISEE e titoli di studio. Queste novità puntano a snellire la tanto odiata burocrazia.

Le tempistiche per il rilascio di nuovi documenti

Partiamo da quella che è probabilmente la novità più significativa, quella che riguarda proprio gli attestati elettronici. Questi documenti digitali servono ad attestare una data informazione, come la residenza, un titolo di studio oppure l'ISEE, cioè l'Indicatore della Situazione Economica Equivalente utilizzato per stabilire l'accesso a numerose agevolazioni pubbliche. Quando questi dati saranno disponibili all'interno di IT-Wallet, non sarà più necessario scaricare certificati, stamparli e allegare una copia durante l’invio di una richiesta a un ente. Questo perché l’ente che riceverà la richiesta potrà verificarne direttamente l’autenticità tramite il sistema IT-Wallet.

Naturalmente la trasformazione verso un sistema del genere sarà graduale ed è ancora relativamente lontana dal lavorare a pieno regime. Anche perché ogni documento comparirà nell'app IO soltanto quando l'ente che custodisce ufficialmente quel dato sarà collegato all'infrastruttura. La patente di guida, la tessera sanitaria e la Carta europea della disabilità sono già disponibili. Tra settembre e ottobre 2026 dovrebbero arrivare anche il certificato di residenza e i titoli di studio. In seguito dovrebbe essere la volta dei documenti d’identità con fotografia, i titoli accademici, il già citato ISEE, l’iscrizione alle liste elettorali, l’attestazione della maggiore età e le deleghe registrate. Per questi ultimi non esistono tempistiche di rilascio molto precise, in quanto tutto dipenderà dall'integrazione delle banche dati pubbliche.

Il concetto di fonte autentica

Per comprendere il funzionamento del sistema bisogna conoscere anche il concetto di fonte autentica, che è stato introdotto proprio dal decreto. La fonte autentica è in buona sostanza il soggetto che possiede il dato originale e certificato. Può essere considerata una fonte autentica un ente che appartiene alla Pubblica Amministrazione, ma anche un gestore di servizi pubblici oppure una società a controllo pubblico. È questo soggetto che rende disponibile un'informazione sotto forma di attestato elettronico. Se, ad esempio, un Comune diventa fonte autentica del certificato di residenza, sarà direttamente quest'ultimo a dover fornire il dato verificato all'infrastruttura. In questo modo un altro ente o un'azienda autorizzata potranno recuperarlo tramite IT-Wallet senza dover passare dai cittadini, che non avranno così l’incombenza di dover recuperare il certificato e inviarne una copia.

Il risultato, almeno sulla carta, dovrebbe essere una significativa diminuzione delle lungaggini burocratiche che da sempre vengono criticate nel nostro Paese.

Il decreto chiarisce anche chi dovrà partecipare al nuovo ecosistema digitale. Pubbliche Amministrazioni, gestori di servizi pubblici e società a controllo pubblico non quotate avranno l'obbligo di diventare fonti autentiche entro il 3 agosto 2027. Per quanto riguarda le aziende private, invece, queste non saranno obbligate a farlo, ma potranno aderire su base volontaria per fornire i propri attestati elettronici o, più semplicemente, per accettare IT-Wallet come sistema di identificazione o di accesso ai propri servizi online.

Dal 3 febbraio 2028 i documenti rilasciati anche senza CieID

In tutto ciò l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato insieme a PagoPA, continueranno ad avere un ruolo di primo piano nel gestire l’infrastruttura tecnica e organizzativa del sistema IT-Wallet. A proposito di questo è interessante notare che dal 3 febbraio 2028 gli attestati di identificazione personale potranno essere rilasciati dall’Istituto Poligrafico anche quando gli utenti usano la sola CIE fisica, senza passare dall’autenticazione tramite CieID (che è il livello di sicurezza più alto previsto al momento).

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