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25 Gennaio 2022
18:30

La forma geometrica delle città: 3 tipologie di pianta

La planimetria e la forma di un centro abitato ci raccontano la sua storia e il suo sviluppo. Scopriamo le tre principali tipologie di pianta urbana e altri casi notevoli.

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La forma geometrica delle città: 3 tipologie di pianta
La forma delle città

Palmanova (in copertina) è strutturata come una stella a nove punte. Brasilia è ispirata, a seconda delle versioni, a una croce, a un aeroplano o a una farfalla. L'isola di Manhattan, a New York City, sembra disegnata con riga e squadra. Insomma, le città nascono e si sviluppano in modi molto diversi e la rispettiva planimetria ci racconta la loro storia urbanistica. Quasi sempre la forma dei centri abitati dipende dalla morfologia del territorio e dalla presenza di elementi naturali (come rilievi o corsi d'acqua), spesso è frutto della sovrapposizione di interventi avvenuti in epoche molto diverse. In questo articolo scopriamo le tre principali tipologie di pianta urbana e vediamo alcuni esempi e qualche caso particolare.

La planimetria di una città

La pianta di un centro abitato, se osservata con attenzione o da un occhio esperto, mostra con buona approssimazione come sono distribuiti gli spazi, come si è adattato lo sviluppo urbano rispetto alla morfologia del territorio e come la città si è trasformata nei vari periodi storici.

Planimetria di Amsterdam
Planimetria di Amsterdam

Oggigiorno, d'altra parte, limitarsi a osservare una città dall'alto ci restituisce molte meno informazioni rispetto a un tempo. La crescita dei centri urbani in verticalità, sia che si parli di palazzi sempre più alti o di grattacieli, sia che si consideri la realizzazione di reti di transito e trasporto sotterraneo (come le metropolitane), determina sempre di più l'esigenza di considerare le città come spazi tridimensionali.

I tipi di piante delle città

Nonostante questo, una prima tradizionale classificazione che si può fare è quella che riconosce tre tipologie di pianta in funzione della geometria del reticolo viario. Si parla perciò di pianta a scacchiera (detta anche ortogonale), radiocentrica e lineare. Attenzione però: a volte queste tre tipologie di pianta possono riguardare l'intero abitato, altre volte alcune sue parti. In certi casi sono riconoscibili nella parte più antica della città, in altri invece nei quartieri più recenti. Insomma, quasi sempre i centri urbani sono un mosaico sovrapposto di interventi diversi, non pianificati e irregolari e il loro fascino in parte si deve anche a questo.

Di seguito illustriamo i tre principali modelli di piante urbane, con relative caratteristiche, e presentiamo alcuni esempi.

Pianta a scacchiera

Pianta ortogonale o a scacchiera (Torino)
Planimetria del centro storico di Torino

La pianta ortogonale o a scacchiera è certamente la tipologia planimetrica più semplice e diffusa al mondo. Prevede la realizzazione di assi viari (alcuni principali e altri secondari) che si intersecano ad angolo retto a formare degli isolati che hanno la forma di quadrati o rettangoli.

In Europa si attribuisce la sistematizzazione di questa tipologia all'architetto e urbanista greco Ippodamo di Mileto che ne consigliava l'applicazione nella realizzazione di colonie e abitati di nuova edificazione. Inoltre la sua frequente messa in opera si deve anche al modello tipico del castrum romano, l'accampamento delle legioni romane, idealmente di forma quadrangolare e tagliato da due assi principali: il cardo, in direzione nord-sud, e il decumano, in direzione est-ovest. I due assi dividevano il castrum in quattro quartieri a loro volta suddivisi in lotti minori.

Pianta a scacchiera Manhattan, New York
Planimetria di New York City

La pianta ortogonale è molto frequente in tutto il mondo: in Italia la troviamo applicata nel centro storico (e non solo) di molte città di fondazione romana. Ne sono un esempio Torino o Aosta, ma non solo: a Castelfranco Veneto la sua origine è "franca" medioevale mentre a Noto è di epoca barocca. Negli Stati Uniti è in qualche modo la regola di base per la pianificazione urbana: come si diceva in apertura, basta osservare l'incrocio di Avenue e Street a Manhattan (New York City). D'altra parte la pianta a scacchiera è stata utilizzata anche in Cina per centinaia di anni.

Pianta radiocentrica

Pianta radiocentrica (Milano)
Planimetria di Milano e dintorni

Milano è un esempio di città con pianta radiocentrica. In questo caso abbiamo una serie di strade principali che si diramano in varie direzioni a partire da un nucleo abitato centrale. Quest'ultimo tende a espandersi progressivamente lungo gli assi viari e per cerchie concentriche, anticamente spesso accompagnate da mura o canali e oggi segnalate soprattutto da grandi anelli stradali.

Oltre a Milano si possono citare molte città olandesi, ad esempio Amsterdam e Harleem, e la tipologia è un'evoluzione urbana di matrice soprattutto europea e medievale.

Pianta lineare

Pianta lineare (Genova)
Planimetria della zona centrale di Genova

La pianta lineare è tipica di centri abitati sorti lungo assi generatori (spesso obbligati) sui quali si sono innestate vie trasversali (su uno o su entrambi i lati) e determina una forma allungata e stretta (che tuttavia successivamente tende a espandersi e a perdere le caratteristiche iniziali).

Si tratta della planimetria più comune nelle città nate in corrispondenza e lungo importanti assi viari oppure lungo i fiumi, come accade a Volgograd (la vecchia Stalingrado). Lo stesso accade a molti centri urbani costieri, in particolare se circondati nella parte retrostante da rilievi. Il centro abitato, come accade ad esempio a Genova (nell'immagine sopra), non può che svilupparsi ampliandosi principalmente lungo la costa e, finché è possibile, sui rilievi. Questo a volte gli può conferire una forma a ventaglio.

Casi particolari e famosi

Come abbiamo già detto, le tre tipologie tradizionali di pianta non sono uniche e reciprocamente esclusive. Anzi, la maggior parte delle città presenta una planimetria molto varia, dipendente da interventi diversi e che si sono sovrapposti nel tempo. Non solo: ci sono anche centri urbani in cui non si è verificato alcun tipo di pianificazione. Se pensiamo, ad esempio, alla maggior parte delle città con origine medievale o a quelle del mondo islamico, spesso abbiamo casi di centri con forme irregolari, vie strette e tortuose, quartieri labirintici.

Planimetria Brasilia
Particolare (con contrasto) della planimetria di Brasilia

Ci sono poi, all'esatto opposto, città pensate e progettate a tavolino con un preciso schema geometrico in testa. È il caso di Palmanova (in copertina) pianificata dalla Repubblica di Venezia nel 1593 come una città-fortezza a forma di stella a nove punte. Un altro esempio celebre è Brasilia, capitale del Brasile costruita tra 1956 e 1960 secondo un piano ispirato dalle teorie  urbanistiche di Le Corbusier. Il cuore della città è disegnato per assomigliare (a seconda delle fonti consultate) a una croce, a un aeroplano o a una farfalla: riuscite a riconoscerne la silhouette nell'immagine qui sopra?

La città diffusa

Città diffusa
Villette unifamiliari in un’area suburbana periferica

Nel 2008 è stato stimato che la popolazione cittadina abbia superato quella che abita in campagna a livello mondiale e per la prima volta nella storia. La tendenza all'urbanesimo (lo spostarsi a vivere in città) e all'urbanizzazione (la crescita fisica delle città) è chiara e apparentemente inarrestabile e infatti i centri urbani stanno crescendo di dimensioni e di numero in tutto il mondo, spesso tuttavia senza una reale pianificazione o senza che il processo sia sottoposto ad alcun controllo.

Ne derivano, soprattutto nei Paesi più poveri, immense baraccopoli ai confini periferici degli abitati più strutturati, mentre negli Stati più ricchi e sviluppati si parla già da qualche decennio del fenomeno della "città diffusa". Sempre più spesso, infatti, non esiste più una transizione netta tra i centri urbani e le campagne, ma in ambito suburbano l'insediamento si dirada in modo disordinato e caotico, alternando villette, quartieri dormitorio, capannoni industriali, centri commerciali (soprattutto lungo le direttrici di traffico) e spazi ricreativi (come campi da golf). Lo spazio agricolo, insomma, si fonde sempre più con quello urbanizzato, rendendo persino difficile dare una definizione chiara di "città".

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Alessandro Beloli
Redattore
Viaggiare e raccontare il mondo è la mia passione: luoghi, usi e costumi, storie, geopolitica… Da bambino adoravo Piero Angela e Indiana Jones. Classe ‘88, sono laureato in Scienze Geografiche e prima di Geopop ho lavorato per lo sviluppo di progetti socio-ambientali, scritto un romanzo di viaggio, insegnato Geografia, Storia e Lettere alle superiori e fatto divulgazione su YouTube e RaiGulp.
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