Ophrys apifera

Le piante sanno essere furbe e subdole… Non ci credete? In questo articolo riporteremo 3 esempi di inganni del mondo vegetale che probabilmente racconterete ai vostri amici! Parleremo di piante che fanno finta di essere insetti, sassi e addirittura… escrementi.

Le orchidee si travestono da insetti

Se sapete come si riproducono le piante (nello specifico parliamo di Angiosperme, quelle con "fiore vero" e seme protetto dal frutto) sarete a conoscenza del fatto che il polline di un fiore maschio deve essere trasferito ad un fiore femmina per far avvenire la fecondazione. E se la cosa ci sembra chiara e limpida, dovete considerare che molto spesso intervengono dei terzi attori come molti insetti che facilitano questo processo, sporcandosi di polline nel fiore maschile e trasportandolo poi nel fiore femminile. Generalmente tra piante e impollinatori avviene uno scambio bilaterale in cui l'animale ottiene nutrimento dalla pianta mentre, al contrario, la pianta ottiene la dispersione dei gameti (per capirci il polline).
Alcune piante però, non producono nettare e non avendo nulla da offrire agli insetti, li ingannano sessualmente.

Un esempio emblematico sono le orchidee: sono prive di nettare e non sarebbero reputate interessanti per gli insetti…se non fosse per la loro capacità di mimare delle splendide partner con cui gli individui maschi vogliono accoppiarsi a tutti i costi! Guardate ad esempio l'immagine qua sotto: i fiori sembrano davvero degli insetti!

Ophrys-2

La forma del labello, una sorta di petalo modificato, imita nel disegno e nella pelosità l’addome della femmina delle specie impollinatrici e, se ciò non bastasse, la pianta emette addirittura un feromone che inganna l’insetto richiamando dal profondo il suo istinto animale. Questi fiori sono delle repliche quasi perfette di alcuni artropodi femmina pronte per la riproduzione (più generalmente membri degli imenotteri, uno dei più grandi ordini di insetti contenenti api e vespe).
Visto che i maschi tendono ad accoppiarsi con più femmine, l'inganno dell'orchidea farà sì che l'impollinazione avvenga su più vie, spargendo il polline a destra e a manca.

La ciliegina sulla torta? Sfortunatamente per loro, gli imenotteri maschi sembrano avere la memoria corta: dopo poche ore si dimenticano che le orchidee non sono partner sessuali, il che può essere fondamentale per il mantenimento dell'inganno.
L'accuratezza di questo mimetismo è tanto subdola quanto sbalorditiva!

Incastonate come rocce per non essere mangiate

lithops

Chi mai mangerebbe una roccia? Ecco, appunto: il genere di piante succulente Lithops tipico dell'Africa meridionale simula la forma di un sasso per evitare la predazione da parte degli animali. Sono piante cosiddette "grasse" (per meglio dire succulente) che contengono tessuti di riserva in cui accumulano l'acqua necessaria per la sopravvivenza (sotto forma di umidità, rugiada e pioggia quando possibile).
E proprio perché vivono in ambienti molto aridi, queste piante sono una risorsa per molti animali che necessitano di mangiare e abbeverarsi in luoghi così ostili. Come tenersi tutta l'acqua per sé e sembrare invisibili? Modellando la forma delle foglie e incastonandole nel terreno, lasciandone in evidenza un'unica porzione grigiastra, rotondeggiante e rugosa tanto da assomigliare a dei ciottoli.
Come capire che si tratta di una pianta e non di una roccia? Approfondire un po' di botanica o semplicemente aspettare che la pianta fiorisca!

Palline di sterco? No, semi!

Esistono molti modi intelligenti che le piante attuano per disperdere i semi, ma nessuno penserebbe mai che mimare le feci sia uno di questi. La specie Ceratocaryum argenteum tipica del Sud Africa sfrutta proprio questo meccanismo – chiamato mimetismo fecale – per ingannare gli scarabei stercorari. I semi di questa pianta sono per l'appunto grandi, marroni e maleodoranti e si sono evoluti proprio per imitare lo sterco di alcuni erbivori (principalmente l'antilope).
Questo travestimento insolito inganna con successo gli scarabei che fanno rotolare i semi per poi seppellirli, favorendo la crescita di nuove piante. D'altra parte, però, gli scarabei non ricevono nulla, non riuscendo a cibarsi dei semi né a deporci le uova dentro, come invece farebbero con le feci degli animali. In questo caso pare che gli scarabei, per quanto ingannati di primo acchito, si rendano conto che qualcosa non va quando non riesco a deporre le uova nel seme, lasciandolo lì e andandosene.
L'inganno, in questo caso, è quasi perfetto ma riesce comunque a garantire la riproduzione vegetale!

Articolo a cura di
Nicole Pillepich