
Il 58% degli italiani resterà in Italia per le vacanze estive 2026, e in cima alle preferenze nazionali ci sono il mare di Puglia, Sicilia e Sardegna. Per chi invece sceglie l’estero, le mete più gettonate sono Grecia e Spagna, ma il vero boom è quello dell’Albania, che cresce del 18%.
Secondo uno studio realizzato dall’istituto di ricerca Media Research per Vamonos Vacanze, la maggioranza degli italiani continua a voler trascorrere le vacanze all’interno dei confini nazionali, ma la quota dell’estero continua lentamente a crescere (dal 39% del 2023 al 42% del 2026). La ricerca ha infatti analizzato le preferenze degli italiani tra:
- tutte e venti le 20 regioni italiane
- 30 destinazioni nazionali
- 50 mete estere
Tra le regioni italiane preferite per l’estate 2026 domina la Puglia, che raccoglie da sola il 10,4 % delle preferenze degli intervistati. Subito dietro troviamo la Sicilia, con il 10% delle preferenze. Sul terzo gradino del podio si colloca invece la Sardegna, con il 9,2% di preferenze. Nel complesso, queste percentuali ci dicono che quasi un turista su tre che sceglie di restare nel Bel Paese orienta le sue preferenze di vacanze sulla Puglia o sulle due isole maggiori.
Ma alcuni dati significativi arrivano anche dalle regioni ancora poco gettonate ma in maggiore crescita. La Calabria ha segnato una crescita di ben il 12,5%, seconda migliore performance nazionale dopo la Puglia (+14%), ma anche per Abruzzo, Marche, Trentino-Alto Adige e Molise la preferenza è in crescita.
Le opinioni degli italiani sul dove preferire trascorrere le vacanze all’interno del Bel Paese si confermano coerenti anche guardando alle singole destinazioni. Il primato ricade infatti nuovamente in Puglia, nello specifico nella zona del Salento, con un indice di attrattività pari a 100 (il valore massimo della scala) e una spesa media pro-capite di circa 1.450 euro. Al secondo posto di troviamo la Sicilia orientale, con 98 punti di indice e una spesa individuale di circa 1.480 euro. Al terzo si collocano invece Costa Smeralda e Gallura, in Sardegna, con 96 punti. La Sardegna resta quindi una delle mete più ambite, ma anche una delle più costose: la spesa media stimata arriva a circa 2.150 euro a persona.
Tra le destinazioni emergenti italiane spicca invece la Costa degli Dei, in Calabria, che cresce del 15% rispetto al 2025. La zona calabrese sembra quindi quella che meglio riesce a intercettare attualmente le preferenze di chi desidera luoghi meno affollati e più competitivi dal punto di vista economico: qui la spesa media individuale si ferma infatti a 1.120 euro.
Anche tra chi sceglie di andare fuori dall’Italia, il Mediterraneo rimane il minimo comune denominatore. Quasi la metà degli italiani (49,8%) che sceglie di varcare i confini nazionali si orienta su Grecia, Spagna, Albania, Croazia, Tunisia ed Egitto.
Nello specifico, sul podio troviamo:
- Grecia: 12,5% delle preferenze;
- Spagna: 10,8%;
- Albania: 7,2%;
La Grecia conferma quindi il suo ruolo di grande classico delle vacanze estive: mare, isole, vicinanza geografica e un’offerta turistica consolidata continuano a renderla una delle destinazioni più richieste. Ma il dato più interessante riguarda l’Albania, che registra la crescita più elevata tra le mete analizzate: +18% rispetto al 2025. Il motivo principale è il rapporto tra costo e qualità percepita. Negli ultimi anni il Paese balcanico è riuscito ad aumentare la propria attrattività turistica grazie ai prezzi competitivi e alla crescente disponibilità di collegamenti. Secondo lo studio, una vacanza in Albania avrebbe infatti una spesa media stimata di circa 980 euro a persona, di circa un terzo inferiore rispetto a quella stimata in Grecia (1.460 euro) e Spagna (1.530 euro).
Ma cosa incide di più sulla decisione finale degli italiani di dove trascorrere le vacanze estive?
Secondo le stime elaborate da Media Research:
- il rapporto qualità-prezzo pesa per il 24% nella scelta;
- la qualità del mare e delle spiagge pesa per il 22%;
- la sicurezza percepita il 14%;
- accessibilità e collegamenti il 12%;
- la qualità complessiva dell’esperienza il 10%;
- i servizi inclusi l’8%;
- cultura ed escursioni il 6%;
- enogastronomia il 4%.
In pratica, quasi metà della decisione finale dipende dalla combinazione tra costo e qualità del luogo. Nella scelta della destinazione nel 2026 non vince quindi necessariamente la meta più economica, ma quella che offre il miglior equilibrio tra spesa e esperienza.