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29 Giugno 2026
7:00

Vacanze estive 2026 in Italia, dove spendere meno: Firenze la meta più economica, i dati di Altroconsumo

Le vacanze estive più economiche quest'anno saranno a Firenze, mentre le più costose a Ortisei. Inoltre, gli hotel saranno mediamente più costosi dei B&B, seppur con alcune eccezioni geografiche come Rimini, Jesolo e Livigno.

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Vacanze estive 2026 in Italia, dove spendere meno: Firenze la meta più economica, i dati di Altroconsumo
vacanze italiane

Secondo un’indagine di Altroconsumo, nelle vacanze estive 2026, una settimana di vacanza in Italia per due persone costerà in media 1.050 euro, il 5% in meno rispetto al 2025. Le città d'arte sono le destinazioni più economiche, soprattutto Firenze, mentre la montagna, e in particolare Ortisei, la scelta la più costosa. Per chi preferisce il mare, l’Adriatico si conferma la scelta più conveniente, soprattutto a Rimini, mentre Sardegna e Sicilia quelle più costose.

Le vacanze in Italia costeranno il 5% in meno nel 2026: i dati di Altroconsumo

Quest’anno le vacanze estive in Italia costeranno leggermente meno rispetto allo scorso anno, ma non ovunque. Secondo l'indagine condotta da Altroconsumo su 20 popolari destinazioni turistiche italiane, una settimana per due persone ad inizio agosto costerà in media 1.050 euro, con una diminuzione del 5% rispetto allo scorso anno. Dietro questa media, però, si nascondono differenze significative tra città d'arte, località balneari e destinazioni di montagna.

L'indagine ha preso in esame il costo di un soggiorno di 7 notti in camera doppia in hotel a tre stelle o B&B con bagno privato, includendo anche le spese di viaggio: per le località raggiungibili in auto sono stati considerati il prezzo medio di carburante e pedaggi autostradali da dieci capoluoghi di Regione, mentre per le isole il costo del trasporto è stato stimato utilizzando tariffe aeree “regular” di Ryanair rilevate tra aprile e maggio 2026.

Le migliori mete economiche: dove andare per spendere poco

Le città d'arte risultano la scelta più economica per chi vuole contenere la spesa. Una settimana costa in media circa 725 euro per due persone, ben al di sotto della media nazionale.

La destinazione meno costosa dell'intera indagine è Firenze, con una spesa media di 641 euro. Seguono Roma (650 euro), Napoli (659 euro) e Milano (687 euro). Anche Venezia, pur essendo la più cara tra le città analizzate, rimane sotto la soglia dei 900 euro. Oltre a essere convenienti, alcune città registrano anche i maggiori ribassi rispetto al 2025: Firenze segna un -16%, Roma un -14% e Venezia un -13%.

Tra le località balneari analizzate, Rimini è la più economica con 682 euro per una settimana, seguita da Cervia con 708 euro. All'estremo opposto si trovano Jesolo, Sorrento e Gallipoli, che superano i 1.000 euro.

Le località più care

Le mete più costose restano però quelle sulle isole maggiori. A Villasimius una settimana costa in media 1.654 euro per due persone, a Stintino 1.522 euro e a Taormina 1.256 euro. In questi casi il costo del viaggio incide infatti in modo più rilevante sul budget finale, rendendo meno conveniente un alloggio apparentemente economico.

Il dato più sorprendente dell'indagine riguarda però le località montane, che continuano a rincarare. Una settimana in quota costa mediamente circa 1.300 euro per due persone. Ortisei è la località più costosa dell'intera classifica: 1.672 euro, con un aumento del 17% rispetto al 2025. Cresce anche Valdisotto, che raggiunge 1.373 euro. Livigno mantiene prezzi sostanzialmente stabili, mentre Champoluc registra una lieve diminuzione pur restando sopra i 1.200 euro.

Esistono però anche alternative più accessibili. Pila, inserita quest'anno nell'indagine, registra un costo medio di 880 euro per una settimana, mostrando come sia ancora possibile trovare vacanze in montagna a prezzi relativamente contenuti.

Gli hotel costano più dei B&B

Complessivamente, per quest’estate 2026 gli hotel risultano mediamente più costosi dei B&B, con prezzi superiori di circa il 15%. Tuttavia, anche per quanto riguarda il tipo di sistemazione, la situazione varia molto da una località all'altra. In particolare, a L'Aquila, Lecce e Pila il divario tra le due tipologie di struttura è particolarmente marcato. Al contrario, a Rimini, Jesolo e Livigno gli hotel risultano addirittura meno costosi dei B&B.

Rispetto al 2025 emerge inoltre un'inversione di tendenza: i prezzi degli hotel sono diminuiti del 7%, mentre quelli dei B&B aumentati del 17%. L'incremento più marcato riguarda la montagna, dove in cinque anni gli hotel sono aumentati del 32% e i B&B addirittura del 67%. Le località balneari mostrano invece una tendenza opposta, con prezzi in diminuzione, mentre nelle città d'arte i costi degli alloggi risultano sostanzialmente stabili.

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