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28 Settembre 2022
7:30

La scienziata dal doppio Premio Nobel: l’affascinante storia di Marie Curie

Gli studi sui materiali radioattivi, la cattedra alla Sorbona, due premi Nobel e una grande passione per la ricerca condivisa col marito Pierre. Chi era Marie Curie? Ricostruiamo la sua biografia.

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La scienziata dal doppio Premio Nobel: l’affascinante storia di Marie Curie
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Marie Curie è stata una scienziata polacca nota per i propri studi sulla radioattività e per essere stata la prima donna a ottenere il Premio Nobel nel 1903 (anche se ne ricevette un secondo nel 1911).  La sua è una storia affascinante, di amore per la scienza e di lotta per l'affermazione delle proprie conoscenze e capacità. In questo articolo ripercorriamo le tappe principali della vita della madre della fisica moderna.

Le origini e la formazione

Maria Salomea Sklodowska, conosciuta da tutti noi col suo nome da sposata Marie Curie, è una scienziata, fisica, chimica e matematica, diventata importante per i suoi studi sulla radioattività e per aver vinto ben due Premi Nobel per la fisica. Nasce da una coppia di professori il 7 novembre del 1867 nella città di Varsavia (Polonia).
È la minore di cinque fratelli e sin da piccola è dotata di una spiccata curiosità, grandemente supportata dal padre che era professore di matematica e fisica. Tra i 9 e i 13 anni perde la sorella e la madre a causa della tubercolosi e del tifo: queste due perdite segneranno uno strappo netto nella vita della giovane Marie.

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Una giovanissima Marie, nella foto a destra è con sua sorella Bronisława (sulla destra).

Si diploma col massimo dei voti e con il riconoscimento della medaglia d’oro, ma non ha la possibilità di accedere all’università in Polonia. Visto il periodo storico, nessuna donna poteva accedere agli studi universitari, così è costretta a spostarsi in un’università all’estero: va con la sorella alla Sorbona a Parigi per studiare fisica e matematica. Quando arriva in Francia Marie ha 24 anni, non sa una parola di francese ed è una delle pochissime studentesse donne, ma la passione per gli studi è tanto forte da farle affrontare qualsiasi problema. I problemi comprendevano anche le ristrettezze economiche che, a volte, le rendevano difficile anche sfamarsi.
Comunque, non contenta della prima laurea in Fisica, Marie ne prese una seconda in Matematica e nel 1894 conobbe Pierre Curie, che al tempo dirigeva un laboratorio di fisica nell’università e che – l’anno successivo – sarebbe diventato suo marito.

Gli studi sulla radioattività insieme a Pierre Curie

Marie e Pierre ebbero un’unione quasi simbiotica, stretti attorno alla passione per gli studi si occuparono in primis di approfondire quanto aveva scoperto Henri Becquerel: la radioattività naturale dei sali di uranio. Fu Marie a notare che un minerale contenente uranio, chiamato pechblenda, risultava essere molto più radioattivo dell’uranio puro ed era capace di emettere radiazioni un po’ come facevano i raggi X scoperti da Röntgen.

Pierre_and_Marie_Curie

Dallo studio di questo minerale i due riuscirono a isolare un nuovo elemento chimico che chiamarono polonio (in onore della terra natia di Marie), che risultava essere 300 volte più radioattivo dell’uranio. Non solo, il materiale che rimaneva dall’estrazione del Polonio, mostrava ancora una grossa carica radioattiva: si convinsero che doveva esserci un altro sconosciuto elemento in gioco. Le loro previsioni erano corrette e riuscirono a isolare un ulteriore elemento ancora più radioattivo: il radio.
All’inizio del nuovo secolo Marie si dedicò a studi relativi al peso atomico del radio, mentre Pierre approfondiva il significato di radioattività. I loro studi così interessanti e approfonditi fecero gola anche ad altri studiosi come Frédéric Haudepin ed Ernest Rutherford. Il primo, proseguendo sulla ricerca di altri elementi nella pechblenda, trovò l’attinio; il secondo differenziò le radiazioni sulla base della loro capacità di penetrare nella materia.

I due Premi Nobel e la cattedra alla Sorbona

Marie, Pierre e Becquerel ottennero il Premio Nobel per la Fisica nel 1903 proprio grazie ai loro studi, così fertili per l’intera comunità scientifica.
Purtroppo Pierre Curie venne tragicamente a mancare nel 1906 e Marie prese il suo posto come Professoressa di Fisica Generale alla Sorbona, nonostante fu ampiamente osteggiata da chi non riteneva possibile che una donna potesse accedere a una carica tanto importante. Fu infatti la prima in assoluto a ricoprire questo ruolo.
Dopodiché nel 1911 Marie ottenne il secondo Premio Nobel per essere riuscita a isolare il radio metallico.
Per tutta la sua vita Marie portò avanti un grande entusiasmo per la scienza e si dedicò alla creazione di un laboratorio per studi sulla radioattività nella sua città natale. Nel 1929 l'allora Presidente degli Stati Uniti Hoover le consegnò 50.000 dollari per l'acquisto di radio da utilizzare nel laboratorio di Varsavia.

1911_Solvay_conference

Marie fu anche membro del Conseil du Physique Solvay dal 1911 e dal 1922 fu membro del Comitato di Cooperazione Intellettuale della Società delle Nazioni.
Oltre ai Premi Nobel ricevette molte lauree ad honorem in scienze, medicina e giurisprudenza e l'iscrizione ad honorem a società scientifiche di tutto il mondo. Nel 1903 ricevette anche, insieme al marito, la Medaglia Davy della Royal Society e, nel 1921, il Presidente degli Stati Uniti le consegnò un grammo di radio come riconoscimento per i suoi servizi alla scienza.

Marie venne a mancare il 4 luglio del 1934, a causa di una leucemia, forse provocata proprio dalle radiazioni emesse dai materiali che aveva studiato e maneggiato per tutta la vita. Perfino casa sua, dopo la sua morte, venne decontaminata a causa dell'accumulo di radiazioni.

Celebri citazioni di Marie

A Marie Curie sono attribuite alcune citazioni che sono rimaste nell'immaginario comune, ma non di tutte è chiara e confermata l'attribuzione. Ne riportiamo alcune:

Lo scienziato nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino davanti a fenomeni della Natura che lo affascinano come un racconto di fate.

Non si presta mai attenzione a ciò che è stato fatto; si vede soltanto ciò che resta da fare.

Niente nella vita va temuto, dev'essere solamente compreso.

Infine sembrerebbe che a chi le chiedeva come fosse essere sposati con un genio lei rispondeva: "non lo so, chiedetelo a mio marito!"

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Camilla Ferrario
Redattrice
L’universo è un posto strano e il modo che abbiamo di abitarlo cattura continuamente la mia attenzione. “Sii curiosa” è il mio imperativo: amo provare a ricostruire indizio per indizio il grande enigma in cui ci troviamo. Sono laureata in Filosofia, ho fatto la speaker in una web radio e adoro il true crime. Di cosa non posso fare a meno? Del dialogo aperto con gli altri e della pasta alle vongole.
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