Talvolta capitare di inquadrare un’insegna luminosa con lo smartphone e vederla lampeggiare sullo schermo, anche se dal vivo sembrava stabile. Può succedere con le scritte dei negozi o i pannelli pubblicitari a LED. In certi casi compaiono pure bande scure che attraversano l’inquadratura e restano visibili nella foto o nel video.
Non significa necessariamente che l’insegna o il telefono siano difettosi. Spesso il fenomeno dipende dall’incontro tra rapidissime variazioni della luminosità e il modo in cui la fotocamera registra la scena. Esistono però alcuni accorgimenti che possono aiutare a ridurre lo sfarfallio durante le riprese.
Perché le insegne e le luci LED sembrano lampeggiare nei video
Una sorgente luminosa può cambiare intensità così rapidamente da sembrare stabile all’occhio umano. Questa alternanza, chiamata sfarfallio o flicker, può diventare evidente nelle riprese perché la fotocamera registra la luce in intervalli di tempo precisi.
È il caso di molte insegne a LED. I diodi emettono luce quando sono attraversati da corrente elettrica, ma la loro intensità dipende pure dal circuito che li alimenta. Per regolarla si usa spesso la modulazione a larghezza d’impulso (PWM), dall’inglese Pulse Width Modulation: vengono accesi e spenti rapidamente, variando la durata delle fasi in cui restano attivi. Più a lungo rimangono accesi durante ciascun ciclo, maggiore è l’intensità media percepita. Questo spiega perché, in alcune insegne, lo sfarfallio diventa più evidente quando viene abbassata la luminosità.
La PWM non è l’unica causa possibile. Alcune lampade presentano oscillazioni legate all’alimentazione. In Italia la corrente alternata della rete ha una frequenza di 50 hertz (Hz) e, con alcuni sistemi, la luminosità può variare al doppio, cioè 100 volte al secondo. Altri dispositivi, invece, mantengono un’emissione più uniforme.
Anche la parola “neon” può trarre in inganno. Molte insegne moderne che imitano i tubi luminosi tradizionali utilizzano in realtà LED. Nei neon classici, invece, la luce viene prodotta da una scarica elettrica all'interno di un tubo contenente gas e, a seconda del sistema di alimentazione, la sua intensità può oscillare rapidamente, producendo effetti simili nelle riprese.
Perché nelle foto e nei video compaiono bande scure
Una cosa è vedere un’insegna che sembra accendersi e spegnersi, un’altra è ritrovarsi con strisce sull’immagine. Per comprenderne l’origine bisogna considerare come il sensore dello smartphone acquisisce la scena.
Molte fotocamere utilizzano una modalità di lettura chiamata rolling shutter: le righe che compongono l’immagine vengono registrate in successione, non tutte nello stesso istante. Se nel frattempo la sorgente cambia intensità, una parte può risultare più chiara e quella successiva più scura. Compaiono così bande di luminosità, spesso orizzontali. Nei video possono scorrere lungo l’inquadratura, perché la posizione delle zone chiare e scure cambia da un fotogramma al successivo.

A incidere su questi effetti sono altresì due parametri della registrazione. Il primo è la frequenza dei fotogrammi, espressa in fps (dall’inglese frames per second), che indica quante immagini vengono registrate ogni secondo. L’altro è il tempo di esposizione, ossia la durata dell’intervallo in cui ciascuna parte del sensore raccoglie luce. Se quest’ultimo è molto breve, può catturare solo una frazione del ciclo di accensione e spegnimento, rendendo più evidenti le bande.
L’effetto non coincide con il moiré che si può notare fotografando uno schermo. In quel caso le onde derivano principalmente dall’interazione tra trame ripetitive e campionamento della fotocamera, mentre nelle riprese delle insegne le bande dipendono dalle oscillazioni della luce.
Come ridurre lo sfarfallio delle insegne nelle foto e nei video
Prima della ripresa definitiva, conviene registrare qualche secondo di prova e controllare il risultato, perché l’anteprima non mostra sempre esattamente ciò che resterà nel file. Se compaiono lampeggiamenti o strisce, si può modificare una regolazione alla volta e verificare se la situazione migliora.
Per i video, un primo tentativo consiste nel registrare a 25 fps, oppure a 50 dove disponibili, anziché a 30 o 60. La scelta può aiutare soprattutto con le luci le cui oscillazioni sono legate all’alimentazione elettrica. Sugli iPhone compatibili, per esempio, si possono abilitare i formati PAL aprendo Impostazioni, raggiungendo da lì la sezione Fotocamera e poi quella Registra video. A quel punto è possibile selezionare la frequenza direttamente dalla fotocamera nella modalità Video, toccando il valore mostrato nella parte superiore dello schermo, tenendo presente che le opzioni possono cambiare in base al modello.
Gli fps non sono però l’unico parametro. Se l’app consente controlli manuali, conviene intervenire anche sul tempo di esposizione: per le sorgenti la cui luminosità oscilla 100 volte al secondo si possono provare valori come 1/50 o 1/100 di secondo. Un intervallo brevissimo, per esempio 1/1000, rischia di accentuare le bande, perché cattura soltanto una parte del ciclo luminoso. I LED regolati tramite PWM, tuttavia, possono richiedere valori diversi in base alla frequenza con cui vengono accesi e spenti.
Su alcuni smartphone Android, come i Samsung Galaxy compatibili, è possibile effettuare questa regolazione aprendo l’app Fotocamera, toccando Altro e selezionando Video Pro, che permette di modificare manualmente la velocità dell’otturatore. Se è attiva la stabilizzazione Super Steady, può essere utile provare a disabilitarla: secondo Samsung, in determinate condizioni di illuminazione questa funzione può accentuare lo sfarfallio e la comparsa di bande scure.
Si possono inoltre cercare funzioni anti-sfarfallio o anti-banding, talvolta disponibili con la scelta tra 50 e 60 Hz. Questi valori riguardano le caratteristiche dell’illuminazione, non il numero di fotogrammi registrati al secondo. Non tutti gli smartphone offrono tali impostazioni, che in alcuni casi vengono gestite automaticamente. Chi non trova controlli manuali nell’app standard può verificare la disponibilità di applicazioni fotografiche compatibili che li supportano.
Nelle fotografie, allungare l’esposizione può attenuare le strisce. Raccogliendo luce più a lungo, il sensore tende a integrare diverse oscillazioni. Conviene però farlo con soggetti fermi, possibilmente appoggiando il telefono a una superficie stabile, altrimenti aumenta il rischio di immagini mosse.
Se nessuna impostazione funziona, il limite può dipendere dall’elettronica dell’insegna. In alcuni casi per eliminare del tutto le bande bisognerebbe intervenire sul sistema che controlla i LED, anziché sulla fotocamera.
